Indice

  1. Primo soccorso nelle crisi epilettiche
  2. Protezione del paziente e caso pediatrico

Primo soccorso nelle crisi epilettiche

Uno dei problemi più grandi che abbiamo con queste malattie del sistema nervoso è che coinvolgono le varie parti del cervello e possono avere le manifestazione le più varie. Il primo problema è identificarle come vere Le crisi epilettiche generalizzate sono notturne o si manifestano al risveglio. Per cui è importante fare l’elettroencefalogramma in notturna; anche la privazione di sonno può facilitare le crisi epilettiche per cui la tecnica che si usa fare è di registrare un elettroencefalogramma dopo che il paziente è stato una notte intera sveglio e questo può facilitare l'insorgenza di manifestazione . In caso di crisi, non dovete cercare di bloccare il paziente, perché rischiate di fargli o farvi male, anche mettere il dito in bocca al paziente epilettico è pericolosissimo, può trinciare un dito perché li ha il morsus, serra la bocca violentemente per la contrazione dei muscoli. Bisogna fare mettere qualcosa di morbido, se ce l'avete un cuscinetto. Neurologia Jennifer, 5 anni. La madre ha notato, confrontando con la figlia più grande, che il suo sviluppo era più lento. 14 mesi per i primi passi, 16 mesi per le prime parole. Non è un ritardo eccessivo, rientra ancora nei valori normali; tuttavia la madre non era sicura. Successivamente, il suo sviluppo si è interrotto e ha perso abilità motorie manuali, come afferrare, toccare e tenere oggetti. Sono comparsi movimenti delle mani stereotipati, movimenti uguali (come il lavaggio, sfregando le mani l’una sull’altra.

Protezione del paziente e caso pediatrico

il battito delle mani; la conduzione delle mani alla bocca). Anche il linguaggio si è deteriorato, la bambina non è stata più in grado di pronunciare parole chiare e significative e il suo linguaggio si è limitato a pochi suoni. Non era in grado di comprendere e comprendere le istruzioni. Ha anche avuto difficoltà a comunicare in modo non verbale, linguaggio spesso sfruttato dai bambini; ad esempio attraverso gesti delle mani, contatto visivo ed espressioni facciali. La sua andatura era instabile e lenta, con difficoltà a camminare. In alcuni momenti aveva anche episodi di iperventilazione. Tutti questi sono una serie di disturbi che fanno parte del neuro-sviluppo, dunque la bambina aveva sicuramente una malattia del neuro-sviluppo. Bisogna pertanto conoscere la malattia e, attraverso i suoi sintomi, fare diagnosi. L’autismo è uno spettro di malattie in cui c’è anche la sindrome di Asperger, che è una forma un po’ più lieve in cui le tappe dello sviluppo sono ritardate. Tuttavia, ci sono vari aspetti, quali difficoltà di linguaggio e di comunicazione sociale, ritardo dello sviluppo che fanno pensare allo spettro dell’autismo. Ancora la sindrome di Rett, prima classificata nello spettro dell’autismo poiché i suoi disturbi rientrano in tale spettro. Sindrome di Rett Andreas Rett era un neurologo pediatra austriaco. Il padre piuttosto ricco, aveva un’avviata impresa di pulizie e voleva che il figlio continuasse il suo lavoro.

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