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Concetti Chiave

  • L'Italia entra in guerra nel 1915 dopo l'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando, innescando un conflitto tra potenze europee.
  • I tedeschi iniziano il conflitto con la strategia della guerra-lampo, ma il loro attacco attraverso il Belgio viene bloccato dagli inglesi nella Battaglia della Marna.
  • La guerra evolve in una guerra di trincea, caratterizzata da battaglie sanguinose e un numero di vittime stimato in oltre 8 milioni.
  • Le conseguenze sociali includono il coinvolgimento delle donne nel lavoro industriale, segnando un cambiamento nei ruoli di genere tradizionali.
  • In Italia, il dibattito politico sull'intervento in guerra divide il paese tra interventisti e neutralisti, riflettendo tensioni interne significative.

L'inizio del conflitto

L’Italia non entra in guerra subito ma a partire dall’assassino dell’arciduca Francesco Ferdinando il 28 luglio 1914 a Sarajevo; il giorno dopo arriva l’ultimatum dell’Austria alla Serbia con la conseguente difesa della Russia all’esercito serbo e le minacce della Russia alla Germania nel caso in cui fosse entrata in guerra con l’Austria. I francesi cercavano di recuperare i territori persi per riprendere il proprio dominio sull’Europa occidentale. Il sistema di alleanze trascinerà nel giro di pochi mesi nel conflitto gran parte delle potenze internazionali. Anche La Turchia entrerà in guerra con i gli imperi centrali (Austria e Germania) per vendicarsi con la Russia e recuperare i territori persi con la prima e la seconda guerra balcanica.

La guerra lampo tedesca

La Prima fase del conflitto nasce nell’ottimismo infatti i tedeschi credevano nella guerra-lampo, cioè che nel giro di pochi mesi il conflitto finisse.

I tedeschi, visto che i francesi si aspettavano un attacco nella zona centrale del loro territorio (Alsazia e Lorena), aggirarono le difese francesi e invasero il Belgio (che si era dichiarato neutrale) per avvicinarsi a Parigi, ma l’azione tedesca non rispettava la neutralità del Belgio e questo portò in guerra anche l’Inghilterra. L’attacco tedesco viene dunque bloccato con la Battaglia della Marna dagli inglesi. Successivamente, solo nel 1917, gli americani entreranno in guerra contro i tedeschi per la guerra sottomarina portata avanti da questi ultimi che affondavano con i sottomarini anche navi mercantili americane.

Sul fronte orientale i russi avanzano, ma vengono sconfitti nella Battaglia di Tanemberg e dei laghi Masuri tra l’agosto e il settembre del 1914 dai tedeschi .

La guerra di trincea

Dopo i primi mesi la guerra diventa guerra di trincea, quindi una guerra in cui è predominante l’aspetto organizzativo e che causa il cambiamento radicale del modo di vivere della società. In altre parole ci saranno delle vere e proprie battaglie di dissanguamento per cui gente più o meno preparata veniva lanciata fuori dalle trincee; un gioco al massacro abbastanza triste che porterà la morte di molte persone. Infatti la Prima guerra mondiale viene ricordata per la crescita esponenziale delle armi e il numero delle vittime che furono in totale 8.536.000.

Quali sono gli effetti collaterali e le trasformazioni sociali?

Gli effetti collaterali della guerra, oltre le numerose vittime, furono la distruzione delle terre coltivate e degli apparati produttivi, anche se si verificò un accrescimento dei ritmi produttivi; le industrie vengono spinte al massimo per produrre armi e viveri in maniera sempre più difficoltosa per la carenza delle materie prime.

Un’altra trasformazione sociale riguarda il fronte femminile, infatti le donne iniziano a lavorare nelle fabbriche, cosa che fino a quel momento era compito strettamente maschile; iniziano a svolgere incarichi di rilievo nel mondo lavorativo e contemporaneamente devono tenere in piedi la famiglia quindi lavorare anche nei campi.

Divisioni politiche e sociali

A colpire sull’opinione pubblica del tempo, al di là del nazionalismo, fu la reazione del più grande movimento socialista del mondo, l’SPD (“espedè”, il Partito Social Democratico tedesco), che quando si trattò di votare nel 1913, votò a favore dei crediti di guerra per consolidare la tripartizione finanziaria al conflitto. La decisione dell’SPD scatenò la reazione di molti partiti socialisti che tra l’ideologia internazionalista e l’ideologia della patria scelsero la seconda, non rispettando quindi le idee professate.

In Francia ci fu un acceso dibattito tra i rappresentanti di Guesde, che con un’azione meno drastica volevano il conflitto, e i socialisti con a capo Joureè, che nel nome di un socialismo umanitario non volevano il conflitto. Anche l’Italia era divisa tra riformisti, che ripudiavano il conflitto perché volevano rispettare la Triplice Alleanza e socialisti rivoluzionari, che volevano la guerra; questi ultimi capeggiati da Benito Mussolini. L’Italia doveva prendere una decisione importante, infatti doveva decidere se non entrare in guerra o se partecipare al conflitto e se si con quale schieramento se con l’intesa o se con gli imperi centrali.

Il 24 maggio del 1915 l’Italia entra in guerra con gli ex alleati della Triplice Alleanza con la speranza di ottenere Trieste la Dalmazia, il Trentino e parte del Tirolo meridionale a cui bisognava aggiungere il protettorato dell’Albania e maggiori margini di colonizzazione in Africa. Gli austriaci organizzarono allora una spedizione punitiva nei confronti dell’Italia, cercano di sfondare l’altopiano di Asiago portando anche sul versante italiano la sanguinosa guerra di trincea che si concluderà solo nel 1917.

Si erano formati due fronti per discutere sul possibile intervento italiano gli interventisti e i neutralisti.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la causa scatenante dell'inizio del conflitto?
  2. L'inizio del conflitto è stato segnato dall'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando il 28 luglio 1914 a Sarajevo, che ha innescato una serie di eventi tra le potenze europee, culminando nella guerra.

  3. Come si è sviluppata la strategia tedesca all'inizio della guerra?
  4. I tedeschi inizialmente credevano nella guerra-lampo, cercando di aggirare le difese francesi attraverso il Belgio, ma l'attacco è stato bloccato dagli inglesi nella Battaglia della Marna.

  5. Quali sono stati gli effetti della guerra di trincea sulla società?
  6. La guerra di trincea ha portato a un cambiamento radicale nel modo di vivere, con battaglie di dissanguamento e un numero di vittime che ha raggiunto 8.536.000, trasformando profondamente la società.

  7. In che modo la guerra ha influenzato il ruolo delle donne?
  8. Durante la guerra, le donne hanno iniziato a lavorare nelle fabbriche e a ricoprire ruoli di rilievo, mentre gestivano anche le responsabilità familiari, segnando un cambiamento significativo nei ruoli di genere.

  9. Quali divisioni politiche si sono manifestate in Italia riguardo all'intervento nella guerra?
  10. In Italia, vi erano divisioni tra interventisti, che volevano partecipare al conflitto, e neutralisti, che si opponevano alla guerra, con la decisione finale di entrare in guerra il 24 maggio 1915 contro gli ex alleati.

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