Concetti Chiave

  • I dialoghi "Parmenide" e "Sofista" rappresentano la fase matura del pensiero di Platone, caratterizzata da una revisione approfondita delle sue teorie, in particolare sulla teoria delle idee e sulla conoscenza.
  • Platone confronta la sua teoria delle idee con la metafisica di Parmenide, riconoscendo l'importanza della molteplicità e affermando che il non essere è qualcosa di diverso dal nulla.
  • La dialettica diventa centrale nel dialogo "Sofista", trasformandosi da arte del discorso a scienza delle idee, fondamentale per comprendere le relazioni tra le idee e per la filosofia stessa.
  • Il demiurgo, introdotto da Platone, è un artefice divino che organizza la materia informe secondo le idee, evidenziando un legame tra bontà, razionalità e la creazione del cosmo come opera d'arte.
  • Platone integra la matematica nella sua filosofia, sostenendo che la realtà ha strutture numeriche e che la comprensione di queste strutture è essenziale per conoscere il mondo.

Indice

  1. La revisione delle teorie di Platone
  2. Il confronto con Parmenide
  3. La teoria delle idee e la dialettica
  4. Il ruolo del demiurgo

La revisione delle teorie di Platone

Si tratta di dialoghi appartenenti alla terza fase del pensiero di Platone, ossia la fase matura (ossia quella caratterizzata da un approfondimento e una revisione delle sue teorie). In queste due opere rivede la teoria delle idee e la teoria della conoscenza e le approfondisce.

Il confronto con Parmenide

Le rivede perché la metafisica in quel periodo storico in Grecia, era dominata da parmenide, ossia non esistevano delle alternative alla sua visione. Parmenide aveva definito l’essere come unico, omogeneo e immutabile, dunque tutto ciò che non fa parte dell’essere vero, non è o è apparenza. Platone riconosce questa cosa ma secondo la sua teoria delle idee, c’è la molteplicità: le idee sono molteplici e l’essere non è unico. La molteolicità significa e implica il non essere (se ad esempio A non è B, c’è molteplicità). La visione di Platone non rientra nella metafisica parmenidea, che indicava lo scenario del momento. Platone si rende conto che la teoria delle idee non supera il confronto con parmenide e infatti afferma che deve fare un confronto con un padre venerando e terribile, ossia parmenide. Platone non è disposto a mollare la sua teoria delle idee perché gli serve per arrivare a una conoscenza certa, quindi farà un’azione che sarà fatta da lui per la prima volta nello scenario della storia della metafisica (poi rimarrà). Slega il non essere dal nulla, ossia afferma che il non essere è qualcosa di diverso (se il cane non è il cavallo, il cane è comunque qualcosa ma di diverso). Questi due sono dialoghi molto complessi, soprattutto tutto il sofista (dato che si dilunga su vari discorsi e continua l’approfondimento sulle idee), ma anche parmenide, perché rivede la sua teoria delle idee e afferma che non è legittimata.

La teoria delle idee e la dialettica

Le idee sono uniche in sè ma diverse tra loro (ad esempio l’idea del cavallo è unica in sè ma è diversa dall’idea del cane). Gran parte del dialogo sofista si concentra sula dialettica, che era intanto diventata scienza delle idee. Il dialogo inizia con l’approfondimento e la definizione della struttura metodologica della dialettica (spiega come funziona e perché). Nel dialogo si trova anche la sua nuova convenzione dell’essere: cambia la convenzione dell’essere e introduce la dottrina dei generi sommi (ossia i generi sommi delle idee, e di conseguenza dell’essere). Essi sono cinque e sono: l’essere (qualsiasi essere non può non avere l’esistenza), il diversità (essendo qualcosa, significa che è diverso dalle altre cose), l’identità (va insieme alla diversità, perché nel definire l’idnetità di uno, c’è la diversità con l’altro), la quiete e il movimento (dal momento che le idee sono molteplici possono entrare o non entrare in relazione tra loro). Con la relazione Platone afferma il cambiamento della concezione dell’essere: qua afferma che l’essere non è o è, ma è una possibilità. Per Platone una qualsiasi cosa è quando in qualsiasi modo, tempo o forma, può venire in relazione con qualcos’altro. L’essere è la possibilità di venire in relazione con qualcos’altro. L’essere è relazione, quindi le idee possono essere in relazione con altre idee ma non con altre ancora. Ciò è fondamentale per capire la concezione di Platone della dialettica. Platone cambia idea e la rivaluta da arte del discorso (ossia la dialettica secondo i sofisti), a scienza delle idee, ossia filosofia in sé (nella repubblica). Essendo l’essere una relazione e la dialettica è la scienza delle combinazioni lega le idee e riconosce la mappatura della relazione tra le idee. In questo senso è la scienza delle idee e ossia anche la filosofia. Qua bisogna notare che se le idee entrassero tutte in relazione tra loro, allora si starebbe parlando del discorso sofista (per loro tutto è vero e non c’è una verità assoluta ancorata ad un principio stabile). Secondo Platone dunque se tutte le idee entrassero in relazione tra loro, ci sarebbe un discorso non valido e se al contrario un idea non entrasse in relazione con nessun’altra idea, non avremmo discorso e dunque non ci sarebbe l’essere. Bisogna dunque riconoscere el giuste relaizone tra le idee e ciò lo fa la dialettica. La dialettica diventa lo strumento della conoscenza stessa ossia del fare filosofia perché definisce il tessuto possibile di relazione tra le idee.

