Concetti Chiave
- Eros è descritto come un demone, intermediario tra il divino e il mortale, che rappresenta una forza vitale e motore del pensiero filosofico.
- La natura duale di Eros combina abbondanza e povertà, simboleggiando la sintesi di desiderio e insoddisfazione, secondo Platone.
- L'amore, in quanto eros, funge da veicolo che permette alle anime di elevarsi verso la bellezza e la verità, collegando sapienza e ignoranza.
- Eros è un amore ascensionale, spingendo alla ricerca della verità, ma caratterizzato da irrequietezza che rende difficile raggiungere un sapere certo.
- Il delirio di Eros, considerato nobile, consente all'uomo di distaccarsi dalle preoccupazioni terrene e avvicinarsi al divino, secondo la filosofia platonica.
Socrate: '' Che mai sarà allora Eros? ''
Diotima: '' Un grande demone, o Socrate: giacché tutto ciò che è demonico è qualcosa di mezzo tra dio e mortale ''
Eros come forza vitale
Il dialogo sopraccitato è un frammento tratto dal Simposio, opera platonica, in cui viene espressa l'essenza dell'eros. Innanzitutto Socrate cita Eros, tradotto genericamente nella filosofia con 'amore' (assimilato in latino con Cupido, Amor), il concetto antico di eros non è solamente associato all'attrazione sessuale ma anche paragonato alla forza che lega elementi contrastanti senza arrivare ad annullarli. In modo più specifico in filosofia eros è stato inteso come la forza vitale che muove il pensiero e la filosofia stessa, fungendo da tramite fra la dimensione terrena e quella sovrasensibile. Nel dialogo platonico Eros viene descritto, per bocca di Diotima, non come un dio ma come un demone, un essere che si pone a metà strada fra ciò che è Divino e ciò che è umano, con la funzione di intermediario tra queste due dimensioni: un essere, sempre inquieto e scontento, definito '' triste, povero e scalzo '' e identificato con la filosofia intesa letteralmente come ''amore per il sapere''.
Qual è la natura duale di Eros?
L'eros non è simile a dio, poiché nessun dio si occupa di filosofia in quanto già sapiente; esso tuttavia non è simile neanche all'ignoranza poiché colui che ignora la sapienza non può desiderarla né avvertirne la mancanza. Eros è figlio secondo Platone di Pòros, da cui deriva quanto di buono e bello c'è il lui in quanto coincide con l'abbondanza e la ricchezza, e Penìa alla quale si devono le qualità negative di Eros poiché rappresenta la povertà e la privazione. Egli quindi è sintesi di povertà e scontentezza, di una privazione che tuttavia lo porta a desiderare la ricchezza.
Filosofia e amore ascensionale
La filosofia intesa come eros è dunque amore ascensionale, che aspira alla verità assoluta ma al contempo è costretta a vagare nelle tenebre, nell'ignoranza. La peculiarità di eros è infatti essenzialmente la sua irrequietezza ossia l'impossibilità di approdare a un sapere certo e definitivo, e tuttavia l'incapacità di rassegnarsi all'ignoranza. L'eros è una risposta al problema di come sia possibile salire dal mondo sensibile a quello intelligibile (luogo delle idee) attraverso la strada della bellezza. Perché Eros è amore e ricerca della bellezza.
L'amore come veicolo di elevazione
Se la filosofia quindi è contemplazione e scienza della bellezza, l'amore è il veicolo che introduce e porta a quella precisa contemplazione aiutando le anime terrene ad elevarsi e a far riaffiorare la memoria rimossa del bello in se'. Esso si colloca tra sapienza e ignoranza ed ama le belle cose e, poiché la sapienza è tra le cose più belle, implica che Amore sia anche filosofo. Secondi Platone vi sono due gradi di amore: quello fisico (fine a se stesso, reso al piacere fisico) e quello elevato, che tocca l'anima e non solo il corpo; grazie all'amore si ha passione del corpo e dello spirito, benessere esteriore ed interiore.
Il delirio divino di Eros
Per merito dell'amore l'uomo riesce a 'levare il capo verso ciò che veramente è' allontanandosi dalle mediocri faccende umane e volgendosi al divino. Esso sarà accusato di essere fuori di sé, preso da un delirio ma gli ignoranti non possono comprendere che tale delirio sia la più nobile forma tra tutti i deliri divini. Eros nella sua unicità ha molteplici funzioni che hanno come ultimo fine il raggiungimento del bene, che sempre è, non nasce e non perisce, non si accresce ed è sempre sé stesso nella sua semplicità. Le sue molteplici funzioni costituiscono quindi un'ascesa verso l'autentica conoscenza, ed egli è il grande demone che fa da intermediario tra gli uomini e gli dei colmando il divario fra l'esperienza terrena e il mondo delle essenze ideali ed eterne.
Domande da interrogazione
- Qual è la definizione di Eros secondo Diotima?
- Qual è la natura duale di Eros?
- In che modo l'amore è considerato un veicolo di elevazione?
- Qual è il ruolo dell'eros nella filosofia?
- Come viene percepito il "delirio" di Eros?
Eros è descritto come un grande demone, un intermediario tra il divino e il mortale, rappresentando una forza vitale che muove il pensiero e la filosofia, non solo come attrazione sessuale ma come legame tra elementi contrastanti.
Eros è figlio di Pòros e Penìa, combinando elementi di abbondanza e povertà, rappresentando una sintesi di desiderio e insoddisfazione, che lo spinge a cercare la ricchezza e la sapienza.
L'amore, come eros, è visto come un mezzo per elevare le anime verso la contemplazione della bellezza e della verità, permettendo di riscoprire la memoria del bello in sé e di ascendere dal mondo sensibile a quello intelligibile.
L'eros è un amore ascensionale che spinge alla ricerca della verità, caratterizzato da un'irrequietezza che impedisce di raggiungere un sapere certo, ma che al contempo rifiuta l'ignoranza.
Il delirio di Eros è considerato una forma nobile di delirio divino, che consente all'uomo di distaccarsi dalle preoccupazioni terrene e di avvicinarsi al divino, rappresentando un ascesa verso l'autentica conoscenza.