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Concetti Chiave

  • Nel Medioevo, la storia era vista come un disegno divino, mentre nel Cinquecento si iniziò a considerare le azioni umane come causa degli eventi storici.
  • Francesco Guicciardini, principale storico del Rinascimento, scrisse la "Storia d'Italia", analizzando eventi significativi come la discesa di Carlo VIII e il sacco di Roma.
  • Guicciardini era testimone diretto delle vicende narrate, riflettendo la tendenza di storici del suo tempo a scrivere basandosi su esperienze personali.
  • Nella sua analisi, Guicciardini collegava eventi italiani al contesto politico internazionale, evitando schemi precostituiti e cercando di comprendere le cause profonde delle vicende storiche.
  • L'interesse di Guicciardini si estendeva anche all'analisi psicologica dei personaggi, considerando che le azioni umane sono spesso influenzate da motivazioni irrazionali e imprevedibili.

Qual è l'evoluzione della storiografia?

Nel corso del Medioevo la storia veniva vista come espressione di un ordine trascendente e come frutto di un disegno provvidenziale di Dio. Nel Cinquecento, invece, maturò la convinzione che le vicende storiche fossero il risultato delle azioni degli uomini.

Fare storia, perciò, significava ripercorrere le azioni umane ricercando le spiegazioni, le cause e il senso degli eventi. La conoscenza del passato doveva offrire un insegnamento da seguire nel presente.

Francesco Guicciardini e la storiografia

Il più grande storico del Rinascimento fu il fiorentino Francesco Guicciardini (1483-1540). Nella sua Storia d'Italia, scritta fra il 1537 e il 1540, Guicciardini affrontò il periodo compreso fra il 1492 (anno della morte di Lorenzo il Magnifico) e il 1534 (anno della morte di papa Clemente VII).

In quegli anni si erano verificati alcuni fatti estremamente gravi per l'Italia, quali al discesa di Carlo VIII in Italia e il sacco di Roma. Si trattava di eventi di cui lo stesso Guicciardini era stato testimone. Questo rispecchia una tendenza generale nella storiografia cinquecentesca: spesso infatti coloro che si dedicarono a scrivere opere storiche furono uomini politici, ambasciatori, governatori di città, che narravano vicende a cui avevano preso parte.

Analisi storica e psicologica

Nella sua opera, Guicciardini mise in luce il nesso tra le vicende italiane e il quadro politico internazione, un contesto che conosceva bene in quanto era stato ambasciatore della Repubblica Fiorentina. Ciò che gli interessava, comunque, non era il semplice racconto dei atti, ma individuare le cause delle vicende storiche, senza far ricorso a schemi precostituiti. Questo perché la realtà umana, secondo Guicciardini, è in perenne mutamento e spesso nella storia operano fenomeni incontrollabili e imprevedibili. Lo storico e il politico possono solo esaminare le vicende caso per caso, rinunciando alla pretesa di individuare regole generali. Il comportamento degli uomini, poi, è spesso dominato da motivazioni non razionali, frequentemente illogiche: di qui l'interesse di Guicciardini per l'analisi psicologia dei personaggi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il cambiamento nella concezione della storia dal Medioevo al Cinquecento?
  2. Nel Medioevo, la storia era vista come un disegno provvidenziale di Dio, mentre nel Cinquecento si affermò l'idea che le vicende storiche fossero il risultato delle azioni umane, con l'obiettivo di comprendere le cause e il senso degli eventi (testo).

  3. Chi è Francesco Guicciardini e quale è il suo contributo alla storiografia?
  4. Francesco Guicciardini, il più grande storico del Rinascimento, scrisse la "Storia d'Italia" tra il 1537 e il 1540, analizzando eventi cruciali come la discesa di Carlo VIII e il sacco di Roma, da una prospettiva personale e politica (testo).

  5. Qual è l'approccio di Guicciardini nell'analisi storica?
  6. Guicciardini si concentrò sulle cause delle vicende storiche, rifiutando schemi precostituiti e riconoscendo la complessità della realtà umana, dominata da motivazioni illogiche e incontrollabili, il che lo portò a un'analisi psicologica dei personaggi storici (testo).

Domande e risposte

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