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Politica estera italiana

L'Italia è sempre stato considerato un Paese soglia, ossia una potenza medio-grande con limitare risorse economiche e militari e che oscilla continuamente tra le grandi potenze e il declassamento a media potenza. Sono i nostri governi e le nostre mosse diplomatiche ad averci aiutato a essere inclusi e a rimanere nel gruppo di testa del sistema internazionale.

Dal dopoguerra, nonostante Paese sconfitto dal secondo conflitto mondiale, la nostra politica ci permise con insistenza di essere tra i fondatori della NATO nel 1949. Subito dopo, nonostante non avessimo un apparato siderurgico e metallurgico così sviluppato, la nostra politica ci portò a essere tra i fondatori della CECA, primo step dell'integrazione europea, con lo scopo di rimanere tra i decision-makers. Nel 1975 riuscimmo a far parte del G6 – oggi G8 – nonostante ci fossero potenze maggiori a noi grazie al forte impegno dimostrato nell'installazione degli euromissili.

Ruolo fondamentale lo abbiamo giocato anche nelle organizzazioni regionali e nelle organizzazioni internazionali, come l'UE, di cui siamo fondatori, e nell'ONU, dove le nostre forze diplomatiche spingono per evitare una riforma del consiglio di sicurezza, che vedrebbe l'inserimento di nuovi membri permanenti. Nonostante ciò, l'Italia, anche a causa della globalizzazione e della nascita di nuove grandi potenze, è conscia del proprio declino e deve far di tutto pur di evitare la retrocessione nelle medie potenze, ossia uscendo dal gruppo dei decision makers mondiali.

Posizione d'instabilità

Tale posizione d'instabilità è dovuta a caratteristiche strutturali che causano il posizionamento dell'Italia in una serie di dinamiche internazionali che non riesce a gestire in modo relativamente autonomo. Le caratteristiche strutturali o le sette costanti sono:

  • Debolezza genetica di un late comer. L'Italia entra all'interno di un sistema internazionale in ritardo, quando è ben delineato e si sviluppa in ritardo rispetto alle grandi potenze occidentali che si sviluppano, invece, durante il periodo delle due rivoluzioni industriali. L'Italia, per questo, ha sempre basato il proprio potere sulla diplomazia e non la diplomazia sul proprio potere, come dimostrano i fatti storici che hanno portato all'Unità d'Italia.
  • Ampia forbice tra rango e ruolo. L'Italia ha sempre avuto un ruolo mediano tra grandi potenze e potenze minori che necessita sempre di costanti riconferme, nonostante la mancanza di potere e risorse effettive di cui dispone.
  • Politica estera intesa come politica delle alleanze ondulatoria e atipica. I comportamenti di alleanze atipici riguardano quelli di hard bargaining (peso determinante) e di bandwagoning piuttosto che di balancing. Inoltre, data la posizione strategica della penisola verso l'Europa e il Mediterraneo, la sua importanza e il suo ruolo svaniscono alla fine delle crisi belliche o migratorie.
  • Diplomazia dello status, ossia politica della sedia e della sede. La diplomazia italiana ha spesso cercato di compensare le proprie mancanze di potere effettivo con una politica di promozione della posizione dell'Italia all'interno dei consessi internazionali (politica della sedia) e rimediando alla propria mancanza di potere assumendo il ruolo di cerimoniere o sede ospitante (politica della sede). Riconferma di come l'Italia basi il proprio potere sulla diplomazia e non viceversa.
  • Politica estera e politica estera economica. Nonostante le debolezze strutturali e tattiche della diplomazia italiana, l'Italia ha spesso affiancato alla diplomazia ufficiale una robusta politica estera economica in aree quali l'Europa orientale e il Medio Oriente a causa delle carenze strutturali in campo energetico. La politica estera economica ha quindi profondamente influenzato la politica estera dal punto di vista liberale, ossia il modello burocratico o ancora di più il modello pluralista, dove il processo di policy-making è profondamente influenzato dagli interessi degli attori statali e non statali presi in considerazione, come multinazionali, ONG, imprese e società civile.
  • Pluralità di culture in politiche estera con tre tradizioni principali: nazionalista/conservatrice, universalista/democratica a tre matrici, ossia quella cattolica, marxista o mazziniana/Risorgimentale; e quella liberale che si basa sull'equilibrio di potere, la tecnocraticità e alla neutralità.
  • Forte interpenetrazione tra politica interna, politica estera e politica internazionale. La politica interna, infatti, condiziona fortemente quella estera e la politica estera di altri Paesi influenza fortemente la politica estera italiana ed essendo l'Italia una potenza medio-grande è costretta a conformarsi alle decisioni di altri Paesi all'interno dello scacchiere internazionale.
  • Altra peculiarità è la presenza di uno Stato sovrano, profondamente influente a livello globale, ossia il Vaticano.

Geopolitica italiana

La geopolitica italiana è variata nel tempo ma si è sempre basata sulle problematiche legate tra Est e Sud. L'Italia si trova al 23esimo posto per popolazione e tra il nono e il decimo per PIL. La geopolitica italiana è distinta da diverse fasi storiche:

  • Geopolitica del Risorgimento: Stato unitario o federale? Tra i più grandi pensatori della politica estera dell'Italia preunitaria dobbiamo ricordare i federalisti come Cattaneo e Balbo. Cattaneo, profondamente antipiemontese, auspicava la creazione di una federazione o di una confederazione degli Stati italiani, con l'abolizione dei dazi doganali e la formazione di un esercito comune, ma ognuno con la propria capacità legislativa. Balbo, invece, puntava alla creazione di una lega italica, dove forte era l'indipendenza e l'autonomia degli Stati italiani, ma dove venivano aboliti i dazi doganali, senza la creazione di un esercito comune. Queste visioni erano preferite dai Paesi europei, che non desideravano uno nuovo Stato unito in mezzo al Mediterraneo.
  • Le grandi idee vennero però da Mazzini, che auspicava un'Italia unita dal basso, con Roma capitale e che basava l'unificazione...
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Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alessandro_Maria_Brenci di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Relazioni internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof Marchetti Raffaele.
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