Concetti Chiave
- La contesa per Messina scaturì dalla richiesta di aiuto dei Mamertini, mercenari campani che avevano preso il controllo del porto, portando Roma a intervenire.
- Il coinvolgimento romano a Messina violò i trattati con Cartagine, che reagì dichiarando guerra, nonostante la sua riluttanza a un conflitto prolungato.
- I romani si allearono con i Siracusani e adottarono una strategia di logoramento, assediando Agrigento e altre città siciliane.
- Nel 260 a.C., il Senato romano decise di costruire una potente flotta navale, ottenendo un successo iniziale a Milazzo contro le forze cartaginesi.
- Il controllo di Messina era cruciale per le rotte commerciali nel Mediterraneo, rendendo la città un obiettivo strategico per entrambe le potenze.
La contesa per Messina
L'occasione dello scontro si presentò quando sia a Roma sia a Cartagine si prospettò la possibilità di controllare Messina, un avamposto strategico nonché un decisivo punto di appoggio per le rotte commerciali tra Mediterraneo orientale e occidentale. Il pretesto per lo scontro fu offerta dai mercenari campani Mamertini (in lingua locale Mamers ovvero Marte), i quali, dopo essere stati al servizio di Agatocle, tiranno di Siracusa morto nel 289 a.C., rimasti senza ingaggio, avevano rubato il porto di Messina, imponendo esosi pedaggi per l'attraversamento dell'omonimo stretto. Assediati dalle truppe di Gerone, nuovo tiranno di Siracusa, i Mamertini in un primo tempo chiesero aiuto ai Cartaginesi poi, preoccupati per la loro ingombrante presenza, si rivolsero a Roma nel 264 a.C.
Qual è l'intervento romano e la guerra?
Intervenendo in favore di una città insulare, che dunque rientrava nella sfera di influenza punica, i romani violavano apertamente i trattati firmati con Cartagine, che di conseguenza dichiarò loro guerra, pur essendo riluttante a impegnarsi in un lungo conflitto.
La strategia romana e la flotta
I romani, insediato un presidio militare a Messina e alleatisi con i Siracusani, adottarono la tattica del logoramento e posero sotto assedio Agrigento e altre città siciliane, che continuarono però a essere rifornite da Cartagine via mare. Fu così che il Senato romano, nel 260 a.C., con una deliberazione paragonabile a quella presa da Atene durante la seconda guerra persiana, decise di allestire una potente flotta navale che inaspettatamente ottenne a Milazzo un successo sui nemici, sebbene non decisivo.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la causa principale dello scontro tra Roma e Cartagine per il controllo di Messina?
- Come ha reagito Cartagine all'intervento romano a Messina?
- Quale strategia adottarono i romani per affrontare il conflitto in Sicilia?
La contesa per Messina è iniziata quando i Mamertini, mercenari campani, hanno preso il controllo del porto e hanno chiesto aiuto a Roma dopo essere stati assediati da Gerone di Siracusa, portando Roma a violare i trattati con Cartagine e scatenare la guerra.
Cartagine, pur riluttante a impegnarsi in un lungo conflitto, dichiarò guerra a Roma in risposta all'intervento romano a favore dei Mamertini, che si trovavano nella loro sfera di influenza.
I romani insediarono un presidio a Messina, si allearono con i Siracusani e adottarono una tattica di logoramento, assediando Agrigento e altre città siciliane, mentre nel 260 a.C. decisero di allestire una flotta navale che ottenne un successo iniziale a Milazzo.