Concetti Chiave
- All'inizio del conflitto, Cartagine disponeva di una flotta potente, con navi a vela quadrata e quattro o cinque ordini di rematori, capaci di velocità superiori ai 10 km/h.
- Roma, inizialmente priva di flotta, si concentrò su innovazioni navali come il corvo, un ponte levatoio per il combattimento corpo a corpo, differente dall'approccio cartaginese.
- Le quinqueremi romane, lunghe circa 30 metri, avevano uno scafo affusolato e cinque rematori distribuiti su due ordini di remi, con un alto albero centrale per la doppia propulsione.
- La flotta romana non aveva autonomia di comando e spesso era guidata da comandanti greci, evidenziando la loro inesperienza in campo nautico durante la guerra contro Cartagine.
- Le navi romane imbarcavano un'unità di fanteria, un elemento distintivo che conferiva loro un vantaggio rispetto alle flotte nemiche, focalizzate su affondamenti e speronamenti.
Qual è la flotta di Cartagine e Roma?
Cartagine, allo scoppio del conflitto con Roma, disponeva di una potente flotta di navi da guerra, costituita da grandi imbarcazioni a vela quadrata, a quattro o a cinque ordini di rematori, in grado di raggiungere una velocità di oltre 10 km all'ora: erano famose per poter percorrere in sole ventiquattrore (24h) la distanza tra Cartagine e Marsiglia. Roma invece, nel III secolo a.C., era ancora del tutto sguarnita di flotta: infatti i romani, fino a quel momento, avevano considerato la nave più un mezzo di trasporto che un valido strumento bellico.
Innovazioni navali romane
Nel mettere a punto una propria flotta, Roma si trova dunque a imitare le navi puniche, servendosi dell'abilità costruttiva degli artigiani delle città magno-greche dell'Italia meridionale. Tuttavia Roma continuò a preferire i combattimenti a terra: lo dimostra il fatto che le navi fossero dotate di una specie di ponte levatoio girevole, denominato corvo, che, una volta calato agganciava la nave nemica grazie a potenti uncini, e consentiva ai soldati imbarcati di andare all'arrembaggio con maggiore stabilità e di combattere corpo a corpo, quasi fossero a terra. A questo scopo, infatti, ogni unità navale romana, oltre ai 150 rematori, imbarcava un'unità di fanteria. Fu proprio questa particolarità l'elemento più rilevante della flotta romana, che le diede un notevole vantaggio su quelle nemiche, che invece miravano prevalentemente allo speronamento o all'affondamento dell'imbarcazione avversaria.
Caratteristiche delle quinqueremi
Nel conflitto romano-cartaginese, la spina dorsale delle due flotte fu indubbiamente la "quinqueremi", o pentera.
Come nel caso della trireme ateniese, non conosciamo esattamente questa macchina da guerra. Per l'imbarcazione romana è stata ipotizzata la presenza di cinque rematori divisi su due ordini di remi: tre per quella inferiore e due per quello superiore. Le navi erano lunghe una trentina di metri e larghe cinque (5 m) e avevano uno scafo sottile e affusolato che permetteva una maggiore agilità nelle operazioni navali; presentavano un alto albero centrale su cui veniva issata la vela, per consentire la doppia propulsione. Come le navi Etrusche, quelle romane avevano la prua incurvata verso l'interno e la poppa l'asse con la chiglia non perfettamente verticale, ma leggermente bilanciato verso l'interno, per dare più forza di sbandamento alla rostro presente a poppa, concepito come prolungamento della chiglia. La flotta romana non ebbe, in origine, autonomia di comando rispetto all'esercito e la sua guida era affidata spesso a comandanti di origine greca, dimostrazione dell'incapacità romana in campo nautico (nella prima fase della guerra contro Cartagine infatti la flotta romana venne distrutta da tre diversi naufragi).
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali differenze tra la flotta di Cartagine e quella di Roma all'inizio del conflitto?
- Come si sviluppò la flotta romana in risposta alla necessità di combattere in mare?
- Quali erano le caratteristiche principali delle quinqueremi romane?
- Quale ruolo ebbero i comandanti nella flotta romana durante le prime fasi della guerra contro Cartagine?
Allo scoppio del conflitto, Cartagine disponeva di una potente flotta di navi da guerra, mentre Roma era priva di una flotta significativa, considerandola più un mezzo di trasporto che un'arma bellica (testo).
Roma imitò le navi puniche e si avvalse dell'abilità degli artigiani magno-greci, introducendo innovazioni come il corvo, un ponte levatoio che permetteva ai soldati di combattere corpo a corpo, dando così un vantaggio strategico (testo).
Le quinqueremi romane erano lunghe circa trenta metri, larghe cinque, con uno scafo affusolato per maggiore agilità e un alto albero centrale per la doppia propulsione. Presentavano anche una prua incurvata e una poppa bilanciata per migliorare le manovre (testo).
Nella prima fase della guerra, la flotta romana non aveva autonomia di comando e spesso era guidata da comandanti di origine greca, evidenziando l'incapacità romana in campo nautico, che portò a diversi naufragi (testo).