Concetti Chiave
- Le letterature in lingua d’oc (provenzale) e in lingua oïl (francese) si sviluppano in Francia nel XII secolo e influenzano la narrativa e la lirica nelle corti italiane.
- I trovatori, poeti provenzali, si rifugiano in Italia a causa della crociata contro gli Albigesi, portando con sé la loro lirica e cultura.
- Federico II di Svevia promuove la poesia in volgare siciliano, creando una tradizione poetica autonoma che compete con le letterature europee.
- La scuola poetica siciliana, attiva alla corte di Federico II, è composta da borghesi che scrivono per diletto, adattando i temi trobadorici alle loro esigenze.
- Il declino della scuola siciliana avviene con la morte di Federico II e l'ascesa della dinastia angioina, che porta all'uso del francese e del latino nella corte.
Indice
Sviluppo delle letterature in Francia
Letteratura francese e provenzale: le letterature in lingua d’oc (provenzale) e in lingua oïl (francese) si sviluppano in Francia nel XII secolo e ben presto si diffusero anche in gran parte delle regioni d’Italia. I loro testi non venivano solo cantati e letti nei testi originari, ma anche rielaborati e scritti in nuove forme. Nelle corti italiane si scrive in francese per la narrativa e in provenzale per la lirica, poiché le due lingue appaiono inscindibili dai generi letterari che per prime le hanno usate.
Influenza dei trovatori in Italia
Nella prima metà del XIII secolo, l’Italia del nord si trova ad accogliere anche i trovatori in fuga dalla Francia per effetto della crociata indetta dal papa contro gli Albigesi, cioè gli eretici della città francese di Albi. Molti trovatori provenzali si diffondono dell’Italia centro-settentrionale, mentre numerosi copisti trascrivono le liriche più significative in canzonieri, che circolano tra i signori feudali etra i ricchi mercanti.
Caratteristiche dei poeti provenzali
I poeti provenzali, detti trovatori, sono di diversa estrazione sociale, ma sono accumunati dalla vita a corte. Sono così chiamati perché “trobar”, da cui deriva trovatore, significa “comporre musica”, infatti la loro lirica (parola che deriva proprio da lira) veniva cantata in pubblico con l’accompagnamento musicale.
Il tema centrale è l’amore cortese, che, per i poeti, porta ad una crescita intellettuale e morale chi lo prova. I trovatori toccano anche temi politici, morali e guerreschi.
Federico II e la poesia volgare
Regno di Sicilia e promozione della poesia volgare: dal 1220 al 1250, anno della sua morte, Federico II di Svevia, imperatore della Germania, opera nel Regno di Sicilia per costruire uno stato forte e contro la supremazia papale e feudale.
Mentre nell’Italia settentrionale si diffonde la letteratura francese e provenzale, Federico II da impulso nel suo regno in una produzione poetica autonoma. Seppur ispirata ai tami provenzali, promuove una poesia scritta in lingua locale, il volgare siciliano, che possa competere con le più illustri letterature europee del tempo. Si trattava di una poesia non destinata alla massa, ma alla corte, quindi conteneva una lingua volgare illustre, con un registro più alto. Essendo composta in volgare, la lingua dei siciliani si colloca all’origine della letteratura italiana.
La scuola poetica siciliana
I rimatori che tra il 1230 e il 1250 operano alla corte di Federico II sotto il suo impulso e la sua protezione costituiscono la cosiddetta. Il termine “scuola” indica un gruppo di poeti uniti da un’intenzione comune, che condividono un modo di fare letteratura e si raccolgono attorno ad una figura unificante di un promotore (in tal caso, Federico II, che scrive a sua volta testi poetici).
Rispetto al modello provenzale, cambia anzitutto la figura del poeta. Questo non è più un professionista proveniente dalla piccola nobiltà, ma un borghese che si dedica alla poesia solo per diletto. Infatti gli autori non sono poeti per professione: sono giudici, notai, segretari, che fanno parte dell’apparato governativo del sovrano.
I principali autori della scuola siciliana sono il notaio Jacopo da Lentini, il giudice Guido delle Colonne e il segretario del re Pier della Vigna.
I poeti siciliani consultano i temi della poesia trobadoica, manipolandoli e adattandoli alle loro esigenze.
Temi e fine della scuola siciliana
Il tema principale era l’amore cortese, così chiamato poiché, come un legame feudale, era un sentimento basato su fedeltà, lealtà e devozione verso la donna. Ne racconta i meccanismi come un sentimento che fa soffrire l’uomo, soprattutto quando non è corrisposto. L’uomo vede la donna l’emblema della dolcezza, la delicatezza e la nobiltà d’animo ed era venerata come una Dea. Escludeva tutti i riferimenti politici e di cronaca presenti nella letteratura provenzale, poiché i funzionari di Federico II, oggetti al suo controllo ideologico, non hanno l’autonomia necessaria per esprimere il proprio pensiero politico.
L’esecuzione cantata del testo poetico non è più la regola, com’era per la trobadorica.
La scuola siciliana finisce alla morte di Federico II, nel 1250. Il ruolo determinante del sovrano nella scuola poetica ne costituisce anche la debolezza, poiché legata al destino del suo promotore. Con l’insediamento della dinastia angioina sul trono di Napoli e di Sicilia nel 1266, la lingua ufficiale della corte diventano il francese e il latino e vengono rimosse tutte le tracce dell’uso letterario del volgare (infatti, le poesie della scuola siciliana ci sono pervenute tramite dei codici tradotti del volgare toscano). Al seguito di Carlo I d’Angiò, che era stato conte di Provenza, giungono a Napoli i trovatori che sono ospitati a corte. Il centro letterario si sposta in Toscana e il volgare di questa regione diventa la nuova lingua nazionale della letteratura italiana.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine delle letterature in lingua d'oc e oïl in Francia?
- Come hanno influenzato i trovatori la letteratura italiana?
- Qual è il tema centrale della poesia dei trovatori?
- Qual è il contributo di Federico II alla poesia volgare?
- Quali sono le caratteristiche della scuola poetica siciliana?
Le letterature in lingua d’oc (provenzale) e in lingua oïl (francese) si sviluppano in Francia nel XII secolo e si diffondono anche in gran parte delle regioni d’Italia, con testi rielaborati e scritti in nuove forme.
Nella prima metà del XIII secolo, i trovatori provenzali in fuga dalla Francia si diffondono in Italia centro-settentrionale, dove le loro liriche vengono trascritte in canzonieri e circolano tra i signori feudali e i mercanti.
Il tema centrale è l’amore cortese, che porta a una crescita intellettuale e morale, ma i trovatori trattano anche temi politici, morali e guerreschi.
Federico II promuove una poesia in volgare siciliano, autonoma e di alto livello, per competere con le letterature europee, creando una tradizione letteraria che si colloca all’origine della letteratura italiana.
La scuola poetica siciliana, attiva sotto Federico II, è composta da poeti borghesi che trattano temi di amore cortese, escludendo riferimenti politici, e la sua fine coincide con la morte del sovrano nel 1250.