Il ruolo del demiurgo

Platone qua rivede e ritorna sul rapporto tra idee e cose, nell’ambito della teoria delle idee. Introduce un’entità tra idee e cose, ed essa si chiama demiurgo. Quest’ultimo non è un creatore, ossia non crea il mondo perché essa è divina (è un concetto cristiano, secondo cui il dio crea dal nulla). È un entità che vine immaginata da Platone come un artefice divino, ossia un artigiano caratterizzato da razionalità e bontà (fino alla vecchiaia torna al suo maestro socrate che faceva una relazione tra razionalità e bontà). La materia informe, ossia una materia indistinta era il Chora. Il demiurgo è amante del bene e dunque organizza questa materia indistinta a immagine e somiglianza delle idee (Platone ha preso morto dalla dottrina risatina o contrario???) e appunto definisce quello che è il mondo delle cose. Introduce questa identità nella relazione tra idee e cose, ossia parla di come viene definito il mondo da una materia che poi viene ordinata con un principio di bontà e relazionalità. Si tratta di un artefice divino perché oltre a creare con bontà e razionalità, il cosmo diventa una grande opera d’arte con l’azione del demiurgo (la bellezza porta alla bontà e quindi si trova la rivalutazione estrema dell’arte per Platone). Prima vedeva l’arte come una disciplina inferiore mentre ora afferma che il cosmo è una grande opera d’arte. Il demiurgo è amante del bene quindi non può vedere la materia indistinta. Questo dialogo è importante perché si trova una visione matematica di Platone che prima in aveva, seconda alla quale si avvicina ai pitagorici. Afferma che le cose hanno delle strutture numeriche, quindi per conoscere la realtà devo conoscere la struttura matematica delle cose.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la fase matura del pensiero di Platone e quali teorie rivede?
  2. La fase matura del pensiero di Platone è caratterizzata da un approfondimento e una revisione delle sue teorie, in particolare la teoria delle idee e la teoria della conoscenza.

  3. Come si confronta Platone con Parmenide nella sua revisione delle teorie?
  4. Platone riconosce la visione di Parmenide, che definisce l'essere come unico e immutabile, ma sostiene la molteplicità delle idee, affermando che il non essere è qualcosa di diverso dal nulla.

  5. Qual è il ruolo della dialettica nella filosofia di Platone?
  6. La dialettica diventa la scienza delle idee, definendo le relazioni tra di esse e trasformando la concezione dell'essere da un semplice stato a una possibilità di relazione.

  7. Chi è il demiurgo e quale ruolo svolge nella teoria delle idee di Platone?
  8. Il demiurgo è un'entità che organizza la materia indistinta secondo le idee, agendo con razionalità e bontà, e non crea dal nulla, ma ordina il mondo delle cose.

  9. Come cambia la visione di Platone sull'arte nella sua fase matura?
  10. Platone rivaluta l'arte, considerandola una grande opera d'arte del cosmo, grazie all'azione del demiurgo, che organizza la materia con principi di bontà e razionalità.

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