Concetti Chiave
- La crisi del '29 ha colpito l'Italia in modo ritardato, grazie all'autosufficienza parziale delle sue industrie e alla presenza di forme di autoconsumo nelle campagne meridionali.
- Mussolini promosse l'autarchia come risposta alla crisi economica, con l'obiettivo di rendere l'Italia autosufficiente e ridurre le importazioni.
- Il protezionismo, iniziato con la rivalutazione della lira nel 1926, si accentuò con la crisi del '29, portando a un aumento dei prezzi per i consumatori italiani.
- Per affrontare la crisi, l'Italia istituì enti come l'Istituto per la Ricostruzione Industriale, per sostenere le industrie in difficoltà e creare posti di lavoro attraverso opere pubbliche.
- La battaglia del grano mirava a raggiungere l'autosufficienza nella produzione di grano, ma gli agricoltori continuavano a vivere in condizioni di povertà nonostante la trasformazione in mezzadri.
Qual è l'influenza della crisi del '29?
L’influenza della crisi economica del '29, parte dall’America (Wall Street) e dice che in Italia non si è sentita in maniera immediata perché era industrialmente indietro rispetto agli altri paesi e in più Mussolini stava cercando di portare tutte le industrie ad avere un rendimento in modo tale che l’Italia fosse autosufficiente, questo porta non a un’immediata crisi in Italia, ma adottò il sistema che adottarono anche gli altri paesi cioè diminuirono i salari e cercarono di rafforzarsi sempre di più al loro interno, infatti Mussolini divulga l’autarchia, il momento della massima produzione interna in modo tale da essere autosufficienti. In alcune aree l’economia italiana era talmente arretrata che cerano ancora fette considerevoli di autoconsumo cioè di produzione per consumare e quindi fuori dal mercato questo attutisce il colpo della crisi. L’Italia era talmente arretrata soprattutto nelle campagne meridionali che avevano ancora forme di autoconsumo per cui loro risentono in modo notevole della crisi del 29 che comunque arriva anche in Italia e la risposta dell’Italia è simile a quella degli altri paesi e cioè il protezionismo che il fascismo chiama autarchia.
L'autarchia e il protezionismo fascista
Per descrivere in breve la politica economica del fascismo si deve usare la parola autarchia, Mussolini si inventa questo slogan ovvero che l’Italia deve essere autarchica cioè produrre da sola tutto ciò di cui ha bisogno e non debba importare nulla dall’esterno. L’inizio dell’autarchia la sia ha con la crisi del 29, ma un antefatto si ha nella quota 90, rivalutazione della lira che ha come effetto il rendere difficile le esportazioni, se sono più difficili le esportazioni come poteva reagire l’industria italiana se non reclamando dal regime fascista un protezionismo? Già dalla quota 90 del 26 il fascismo inizia la politica del protezionismo che quando verrà accentuata con la crisi del 29 in Italia prenderà il nome di autarchia, l’accelerazione massima si ha negli anni 35-36 perché il fascismo inizia una politica estera aggressiva conquista l’Etiopia e in risposta la società delle nazioni stabilisce delle sanzioni economiche per l’Italia che sono sostanzialmente il divieto di commerciare. Si inizia una produzione autarchica dell’acciaio e non lo si esporta più dal esterno. L’acciaio italiano costa il doppio, quindi gli italiani pagano il doppio ed è un grande affare per l’industria italiana che protetta dalla concorrenza estera può alzare i prezzi.
Effetti della crisi e misure economiche
Dopo la crisi del 29 si inizia a sentire l’impulso di questa crisi, il commercio all’estero diminuì proprio per questo. Ci furono delle novità: istituto immobiliare italiano che aiuta le industrie ponendo servizio bancario e nel 33 nasce l’istituto per la ricostruzione industriale la quale finanziava le industrie che stavano fallendo e in più le industrie che stavano andando in rovina venivano acquisite e riportate a galla. I profitti erano privati e i deficit erano pubblici, fino a che le industrie vendevano e davano profitti rimanevano ai privati, quando poi cominciavano ad apparire i deficit ecco che venivano assorbite dallo stato. In più per difendere l’economia si crearono anche degli ammortizzatori sociali, ovvero opere di lavoro pubblico in modo tale di occupare i disoccupati dando dei salari. Per le campagne si cerca di attuare una sbracciantizzazione ovvero di trasformare gli agricoltori da braccianti a mezzadri (la terra non è sua, ma prede il 50% di quello che frutta) ovvero avevano un potere loro, un piccolo appezzamento di terra e accentuavano l’autoconsumo. Battaglia del grano, produrre abbastanza grano da non doverne importare dall’Italia ma i contadini ne uscivano sempre poveri e non ci fu un cambiamento.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la reazione dell'Italia alla crisi economica del '29?
- Cosa si intende per autarchia nel contesto della politica economica fascista?
- Quali misure economiche sono state adottate per affrontare la crisi del '29?
- Come ha influito la rivalutazione della lira sulla politica economica fascista?
- Qual è stata l'efficacia della "battaglia del grano" nel migliorare le condizioni dei contadini?
L'Italia ha risentito della crisi del '29 in modo ritardato, adottando misure di protezionismo e autarchia per cercare di rafforzare l'economia interna, come descritto nel testo.
L'autarchia, secondo Mussolini, implica che l'Italia deve produrre tutto ciò di cui ha bisogno senza importare dall'esterno, iniziando con la crisi del '29 e accentuandosi negli anni '35-36.
Sono state create istituzioni come l'istituto immobiliare italiano e l'istituto per la ricostruzione industriale per sostenere le industrie in difficoltà, mentre si sono implementati ammortizzatori sociali per occupare i disoccupati.
La rivalutazione della lira ha reso difficili le esportazioni, spingendo l'industria italiana a richiedere protezionismo, che si è poi evoluto in una politica di autarchia con la crisi del '29.
Nonostante l'obiettivo di produrre grano sufficiente per l'autosufficienza, i contadini rimasero in condizioni di povertà e non ci furono cambiamenti significativi nel loro benessere, come evidenziato nel testo.