Concetti Chiave
- Alla Conferenza di Casablanca, Roosevelt e Churchill decisero di aprire un secondo fronte in Occidente con lo sbarco in Sicilia, contribuendo alla caduta del regime fascista in Italia.
- Il 25 luglio 1943, Vittorio Emanuele III costrinse Mussolini a dimettersi e a essere arrestato, segnando un punto cruciale nella crisi del fascismo in Italia.
- L'armistizio firmato a Cassibile il 3 settembre 1943 generò caos in Italia, con il re e Badoglio che abbandonarono Roma e facilitarono l'occupazione tedesca.
- La Resistenza in Italia si organizzò attraverso il Comitato di liberazione nazionale, unendo diversi movimenti antifascisti e dando vita a una lotta armata contro le forze occupanti.
- La guerra di liberazione culminò con la liberazione delle città del Nord il 25 aprile 1945, la cattura e l'esecuzione di Mussolini, e la fine dell'occupazione tedesca.
Decisioni alla conferenza di Casablanca
Roosvelt e Churchill alla Conferenza di Casablanca decisero di aprire un secondo fronte in Occidente con lo sbarco dell’esercito alleato in Sicilia. Roma e Frascati furono bombardate.
Caduta del regime fascista
Il Gran Consiglio del fascismo approvò il ripristino dello Statuto e delle libertà costituzionali e, implicitamente, la caduta del regime. Il 25 luglio Vittorio Emanuele III convocò Mussolini obbligandolo alle dimissioni e ordinandone l’arresto. Gli antifascisti e i condannati politici furono liberati e ripresero pubblicamente le loro attività.
Armistizio e caos in Italia
Venne formato il nuovo governo Badoglio, accordatosi segretamente con gli Alleati per trattare una pace separata. Venne così firmato a Cassabile il 3 settembre del 1943 un armistizio con gli Anglo-Americani, reso pubblico la sera dell’8 settembre. La situazione precipitò nel caos: il re e Badoglio abbandonarono Roma e si rifugiarono presso gli Alleati a Brindisi. Tale evento provocò lo sbandamento dell’esercito italiano facilitando l’occupazione dei Tedeschi di tutta la parte del Paese non ancora occupata dagli alleati (piano Alarico).
Liberazione di Mussolini e divisioni interne
Il 12 settembre un gruppo di paracadutisti tedeschi liberarono Mussolini prigioniero a Campo Imperatore sul Gran Sasso e lo avevano condotto in Germania. Mussolini dichiarò ad Hitler di voler proseguire la guerra e proclamò la Repubblica Sociale Italiana o Repubblica di Salò.
Resistenza e guerra civile
L’Italia si trovava lacerata sul piano territoriale, invasa da due eserciti opposti e priva di una guida politica. Gli Italiani si divisero in repubblichini, fedeli al governo di Salò e schierati con i Tedeschi, da una parte e i partigiani, gruppi spontanei di combattenti armati ostili alle truppe tedesche e fasciste, dall’altra. Iniziò così la Resistenza; tuttavia la guerra di liberazione ebbe il risvolto negativo della guerra civile. I partigiani si diedero una organizzazione unitaria con il Comitato di liberazione nazionale (Cln) guidato da Bonomi, che collegava tutti i movimenti di opposizione al nazifascismo (Partito socialista, Partito comunista, la Democrazia cristiana, il Partito liberale, il Partito monarchico e il Partito d’Azione). Il Cln era diviso in Clnai (Comitato di liberazione nazionale alta Italia) con sede a Milano e il Clnc (Comitato di liberazione nazionale centrale).
Governo Badoglio e riconoscimento alleato
Il governo Badoglio si schierò contro le forze di occupazione nazista dichiarando guerra alla Germania. In tal modo le truppe regolari poterono unirsi alla Resistenza e l’Italia venne riconosciuta come cobelligerante dagli Anglo-Americani. Gli Alleati si spinsero verso nord e verso Napoli. Quando vi giunsero era già una città libera, in quanto una insurrezione aveva costretto i Tedeschi alla resa. Le truppe alleate nell’autunno del ’43 furono costrette a fermarsi per alcuni mesi lungo la linea di difesa Gustav, che gli Anglo-americani cercarono di aggirare sbarcando ad Anzio, ma vennero bloccati dai Tedeschi fino alla primavera successiva.
Richiesta di abdicazione e governo di unità
In un congresso dei partiti antifascisti che facevano parte del Cln, venne richiesta l’abdicazione del vecchio sovrano, in favore del figlio Umberto. In questa situazione emerse la figura di Palmiro Togliatti, leader del partito comunista rientrato in Italia dall’Urss dopo 18 anni, che appoggiò il governo Badoglio. Si costituì a Salerno un governo di unità nazionale posto sotto la direzione di Badoglio.
Avanzata alleata e linea Gustav
Nella primavera del 1944 gli Alleati entrarono a Roma. Il posto di Badoglio fu preso da Bonomi anche grazie all’appoggio degli Alleati, che favorirono la costituzione del Corpo volontari della libertà (Cvl), guidato da Raffaele Cadorna ufficializzando la militarizzazione dei partigiani. Le truppe americane arrivarono fino a Firenze ma si bloccarono nuovamente sulla linea gotica.
Il ristagno sulla linea Gustav si spiega per il fatto che per gli Alleati il fronte italiano era secondario, dal punto di vista strategico, mentre si riteneva di dover aprire un fronte nella Francia settentrionale. Tale strategia era stata decisa già alla fine del ’43 nel corso della conferenza di Teheran da parte dei tre “grandi”, Roosvelt, Churchill e Stalin. Stalin si impegnò a sostenere gli Alleati sul fronte orientale, in modo da stringere in una morsa la Germania.
