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Concetti Chiave

  • Le due Camere sono organizzate in modo simile, seguendo regolamenti che derivano direttamente dalla Costituzione, conferendo loro un rango primario.
  • Il Presidente della Camera rappresenta l'assemblea, garantisce il corretto svolgimento dei lavori e dirige le sedute, coadiuvato da vicepresidenti e questori.
  • Storicamente, la presidenza è stata vista come una magistratura imparziale, con poteri significativi, inclusa la nomina di autorità indipendenti.
  • Dalla XII legislatura in poi, il presidente è stato generalmente un parlamentare della coalizione maggioritaria, tranne nella XVIII legislatura, dove le presidenze sono state divise tra partiti diversi.
  • Non esiste un meccanismo regolamentare che obblighi il presidente a dimettersi, come dimostrato dal caso del 2010 tra il presidente Fini e la maggioranza di governo.

Organizzazione delle Camere

Le due Camere sono organizzate in modo sostanzialmente uguale sulla base di quanto dettano i rispettivi regolamenti, che sono fonti di diretta attuazione della Costituzione, e dunque fonti di rango primario.

Ciascuna camera è composta da diversi organi, dei quali il più rilevante è il Presidente.

Ruolo del presidente

Il presidente dell’assemblea ha il compito di rappresentare all’esterno la camera e di assicurare sia il corretto e ordinato svolgimento dei suoi lavori sia il buon andamento dell’amministrazione interna; fa osservare il regolamento e dirige le sedute (dà la parola, mantiene l’ordine, chiarisce l’oggetto e il significato delle votazioni e ne annuncia l’esito). È coadiuvato da alcuni vicepresidenti e, per le funzioni amministrative, dai questori; per il processo verbale è assistito dai segretari. Il presidente è eletto a maggioranza qualificata.

Evoluzione storica della presidenza

Sin da quando Francesco Crispi nel 1876 ordinò di cancellare il proprio nome dall’elenco dei deputati per la chiamata delle votazioni, la presidenza è stata interpretata, sia pure con eccezioni, come magistratura imparziale che assicura appunto il corretto funzionamento della camera (proprio per questo ai presidenti delle Camere sono oggi attribuiti poteri di nomina di alcune autorità indipendenti.

Prassi repubblicana e legislature recenti

In epoca repubblicana, dal 1976 al 1994, si sono avuti (solo alla Camera) presidenti eletti fra personalità del maggior partito di opposizione; questa prassi si è poi interrotta a partire dalla XII legislatura (1994-96) e, in considerazione dei suoi rilevanti poteri sulla programmazione dei lavori, il presidente è sempre stato un parlamentare eletto in uno dei partiti della coalizione maggioritaria, fino alla XVII legislatura (2013-18). Diverso è il caso della XVIII legislatura, apertasi senza che si fosse delineata alcuna maggioranza e le due presidenze sono state ripartite fra il maggior partito e la maggiore coalizione usciti dalle urne. La sua investitura non instaura comunque alcun rapporto fiduciario, tanto è vero che non esiste nessuno strumento regolamentare per obbligare il presidente alle dimissioni (come si vide nel 2010 in seguito ai contrasti fra il presidente della Camera Fini e la maggioranza di governo).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo principale del presidente di una Camera?
  2. Il presidente dell'assemblea rappresenta la camera all'esterno, assicura il corretto svolgimento dei lavori e dirige le sedute, mantenendo l'ordine e chiarendo le votazioni (come indicato nel testo).

  3. Come è cambiata la prassi di elezione dei presidenti delle Camere nel corso della storia repubblicana?
  4. Dal 1976 al 1994, i presidenti erano spesso eletti fra personalità del maggior partito di opposizione, ma questa prassi è cambiata a partire dalla XII legislatura, con presidenti scelti tra i parlamentari della coalizione maggioritaria (come descritto nel testo).

  5. Quali poteri sono attribuiti ai presidenti delle Camere e come influenzano il loro ruolo?
  6. I presidenti delle Camere hanno poteri significativi, inclusa la nomina di alcune autorità indipendenti, e la loro investitura non crea un rapporto fiduciario con la maggioranza, come evidenziato nel caso del presidente Fini nel 2010 (secondo il testo).

Domande e risposte

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