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Concetti Chiave

  • La Prima Guerra Mondiale fu scatenata da molteplici fattori, tra cui il nazionalismo, il ritiro dell'impero ottomano dai Balcani e le tensioni economiche tra le potenze.
  • Il delitto di Sarajevo, avvenuto nel 1914, rappresentò un evento cruciale che innescò il conflitto, portando alla dichiarazione di guerra dell'Austria alla Serbia.
  • L'Italia inizialmente rimase neutrale, ma nel maggio del 1915 decise di unirsi alla Triplice Intesa per ottenere territori sotto dominio austriaco.
  • Il clima interno in Italia era teso tra interventisti e neutralisti, ma la spinta del governo e degli industriali favorì l'intervento militare.
  • Il 1917 segnò un anno critico con la crisi russa e la rotta italiana a Caporetto, mentre l'ingresso degli Stati Uniti cambiò l'andamento della guerra a favore della Triplice Intesa.

Cause della prima guerra mondiale

In questo appunto vengono analizzate quali sono state le cause, lo svolgimento e la vittoria della Triplice Intesa nella Prima Guerra Mondiale.

La Prima Guerra mondiale fu il primo grande conflitto che causò un elevato numero di vittime. La rivoluzione tecnologica spinse gli Stati a produrre armi sempre più sofisticate causando successivamente un numero così alto di vittime. Le motivazioni che hanno spinto al contrasto mondiale furono numerose, tra cui si ricorda l’affermazione di nazionalismi, la fuga dell’impero ottomano dalla penisola balcanica, lo scontro economico tra le potenze, la diffusione della cultura della guerra, la nascita di una forma di economia dipendente dalla guerra ma soprattutto viene ricordato il delitto di Sarajevo.

Nazionalismo e cambiamenti globali

Il nazionalismo che si affermò nella prima parte del 1900 venne definito “imperialista” perché confermava la superiorità di una nazione sull’altra. Fu proprio la nazione tedesca ad esprimere quest’idea di nazionalismo tanto da voler trasformare la Germania in una potenza mondiale. In questo periodo si verificò un cambiamento anche degli equilibri mondiali: gli Stati Uniti e il Giappone cominciarono ad affermarsi nella politica internazionale.

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Ritiro dell'impero ottomano

Il ritiro dell’impero ottomano dalla penisola balcanica rappresentò una delle cause del conflitto. In questo caso l’Impero Ottomano si ritirò causando una destabilizzazione tra gli interessi dell’Impero austro-ungarico che voleva estendersi sino alla penisola balcanica e gli interessi della Serbia che si era alleata con la Russia.

Conflitto economico e cultura della guerra

Ci fu anche un conflitto economico tra le grandi potenze che avevano sviluppato il loro sistema industriale e coloniale come Inghilterra e Francia, ma nel frattempo ci furono anche altri stati che volevano accrescere il proprio potere sul fronte economico e coloniale come la Germania e l’Italia. In questo periodo si diffuse anche la cultura della guerra, vista come un’arma di riduzione della popolazione perché troppo numerosa e quindi pesava sulle spalle degli stati d’appartenenza. Oltre a ciò, si parla anche di economia della guerra perché in questo periodo nacquero numerosi gruppi industriali che incrementarono la loro ricchezza attraverso le costruzioni di armi dalla forza distruttrice e non ancora sperimentate.

Delitto di Sarajevo e politica delle alleanze

Poi c i fu il delitto di Sarajevo: l’erede al trono dell’impero austro-ungarico Francesco Ferdinando venne ucciso da uno studente serbo il 28 giugno 1914. Il 28 luglio 1914, un mese dell’ultimatum dell’impero austro-ungarico alla Serbia, scoppiò la guerra.

In questa situazione ci fu la nascita di una “politica delle alleanze”. Le alleanze nascenti furono la Triplice Intesa nel 1907 tra Russia, Inghilterra e Francia in risposta alla Triplice Alleanza che era già nata nel 1882 con l’accordo tra Germania, impero austro-ungarico e Italia.

