Concetti Chiave
- Fino al 486 a.C. ci fu una condivisione del consolato tra patrizi e plebei, seguita dalla serrata del patriziato, che innescò conflitti tra le due classi.
- La plebe, esclusa dalle magistrature, si organizzò autonomamente attraverso i concilia plebis, rifiutando di obbedire ai consoli e minacciando di non andare in guerra.
- Le motivazioni delle rivolte plebee erano legate a vessazioni economiche, come debiti e perdita di proprietà, più che a un desiderio di ridistribuzione delle terre pubbliche.
- La lotta tra patrizi e plebei era focalizzata sull'accesso al consolato, ma la plebe comprendeva anche individui ricchi con interessi politici e economici diversi.
- La discrepanza tra motivazioni economiche e politiche si spiega con la varietà socioeconomica della plebe, dove ricchi e poveri avevano obiettivi diversi ma si univano nella rivolta.
Condivisione patrizio-plebea e serrata
Dai Fasti è stato rilevato un ventennio circa di condivisione patrizio -plebea del consolato, cioè fino al 486 a.C. circa, dopodiché le famiglie patrizie cercarono di gestire e monopolizzare la carica suprema (la cosiddetta “serrata del patriziato”). Questa fu la causa delle prime lotte tra patrizi e plebei che, nel 494 a.C., sfociarono in una prima secessione sull'Aventino , dunque nel rifiuto della plebe di obbedire ai consoli e di rispondere alla leva militare.
Secessione e organizzazione plebea
In un momento di stress militare come quello che stava vivendo Roma questo rifiuto divenne un elemento di rivendicazione fortissimo: d’ora in avanti, quando i plebei si vedranno negato ciò che chiedono essi minacceranno di non andare in guerra, tanta è la portata di questo rifiuto. L’esclusione della plebe dalle magistrature significava che i Comizi Centuriati erano tenuti a votare solo proposte fatte da consoli patrizi: le loro esigenze non potevano quindi essere espresse; per acquisire capacità d’iniziativa politica la plebe non soltanto si ritirò su uno dei colli extraurbani di Roma, ma si diede anche un’organizzazione politica autonoma. Strumenti di questa organizzazione politica autonoma e indipendente (una realtà rivoluzionaria) erano i concilia plebis (assemblee della plebe), ove partecipano solo plebei e due tribuni della plebe .
Quali sono le motivazioni delle rivolte plebee?
Per quanto riguarda le motivazioni che spinsero la plebe a queste rivolte c’è un problema di discordanza tra la tradizione e ciò che siamo spinti a credere in base alla configurazione della società romana di questo periodo. Livio sostiene che la plebe non si allontanò da Roma perché voleva essere partecipe delle decisioni politiche che venivano prese nei comizi e che potevano solo votare (senza diritto di proposta), ma perché essa, vessata dai debiti e a causa dell’istituzione del nexum, non aveva più capacità di sopravvivenza; tuttavia, è difficile credere che alla base delle richieste plebee (oltre alla cancellazione dei debiti) ci fosse un desiderio di ridistribuzione delle terre pubbliche: anzitutto, se effettivamente la prima secessione si verificò nel 494 Roma non poteva ancora aver accumulato tante terre pubbliche , in secondo luogo, la schiavitù per debiti male si concepisce in una società arcaica quale doveva essere quella di Roma, ancora del tutto premonetale . Ciò che invece siamo spinti a credere è che i rivoltosi, che chiedevano la cancellazione dei loro debiti per ritornare ad essere cittadini censiti, non erano ex cittadini resi schiavi per debiti monetari, ma piuttosto per la perdita della piccola proprietà che possedevano e che gli permetteva di essere censiti: in questo caso ridistribuzione delle terre e servitù per debiti possono effettivamente andare insieme.
Discrepanze tra motivazioni economiche e politiche
Mentre non conosciamo provvedimenti in tal senso (cancellazione dei debiti e ridistribuzione delle terre), tutta la lotta tra patrizi e plebei sembra svilupparsi in funzione dell’accesso al consolato anche da parte dei plebei. Ma in una situazione in cui la plebe muore di fame (come ce la rappresenta Livio) e rischia di essere asservita per debiti (in quanto non ha più terre) una tale motivazione sembra apparentemente assurda ; tuttavia, questa discrasia fra motivazioni di tipo economico e quelle squisitamente politiche si spiega se si pensa alla plebe come ad una realtà socioeconomica molto variegata. Questa rivoluzione investiva sia plebei indebitati, sia plebei molto ricchi e desiderosi di gestire le cariche pubbliche: la rivoluzione fu gestita da persone ricche e abbastanza colte dal punto di vista ideologico-politico, che presumibilmente strumentalizzarono i più poveri mettendo in primo piano quelle motivazioni che li avrebbero spinti alla rivolta; i primi desideravano effettivamente raggiungimenti politici, ma per ottenerli avrebbero dovuto smuovere una grande massa di persone non interessata a ricoprire il consolato, quanto piuttosto ad avere debiti cancellati ed un pezzo di terra ridistribuita.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la causa principale delle prime lotte tra patrizi e plebei?
- Come si è organizzata la plebe per rivendicare i propri diritti?
- Quali erano le motivazioni economiche alla base delle rivolte plebee?
- In che modo le motivazioni politiche si intrecciano con quelle economiche nella lotta tra patrizi e plebei?
- Qual è la discrepanza principale tra le motivazioni delle rivolte plebee secondo Livio?
La causa principale è stata la "serrata del patriziato", che ha portato alla monopolizzazione della carica di console da parte delle famiglie patrizie, provocando la prima secessione della plebe nel 494 a.C. (testo).
La plebe si è ritirata su uno dei colli extraurbani di Roma e ha creato un'organizzazione politica autonoma, con assemblee chiamate concilia plebis e la nomina di tribuni della plebe (testo).
Le motivazioni economiche includevano la vessazione da debiti e la perdita della piccola proprietà, che impediva ai plebei di essere censiti; la cancellazione dei debiti era una richiesta fondamentale (testo).
Le motivazioni politiche, come l'accesso al consolato, si intrecciano con quelle economiche, poiché la plebe era composta da una realtà socioeconomica variegata, con plebei ricchi che strumentalizzavano le esigenze dei più poveri (testo).
La discrepanza principale è che Livio suggerisce che la plebe desiderasse partecipare alle decisioni politiche, mentre in realtà le loro richieste erano più legate alla cancellazione dei debiti e alla redistribuzione delle terre (testo).