Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • La poesia del Novecento esplora la crisi del ruolo del poeta, con approcci distintivi come la trasgressione di Palazzeschi e la sacralità di Ungaretti.
  • Aldo Palazzeschi, in "E lasciatemi divertire!", utilizza la derisione della società borghese per ripensare la poesia come atto di trasgressione.
  • Giuseppe Ungaretti, con "Il porto sepolto", propone una visione sacrale della poesia, paragonando il poeta a un nuotatore che scopre tesori nascosti.
  • La crisi poetica del Novecento si riflette nel conflitto tra il ruolo tradizionale del poeta e la nuova realtà sociale, con risposte variegate dai poeti.
  • Palazzeschi e Ungaretti rappresentano due alternative alla crisi poetica: la derisione dei valori dominanti e la ricerca di significati profondi e misteriosi.

Quali sono le crisi e le soluzioni nella poesia del Novecento?

La poesia del Novecento prosegue in questa analisi della crisi del poeta, proponendo soluzioni alternative, molto differenziate e spesso in antiresi: quasi negli stessi anni Palazzeschi sbeffeggia la società borghese con una trasgressiva E lasciatemi divertire, Ungaretti riprende in maniera moderna la concezione sacrale delle origini e Montale rifiuta invece in pieno il ruolo di poeta portatore di verità assolute.

Palazzeschi e la trasgressione poetica

E lasciatemi divertire! di Aldo Palazzeschi: La crisi della poesia moderna esplode con violenza nel primo decennio del Novecento: il poeta sembra non avere più alcun ruolo, neanche quello di veggente, sia pure deriso e rifiutato dalla società, che il secolo precedente gli aveva continuato a riconoscere. I poeti affrontano questa situazione da posizioni molto diverse: se alcuni, come i Crepuscolari, accettano pienamente la sconfitta della poesia, Palazzeschi trova invece nella totale condanna della società una spinta a poter pensare la poesia come trasgressione totale e come derisione dei valori borghesi.

Ungaretti e la sacralità della poesia

Il porto sepolto di Giuseppe Ungaretti: Negli stessi anni di Palazzeschi, Ungaretti ripropone invece una concezione sacrale della poesia, ricorrendo all’affascinante leggenda del porto sepolto. Secondo la tradizione, l’antico porto di Alessandria d’Egitto è stato sepolto dalle acque e contiene tesori meravigliosi che nessuno è però in grado di raggiungere. Il poeta è il nuotatore che riesce a trovare miracolosamente il porto sommerso e riporta alla luce frammenti di quel mondo misterioso. A lui rimane “un nella di inesauribile segreto” che non può essere comunicato agli altri.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la posizione di Palazzeschi riguardo alla società borghese nella sua poesia?
  2. Palazzeschi, con la sua opera "E lasciatemi divertire!", critica la società borghese, proponendo la poesia come una forma di trasgressione totale e derisione dei valori dominanti, in risposta alla crisi del poeta nel Novecento.

  3. Come si differenzia la visione di Ungaretti rispetto a quella di Palazzeschi?
  4. A differenza di Palazzeschi, Ungaretti, nel suo "Il porto sepolto", ripropone una concezione sacrale della poesia, vedendo il poeta come un nuotatore che scopre e riporta alla luce tesori nascosti, simbolizzando un legame profondo con il mistero e l'inesauribile segreto della poesia.

  5. Qual è il tema centrale della crisi poetica nel Novecento?
  6. La crisi poetica del Novecento è caratterizzata da una perdita di ruolo del poeta, con approcci diversi: mentre alcuni poeti accettano la sconfitta della poesia, altri, come Palazzeschi e Ungaretti, cercano soluzioni alternative, evidenziando la trasgressione e la sacralità come risposte a questa crisi.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community