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Concetti Chiave

  • Paolo III avviò una riforma interna della Chiesa per affrontare la crisi dell'unità cristiana e combattere l'eresia, mirando a un concilio ecumenico.
  • Una commissione di riforma, composta da esperti di dottrina e sostenitori delle riforme, presentò nel 1536 un piano per riorganizzare la disciplina del clero e le liturgie.
  • Il memoriale del 1537 denunciava l'eccessivo potere del pontefice e proponeva riforme morali e disciplinari, anticipando l'Indice dei libri proibiti.
  • Le strategie per affrontare l'eresia variavano: Carafa proponeva l'uso della forza, mentre Sadoleto e Contarini cercavano conciliazione, ma i loro sforzi fallirono.
  • Iniziò un processo di revisione morale nella Chiesa, affrontando problemi di disciplina del clero e riformando la Curia per ridurre interessi privati.

La riforma interna della Chiesa

Profondamente preoccupato per la crisi dell'unità cristiana, Paolo III volle avviare la riconquista delle nazioni perdute da Roma intraprendendo la riforma interna della Chiesa al fine di renderla un organismo compatto, efficiente e dotato dei mezzi necessari per sostenere la lotta contro l'eresia in vista dell'obiettivo più vasto del concilio ecumenico.

La commissione di riforma

Il papa chiamò nel Sacro collegio uomini di vita intemerata, di profonda dottrina e convinti sostenitori delle riforme. Li scelse tra i membri dell'oratorio del Divino Amore e anche da circoli erasmiani, come Giovanni Pietro Carafa, Reginaldo Pole, Jacopo Sadoleto, e laici, come Gaspare Contarini. Essi fecero parte di una commissione di nove membri istituita nel novembre del 1534, che nel 1536 presentò un piano per la disciplina del clero, il decoro delle chiese e delle liturgie e l'anno dopo un documento molto più ampio, il Consilium delectorum cardinalium a aliorum praelatorum de emendanda Ecclesia S.D.N. Paulo in petente, conscriptum a exhibitum anno 1537.

Il memoriale e le sue proposte

In questo coraggioso memoriale, che sarà fondamentale per il Concilio di Trento, si denunciava come causa principale dei mali della Chiesa l'eccessivo potere del pontefice appoggiato dalle compiacenti teorie dei canonisti e, senza toccare questioni dogmatiche, erano esposti minuziosamente gli abusi, gli errori e le irregolarità e si proponevano importanti riforme in tema di morale e di disciplina. Tra l'altro si indicava il pericolo dell'insegnamento di dottrine ereticali da parte di predicatori e di docenti di filosofia e si suggeriva il divieto di stampare libri sospetti anticipando l'Indice dei libri proibiti che col probabile assenso papale non senza sollevare accese proteste sarà pubblicato in una prima versione a Venezia nel 1549 da Giovanni della Casa.

Conciliazione e fallimenti

Contro l'eresia il Carafa sosteneva che si dovesse procedere alla sottomissione dei luterani anche con la forza delle armi, mentre altri, come il Sadoleto e il Contarini, raccomandavano di cercare una conciliazione con i protestanti mediante moderate concessioni, ma il piano di quest'ultimi, favorito anche da Carlo v, che avevano avviato colloqui tra esponenti cattolici e protestanti in Germania, non diede risultati e fallirono altre iniziative per giungere a un'intesa con i dissidenti. Seguì un irrigidimento su posizioni dogmatiche sempre più definite sia da parte dei luterani per l'influenza del calvinismo sia da parte dei cattolici specialmente dopo il fallimento della missione conciliativa del Contarini alla dieta di Ratisbona del 1541.

Riforme e revisione morale

In seno alla Chiesa cominciò tuttavia ad affermarsi il processo di revisione morale e disciplinare accompagnato da un ampio movimento controffensivo nei confronti del protestantesimo. Fu affrontato il gravoso problema della disciplina del clero e della riforma della Curia, che era un gigantesco apparato burocratico intimamente connesso con una rete di interessi materiali privati. Furono riordinati la Dataria, la Penitenzieria, la reverenda Camera apostolica e i tribunali.

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Domande da interrogazione

  1. Qual era l'obiettivo principale della riforma interna della Chiesa voluta da Paolo III?
  2. L'obiettivo principale era la riconquista delle nazioni perdute da Roma e la creazione di una Chiesa compatta ed efficiente, capace di sostenere la lotta contro l'eresia e prepararsi per un concilio ecumenico.

  3. Chi componeva la commissione di riforma istituita da Paolo III e quali erano le loro competenze?
  4. La commissione era composta da uomini di vita intemerata e profonda dottrina, tra cui membri dell'oratorio del Divino Amore e circoli erasmiani, come Giovanni Pietro Carafa e Reginaldo Pole, che presentarono piani per la disciplina del clero e le liturgie.

  5. Quali erano le principali proposte contenute nel memoriale presentato alla commissione di riforma?
  6. Il memoriale denunciava l'eccessivo potere del pontefice e proponeva riforme in tema di morale e disciplina, evidenziando abusi e errori, e suggerendo il divieto di stampare libri sospetti, anticipando l'Indice dei libri proibiti.

  7. Quali furono le conseguenze del fallimento dei tentativi di conciliazione tra cattolici e protestanti?
  8. Il fallimento dei colloqui portò a un irrigidimento delle posizioni dogmatiche, sia da parte dei luterani che dei cattolici, e a un processo di revisione morale e disciplinare all'interno della Chiesa, affrontando problemi come la disciplina del clero e la riforma della Curia.

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