Concetti Chiave
- Nel primo '900, gli artisti cercarono un rinnovamento letterario, allontanandosi dalle tradizioni e abbandonando il romanzo a favore di una prosa lirica e del frammentismo.
- I Crepuscolari, definiti da Giuseppe Antonio Borgese nel 1909, segnano il passaggio tra epoche, con una poesia malinconica che riflette la vita quotidiana e la stanchezza esistenziale.
- La poesia crepuscolare affronta temi di solitudine, sofferenza e morte, utilizzando un linguaggio colloquiale e una scrittura che si distacca dalle regole metriche tradizionali.
- I principali poeti crepuscolari includono Carlo Gozzano, Sergio Corazzini, Fausto Maria Martini, Marino Moretti e Aldo Palazzeschi, con stili distintivi che riflettono la loro visione della vita.
- Sergio Corazzini, attraverso "Desolazione del povero poeta sentimentale", esprime vulnerabilità e rifiuto della qualifica di poeta, evidenziando la sua vita segnata da tristezza e malattia.
Rinnovamento letterario del primo '900
Nel primo 900 gli artisti e i letterati sentivano il bisogno di rinnovamento e di distaccarsi dalle epoche precedenti, soprattutto dopo le crisi dovute alle false speranze che diede il positivismo. Il romanzo in questi anni subisce numerose trasformazioni fino a non essere quasi più utilizzato. Gli scrittori preferivano la prosa lirica che s’ispirava ai poemetti in prosa utilizzati dai simbolisti e in primo luogo da Baudelaire. Nasce anche il Frammentismo, ovvero utilizzare un tipo di poesia brevissima ma intensa, chiamata "il frammento". Essa s’ispira al decadentismo e è una poesia pura che pone in primo piano i pensieri del poeta (Ungaretti ne è un esempio).
Gli scrittori, allontanandosi dalle tradizioni, rivoluzionano il modo di scrivere a partire quindi dalla lunghezza dei testi (frammento), contestando e successivamente abolendo tutte le regole della metrica tradizionale, fino ad arrivare all'uso del verso libero e delle parole in libertà.
Crepuscolari
Qual è il movimento dei Crepuscolari?
Rispetto ai grandi poeti dell'800, ci sono poeti che si collocano, appunto, alla fine di una grande epoca di tradizioni. Questi poeti vengono, infatti, definiti Crepuscolari, perché segnano il passaggio da un’epoca ad un'altra, come fa il crepuscolo ovvero il tramonto quando passa dal giorno alla notte. La definizione di questo nuovo movimento fu data nel 1909 da Giuseppe Antonio Borgese, nella sua recensione sul quotidiano "La Stampa".
Temi e stili dei Crepuscolari
La loro poesia, è una poesia malinconica, sottotono, in cui parlano della vita quotidiana e domestica, dell’infanzia, tematiche scarne, tipiche della vita della società borghese, in cui la sofferenza, la solitudine e la voglia di morire erano all'apice. Trattano delle piccole cose quotidiane, ma in modo banale e noioso. E' una poesia dai colori spenti, caratterizzata dalla tristezza e da uno stato d'animo ombroso. Essa non viene più vista come uno strumento di educazione e di cultura, ma come un mezzo di confessione e di analisi del mondo interiore di ciascun scrittore. Il poeta infatti ha un senso della vita stanco e sfiduciato, dove non ha ideali da proporre né miti da celebrare, perché ha perso la fede in tutto.
La poesia è scritta sotto forma di prosa, con linguaggio colloquiale. Il lessico viene attinto dalla vita quotidiana. Questi poeti vivono sulla loro memoria, amano ricordare il tempo passato, lamentano la propria stanchezza di vita.
Principali poeti crepuscolari
I principali poeti crepuscolari sono: Carlo Gozzano e Carlo Chiaves da Torino, Sergio Corazzini e Fausto Maria Martini da Roma, Marino Moretti dall'Emilia Romagna e Aldo Palazzeschi da Firenze. Quest'ultimo supererà il crepuscolarismo per aderire successivamente al movimento dei futuristi.
Marino Moretti nelle sue poesie privilegiava gli ambienti di provincia, le atmosfere di interni chiusi e soffocanti, la noia e la monotonia delle giornate vuote, l'infanzia. Con la sua poesia si è potuto parlare di "grado zero" della scrittura poetica, perché sebbene rispetti la metrica e la rima, Moretti utilizza un linguaggio prosaico.
Guido Gozzano invece si interessava principalmente a luoghi, persone e oggetti banali e brutti, da lui definiti "buone cose di pessimo gusto", come per esempio chiese abbandonate, servette spaurite, monache nel convento, suonatori d'organo, animali impagliati. Infatti, sebbene siano banali e sebbene la vita venga vissuta con apatia, nostalgia e noia, questi luoghi e persone suscitano emozioni.