Sbarco in Normandia e liberazione dell'Europa
Nel 1944 gli Alleati sbarcarono e liberarono la Normandia, in Provenza liberando la Francia, gli Stati Baltici e la Grecia. Si arresero la Romania, l’Ungheria e la Bulgaria; la Iugoslavia riacquistava la sua libertà grazie all’azione dell’esercito partigiano guidato da Tito. Gli Anglo-americani si diressero quindi verso il cuore della Germania; i Sovietici, dopo aver liberato la Polonia, occuparono la Prussia orientale. Le avanguardie americane e sovietiche si incontrarono sull’Elba.
Crollo della resistenza tedesca in Italia
Nel frattempo la resistenza tedesca crollò anche in Italia: in tutte le maggiori città del Nord, il 25 aprile le popolazioni insorsero e grazie all’azione dei partigiani si liberarono dagli oppressori prima dell’arrivo degli Alleati. Il 27 aprile Mussolini, in fuga, fu riconosciuto da una formazione partigiana e il 28 fucilato. Le armate sovietiche occuparono Berlino, Hitler si suicidò. La Germania firmò, quindi, la resa incondizionata.
Resa del Giappone e uso della bomba atomica
Il Giappone continuò a resistere nonostante continuava a subire gravi sconfitte da parte degli Stati Uniti. Gli Americani attaccarono la base di Okinawa, dove la battaglia costò la vita ad oltre 100.000 Giapponesi tra cui numerosi aviatori suicidi, i kamikaze, che si gettavano sulle navi americane con gli aerei carichi di bombe. I tre grandi si riunirono nuovamente a Yalta, dove furono prese importanti decisioni sugli assesti internazionali dopo la disfatta della Germania e fu stabilita l’entrata in guerra dell’Unione Sovietica contro il Giappone. Essendo i Giapponesi, decisi a combattere ad oltranza, il nuovo presidente americano Truman, nel 1945 decise di ricorrere alla bomba atomica che fu sganciata a Hiroshima e Nagasaki che comportò la resa del Giappone. A Hiroshima ci furono oltre 70.000 morti e 100.000 feriti.
Dominazione tedesca e soluzione finale
Durante la seconda guerra mondiale quasi tutta l’Europa fu sottoposta direttamente alla dominazione tedesca. Hitler iniziò a mettere in pratica il “nuovo ordine” puntando alla disgregazione delle precedenti organizzazioni statali e allo sfruttamento delle materie prime e della manodopera negli stati occupati. Venne attuata una deportazione in Germania della forza lavoro in sostituzione dei soldati al fronte, un’immensa massa di schiavi necessaria alla produzione nelle fabbriche. Dal 1941 si cominciò a parlare di “soluzione finale” nei confronti degli Ebrei: ci furono deportazioni di massa nei campi di concentramento, dove gli Ebrei, quando non morivano a causa delle torture o dei lavori forzati venivano uccisi nelle camere a gas, quindi bruciati nei forni crematori.
Resistenza e rappresaglie naziste
Sin dall’inizio della guerra si era formato un movimento spontaneo di lotta, la Resistenza, che offrì un significativo sostegno alle truppe Alleate. Inizialmente la Resistenza si limitò ad attività di spionaggio e di sabotaggio, ma nel corso del conflitto cominciò a diffondersi e ad organizzarsi al punto di agire secondo gli schemi di una vera guerra civile. La Resistenza ci fu in quasi tutti i paesi europei, con diverse connotazioni ed obiettivi. Ovunque i nazisti alle azioni dei partigiani risposero con rappresaglie e rastrellamenti di civili: venivano prelevati ostaggi, distrutti paesi ordinate esecuzioni di massa di innocenti. Anche in Italia ci furono sanguinose stragi come quella compita nelle Fosse Ardeatine e quella a Marzabotto. Nel corso della guerra di liberazione, molti italiani residenti sul confine con la Iugoslavia dovettero subire la violenza dell’esercito comunista di Tito, che aveva occupato l’ Istria e il Friuli. Si verificarono le azioni di “pulizia etnica” da parte iugoslava con uccisioni di massa di civili i cui corpi venivano occultati nelle foibe (cavità di origine carsica).
Domande da interrogazione
- Quali furono le decisioni principali prese alla Conferenza di Casablanca?
- Come avvenne la caduta del regime fascista in Italia?
- Quali eventi seguirono l'armistizio firmato il 3 settembre 1943?
- Come si sviluppò la Resistenza in Italia durante la guerra civile?
- Quali furono le conseguenze della liberazione di Mussolini e della sua proclamazione della Repubblica Sociale Italiana?
Roosevelt e Churchill decisero di aprire un secondo fronte in Occidente con lo sbarco in Sicilia, mentre Roma e Frascati furono bombardate.
Il Gran Consiglio del fascismo approvò il ripristino delle libertà costituzionali, portando alle dimissioni di Mussolini e alla sua cattura il 25 luglio, con il rilascio degli antifascisti.
Dopo l'armistizio, il re e Badoglio abbandonarono Roma, causando il caos e l'occupazione tedesca dell'Italia non ancora sotto controllo alleato.
Gli italiani si divisero tra repubblichini e partigiani, con i partigiani che formarono il Comitato di liberazione nazionale (Cln) per coordinare l'opposizione al nazifascismo.
La liberazione di Mussolini portò a una divisione interna in Italia, con la Resistenza che si intensificò e si trasformò in una guerra civile contro le forze fasciste e tedesche.