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Concetti Chiave

  • Il cambio di governo nel 1914 portò Antonio Salandra al potere, con tensioni tra neutralisti e interventisti che culminarono nell'entrata dell'Italia in guerra nel 1915.
  • Il Patto di Londra del 1915 garantì all'Italia il Trentino in caso di vittoria, portando alla dichiarazione di guerra all'Austria il 23 maggio dello stesso anno.
  • La guerra di trincea nel 1917 comportò enormi difficoltà per l'Italia, culminando nella sconfitta a Caporetto e in frequenti diserzioni tra le truppe.
  • Il 1918 si rivelò cruciale con la sconfitta austriaca e il contrattacco degli alleati, portando alla vittoria italiana e alla firma dell'armistizio.
  • La fine della guerra segnò la dissoluzione dell'Impero tedesco e la nascita della repubblica di Weimar, con Friedrich Ebert che firmò l'armistizio l'11 novembre.

Il cambio di governo e l'intervento in guerra

Nel 1914 Giolitti viene esautorato e Antonio Salandra sale al governo. Si affronta inoltre il problema sull'intervento o meno in guerra fra le due fazioni dei neutralisti (giolittiani, socialisti, cristiani) e gli interventisti (repubblicani, conservatori, nazionalisti, irredentisti trentini e sindacalisti rivoluzionari, i quali volevano sfruttare l'occasione per diffondere la rivoluzione). Fra questi ultimi si unì anche Mussolini il quale fu espulso dal partito socialista e fondò così il giornale “Il Popolo d'Italia” facendone un mezzo di propaganda interventista.

L'Italia entra in guerra e le prime battaglie?

Salandra si dichiara inizialmente neutrale all'Austria sperando di ricevere le terre trentine tuttavia il patto non funziona e si accorda così con l'Inghilterra nell'Aprile del 1915 (Patto di Londra: prevedeva la conquista del trentino in caso di vittoria). Il 23 Maggio 1915 l'Italia entra così in guerra a fianco dell'Intesa dichiarando guerra all'Austria, raggiungendo anche Gorizia. La Bulgaria entra in guerra a fianco dell'Alleanza e l'anno successivo anche la Romania contro l'Austria.

La guerra di trincea e le difficoltà del 1917

Nel 1916 l'Austria sferra un attacco contro l'esercito italiano (“Spedizione punitiva”). L'Italia riesce tuttavia a resistere e la guerra diviene di trincea. I tedeschi nel frattempo sferrano continui attacchi alla fortezza francese di Verdun e gli scontri terminano a Dicembre. Sul fronte orientale i russi riuscirono a concludere un importante vittoria non riuscendo però a sfruttare la situazione favorevole in quanto seriamente provati (1917 = anno della stanchezza poiché l'uso delle nuove “tecnologie belliche” come gas tossici, lanciafiamme, bombe a mano decimarono numerosi eserciti. Furono sempre più frequenti i fenomeni di diserzione e ammutinamento proprio a causa dell'insostenibilità della guerra da parte dei soldati). Nel 1917 muore Francesco Giuseppe lasciando il trono austriaco a Carlo I e comincia a farsi strada la via della pace. La Russia in questo stesso anno esce dai conflitti (per colpa della “Rivoluzione d'Ottobre”) ma entrano a fianco dell'Intesa gli USA, in quanto aveva rapporti di amicizia con l'Inghilterra e voleva “vendicare” l'affondamento della Lusitania. Si erano inoltre accorti che la Germania rappresentava un forte pericolo e volevano cercare di limitarne la pericolosità. Nel 1917 inoltre l'Italia viene sconfitta a Caporetto tuttavia riporta una vittoria importante sul Piave (i tedeschi erano arrivati fino al Tagliamento costringendo gli italiani alla ritirata tuttavia si riuscì a resistere sul Piave, impedendo di dilagare nella pianura).

L'anno decisivo e la fine della guerra

Il 1918 rappresenta l'anno decisivo. Gli austriaci in Giugno sferrano un altro attacco nei pressi del Piave venendo però sconfitti. I tedeschi ritentano la conquista di Parigi venendo nuovamente fermati nei pressi della Marna e questa volta, aiutati dagli americani, passano al contrattacco costringendo i tedeschi a ritirarsi anche dal Belgio (zona neutrale occupata a inizio guerra dai tedeschi). Il 29 Settembre '18 la Bulgaria di arrende. L'Austria viene così sconfitta e mentre firma a Padova l'armistizio, venivano conquistate Trento e Trieste. Il 4 Novembre 1918 il generale Armando Diaz annunciò la vittoria. La Germania intanto, con la fine della guerra, conclude l'Impero. Il re non vuole abdicare ma il popolo si ribella costringendolo a fuggire. Si proclama così la repubblica di Weimer e il nuovo governo di Friedrich Ebert il quale firmò l'armistizio l'11 di Novembre.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il ruolo di Antonio Salandra nel cambio di governo e nell'intervento dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale?
  2. Antonio Salandra, salito al governo nel 1914 dopo l'esautorazione di Giolitti, inizialmente si dichiarò neutrale ma successivamente, attraverso il Patto di Londra, portò l'Italia a entrare in guerra a fianco dell'Intesa nel maggio 1915.

  3. Come si sviluppò la guerra di trincea e quali furono le difficoltà affrontate dall'Italia nel 1917?
  4. Nel 1917, la guerra di trincea portò a gravi difficoltà per l'Italia, con fenomeni di diserzione e ammutinamento tra i soldati, aggravati dall'uso di nuove tecnologie belliche e dalla sconfitta a Caporetto, nonostante la successiva vittoria sul Piave.

  5. Quali eventi segnarono il 1918 come anno decisivo nella Prima Guerra Mondiale?
  6. Il 1918 fu cruciale con la sconfitta degli austriaci nei pressi del Piave e il contrattacco degli americani che costrinse i tedeschi a ritirarsi. La Bulgaria si arrese il 29 settembre e l'Austria firmò l'armistizio a Padova, portando alla vittoria italiana.

  7. Quali furono le conseguenze della sconfitta della Germania alla fine della guerra?
  8. La sconfitta della Germania portò alla fine dell'Impero e alla proclamazione della repubblica di Weimar, con il nuovo governo di Friedrich Ebert che firmò l'armistizio l'11 novembre 1918, mentre il re tedesco fu costretto a fuggire a causa della ribellione popolare.

  9. Come si manifestò l'intervento di Mussolini nella propaganda interventista?
  10. Mussolini, espulso dal partito socialista, fondò il giornale “Il Popolo d'Italia”, utilizzandolo come strumento di propaganda per promuovere l'intervento dell'Italia nella guerra, unendosi così agli interventisti che cercavano di sfruttare il conflitto per diffondere la rivoluzione.

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