Italia e la triplice alleanza

Nel primo anno di guerra l’Italia rimase neutrale. La Triplice Alleanza con Austria e Germania, infatti, aveva uno scopo puramente difensivo. Solo nel maggio del 1915 l’Italia decise di entrare in guerra al fianco dei paesi dell’Intesa, con l’obiettivo di ottenere le terre ancora sotto il domino austriaco ovvero il Trentino e l’Altro Adige sino al confine con il Brennero, Trieste e la Venezia Giulia.

Decisione italiana e tensioni interne

La decisione di entrare in guerra generò un clima abbastanza teso tra interventisti e neutralisti. Ci fu chi pensava che la guerra fosse l’unico mezzo per completare l’opera risorgimentale; chi sperava che la guerra rappresentasse la crisi del capitalismo e la premessa della rivoluzione; chi la interpretava come occasione per affermare la potenza di una nazione rigenerata dalle “miserie” della democrazia parlamentare e del trasformismo. I neutralisti, composti dal gruppo dei liberali giolittiani, cattolici e socialisti, nonostante rappresentassero la maggioranza del popolo italiano, vennero sopraffatti dall’aggressiva propaganda interventista, soprattutto da quella di matrice nazionalista.

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Patto di Londra e intervento italiano

Tuttavia, fu decisiva la posizione del re e del governo, schierati a favore dell’intervento militare, sulla stessa linea dei maggiori gruppi economici soprattutto dell’industria pesante. Con il patto di Londra stipulato nell’aprile del 1915, il governo italiano, all’oscuro del parlamento, impegnò il paese a combattere con l’Intesa in cambio di riconoscimenti territoriali. Così cominciò ad avanzare attraverso imponenti manifestazioni pro-interventiste e di minacce ai neutralisti per ottenere dal Parlamento l’approvazione dell’entrata in guerra avvenuta nel maggio del 1915.

Stallo e nuove tecnologie militari

Intanto la guerra restò bloccata sui due fronti, mostrando il suo volto più tragico, esasperato dalle potenzialità distruttrici delle nuove tecnologie militari rappresentate da cannoni, armi chimiche, aerei, sottomarini.

Crisi del 1917 e ingresso degli Stati Uniti

Il 1917 fu un anno molto critico: la rotta italiano a Caporetto e la crisi profonda della Russia, che si ritirò dal conflitto dopo una rivoluzione che aveva abbattuto lo zarismo, parvero favorire gli Imperi centrali. Ma il dato di fondo fu la diffusione di un clima di stanchezza e sfiducia in tutti gli eserciti, accompagnato anche da fenomeni di diserzione.

Gli Imperi centrali non riuscirono più a reggere questo conflitto così lungo e logorante, soprattutto dopo l’ingresso in guerra della potenza militare degli Stati Uniti che

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali cause della Prima Guerra Mondiale?
  2. Le cause della Prima Guerra Mondiale includono l'affermazione di nazionalismi, il ritiro dell'Impero Ottomano dalla penisola balcanica, conflitti economici tra potenze, la diffusione della cultura della guerra e il delitto di Sarajevo, che scatenò il conflitto.

  3. Come influenzò il nazionalismo il conflitto?
  4. Il nazionalismo, definito "imperialista", portò alla competizione tra nazioni, in particolare la Germania, che cercava di affermarsi come potenza mondiale, contribuendo così alla tensione internazionale.

  5. Qual è stato il ruolo del delitto di Sarajevo nel conflitto?
  6. Il delitto di Sarajevo, avvenuto il 28 giugno 1914 con l'assassinio dell'erede al trono austro-ungarico, fu un evento scatenante che portò all'ultimatum dell'Austria alla Serbia e all'inizio della guerra il 28 luglio 1914.

  7. Quali furono le conseguenze della decisione italiana di entrare in guerra?
  8. La decisione dell'Italia di entrare in guerra nel maggio 1915 generò tensioni interne tra interventisti e neutralisti, ma fu sostenuta dal governo e dal re, portando a manifestazioni pro-interventiste e all'approvazione parlamentare.

  9. Come influenzò l'ingresso degli Stati Uniti la guerra?
  10. L'ingresso degli Stati Uniti nel conflitto, avvenuto dopo il 1917, rappresentò un cambiamento cruciale, poiché fornì un supporto militare significativo agli Alleati, contribuendo alla sconfitta degli Imperi centrali.

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