Concetti Chiave
- Il principio ALARA richiede che le esposizioni alle radiazioni siano mantenute al livello più basso possibile per garantire diagnosi accurate.
- I livelli diagnostici di riferimento per le radiazioni ionizzanti sono stabiliti periodicamente e variano in base alla metodologia e all'età del paziente.
- Le limitazioni di dose per pazienti e lavoratori esposti differiscono, con i lavoratori che hanno limiti più elevati rispetto alla popolazione generale.
- I danni cellulari da radiazioni possono essere letali, sub letali o riparabili, con i danni sub letali che possono contribuire alla carcinogenesi.
- La fase biologica dei danni al DNA può portare a mutazioni geniche e alterazioni cromosomiche, influenzando la salute a lungo termine.
Indice
Principio di ottimizzazione alara
prevede che le esposizioni siano mantenute a livello più basso e ragionevolmente ottenibile per avere la diagnosi.
alara è un acronimo internazionale molto importante che descrive il principio di ottimizzazione. Per norma di legge tutte le possibili tante esposizioni alle radiazioni ionizzanti devono essere mantenute in livelli diagnostici di riferimento, livelli massimi di dose di radiazione che tutti gli esami radiologici non devono superare, che derivano da studi e che vengono definiti periodicamente, ogni quattro anni mentre per le procedure a maggiore esposizione, come le procedure di cardiologia interventistica, vengono rivalutati a più breve intervallo.
Differenze nei livelli diagnostici
Abbiamo delle differenze in base alle metodiche, se si tratta di radiologia convenzionale o tomografia, in base alle differenze di età del paziente, nel bambino infatti i valori accettati sono inferiori. Qualsiasi servizio di radiologia non oltrepassa i livelli diagnostici di riferimento.
Limitazione della dose per pazienti
Limitazione della dose: tanto per i pazienti quanto per i lavoratori esposti, chiaramente i lavoratori hanno limiti di legge superiori alla popolazione generale, che differiscono anche tra lavoratori diversi, ad esempio gli specializzandi hanno un limite inferiore.
La fase biochimica dura da secondi a settimane e rappresenta le manifestazioni biochimiche che avvengono sulle cellule irradiate.
La principale manifestazione è la riparazione del danno, il dna infatti, viene costantemente danneggiato dalle radiazioni elettromagnetiche ma sono presenti meccanismi di riparazione di estrema efficacia che intervengono molto rapidamente (i quali se alterati favoriscono lo sviluppo di neoplasia, come ad esempio l’alterazione dei geni Bcra1 e Bcra2 nei tumori della mammella e dell’ovaio).
Tipi di danni cellulari
Esistono danni di tipo:
● Letale
● Sub Letale
● Riparabile
Normalmente grazie a questi meccanismi di riparazione la cellula sopravvive, ma qualora gli enzimi non fossero in grado di riparare il danno, si verificherebbe morte cellulare che comunque non recherebbe problema all’organismo. Il problema si verifica con i danni sub letali che non possono esseri riparati in maniera efficace, perché l’errore in questo caso potrebbe trasmettersi durante la mitosi alle cellule figlie ed essere il presupposto della carcinogenesi indotta da raggi X.
Fase biologica e mutazioni geniche
La successiva fase è la fase biologica, con durata estremamente variabile da giorni ad anni, è l’espressione biologica di quelli che sono i danni al genoma, che in caso di assenza di riparazione, determinano mutazioni geniche, alterazioni cromosomiche, attivazione degli oncogeni e cancerogenesi, seppur in modo altamente improbabile.
Uno dei determinanti del danno cellulare da radiazioni ionizzanti è la fase cellulare in cui si trova la cellula. La cellula passa gran parte della sua vita in interfase e una piccola parte in mitosi ma le fasi del ciclo cellulare più sensibili sono la fase G2 durante la divisione e la mitosi dove si verifica la suddivisione e la divisione del dna, perché la presenza di un danno sull’elica singola del dna determina la trasmissione di questo alle cellule figlie.
Meno comune è la morte cellulare in interfase a causa degli enzimi litici che distruggono fisicamente la cellula, che si verifica per alte dosi sopra i 10-20 Gy (Gray, l’unità di misura della dose assorbita di radiazione) che però, non si raggiungono mai nella pratica diagnostica/clinica.
Domande da interrogazione
- Qual è il principio di ottimizzazione ALARA e la sua importanza?
- Come vengono stabiliti i livelli diagnostici di riferimento per le radiazioni?
- Quali sono le differenze nei livelli di esposizione alle radiazioni in base all'età del paziente?
- Quali tipi di danni cellulari possono verificarsi a causa delle radiazioni ionizzanti?
- Qual è il ruolo della fase cellulare nel danno da radiazioni ionizzanti?
Il principio ALARA (As Low As Reasonably Achievable) prevede che le esposizioni alle radiazioni ionizzanti siano mantenute al livello più basso possibile per garantire diagnosi efficaci, rispettando i livelli diagnostici di riferimento stabiliti per legge.
I livelli diagnostici di riferimento sono definiti periodicamente, ogni quattro anni, e vengono rivalutati più frequentemente per procedure ad alta esposizione, come quelle di cardiologia interventistica, per garantire la sicurezza dei pazienti.
I livelli di esposizione accettabili variano in base all'età; per i bambini, i valori sono inferiori rispetto agli adulti, per garantire una maggiore protezione durante gli esami radiologici.
I danni cellulari possono essere letali, sub letali o riparabili. I danni sub letali, se non riparati, possono trasmettere errori alle cellule figlie e contribuire alla carcinogenesi.
La fase cellulare è cruciale poiché le cellule sono più sensibili ai danni durante la fase G2 e la mitosi, dove eventuali danni al DNA possono essere trasmessi alle cellule figlie, aumentando il rischio di mutazioni e cancerogenesi.