Sergio Corazzini e il Crepuscolarismo
Sergio Corazzini, nato a Roma nel 1886, studiò al ginnasio a Roma ma non poté continuare i suoi studi al liceo a causa di problemi economici familiari. Per questo motivo iniziò a lavorare presso una compagnia di assicurazioni. La sua breve vita era tutta centrata sulla poesia e sull'amicizia con poeti come Martini, Palazzeschi, Moretti e Govoni.
Analisi di "Desolazione del povero poeta"
Scrisse numerose poesie, tra cui anche il Manifesto del Crepuscolarismo, ovvero "Desolazione del povero poeta sentimentale", tratto da "Piccolo libro inutile" del 1906. La sua poesia, segnata anche dalle sofferenze e dalla malattia, era influenzata dal simbolismo francese e fiammingo. Morì giovanissimo di tubercolosi nel 1907.
"Desolazione del povero poeta sentimentale" è un componimento autobiografico costituito da 8 strofe di lunghezza variabile, una poesia fatta di sentimenti piccoli e umili, dove l'autore si rivolge al lettore dandogli del 'tu'.
-Prima strofa: il tono dato dal tu è di vicinanza e d'intimità colloquiale. La domanda formulata nel primo verso, trova subito una risposta negativa, poiché l'autore rifiuta la qualifica di poeta, sostituendo la figura del poeta con quella del piccolo fanciullo: le sue lacrime simboleggiano la poesia, ovvero l'unica cosa che egli ha da offrire al silenzio.
-Seconda strofa: viene sottolineata la vita povera del poeta, fatta di gioia e tristezza. L'esistenza è un'esperienza che non trova ragioni per continuare a vivere. Nasce così il desiderio di morire, tipico dei crepuscolari.
-Terza strofa: il desiderio di morte deriva dal fatto che il poeta è stanco di fronte alla realtà delle cose.
-Quarta strofa: senso di perplessità e incertezza che riguarda l'incapacità di fornire spiegazioni e risposte, le parole quindi sono vane e inutili. Forte presenza di un linguaggio religioso (rosario di tristezza, anima, pregare).
-Quinta strofa: la comunione diventa una possibile soluzione al mistero delle cose (silenzio), che verrà risolto nell'aldilà, anche se è la vita stessa ad aver condotto il poeta alla scoperta di Dio.
-Sesta strofa: l'azione del dormire con le mani in croce prefigura l'immagine cristiana della morte. Il sonno comporta anche un regredire della capacità psicologica del poeta che rivela le paure infantili e il desiderio di soffrire.
-Settima strofa: evidenzia come l'amore per la vita semplice delle cose possa essere minacciato dallo scorrere del tempo che le risucchia verso la morte. Il motivo della malattia si riferisce alla condizione autobiografica.
-Ottava strofa: ribadisce questo concetto che trasferisce alla vita le caratteristiche della morte, infatti sia per l'individuo sia per le cose, vivere significa morire. Per questo motivo l'autore non può accettare la propria qualifica di poeta.
C'è quindi il tema della tristezza, malattia, sofferenza e morte. Il verso libero e la discorsività sono caratteri che ritroveremo anche nelle opere futuriste.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto del rinnovamento letterario del primo '900?
- Cosa caratterizza la poesia dei Crepuscolari?
- Chi sono i principali poeti del movimento crepuscolare?
- Qual è il significato di "Desolazione del povero poeta sentimentale"?
- Quali sono i temi principali trattati da Corazzini nella sua poesia?
Nel primo '900, gli artisti e i letterati cercavano un rinnovamento, distaccandosi dalle tradizioni precedenti a causa delle delusioni del positivismo. La prosa lirica e il frammentismo divennero forme prevalenti, con poeti come Ungaretti che utilizzavano una poesia breve e intensa.
La poesia dei Crepuscolari è malinconica e sottotono, focalizzandosi sulla vita quotidiana e su tematiche di solitudine e sofferenza. Utilizzano un linguaggio colloquiale e una scrittura che riflette la loro stanchezza e disillusione nei confronti della vita.
I principali poeti crepuscolari includono Carlo Gozzano, Sergio Corazzini, Fausto Maria Martini, Marino Moretti e Aldo Palazzeschi. Ognuno di loro ha contribuito con stili e temi unici, riflettendo la monotonia e la banalità della vita quotidiana.
"Desolazione del povero poeta sentimentale" è un componimento autobiografico di Sergio Corazzini che esprime sentimenti di tristezza e vulnerabilità. La poesia riflette la sua vita segnata dalla malattia e dalla ricerca di significato, utilizzando un linguaggio intimo e colloquiale.
Corazzini affronta temi di tristezza, malattia, sofferenza e morte nella sua poesia. La sua scrittura evidenzia la fragilità della vita e la ricerca di risposte a domande esistenziali, con un forte senso di impotenza di fronte alla realtà.