Concetti Chiave
- La dialettica platonica è una tecnica di risveglio che consente di liberarsi dalle apparenze per rivelare la Realtà, rappresentando un movimento contro-estetico.
- Platone non prevede la modernità ma descrive una possibilità metafisica in cui l'immaginazione surroga la realtà come Artificio totale.
- L'arte, secondo Platone, è la negazione dell'artificio e si manifesta come espressione della Natura una volta liberati dall'immaginazione.
- Il rifiorimento della città consente di introdurre armonie e ritmi nel programma educativo, valorizzando i principi musicali.
- La bellezza nella Repubblica è definita come qualità ritmica e armonica, distante dalla concezione moderna di bellezza estetica e artificiale.
Che cos'è la dialettica platonica?
Essa è la via, una vera e propria tecnica di risveglio, attraverso cui otteniamo la liberazione dall’apparenza: la dialettica, che va dall’immagine alla cosa, ha il compito di consumare l’elemento immaginario della cosa affinché la Realtà possa venire alla luce. Possiamo allora concludere che la dialettica platonica è un movimento contro-estetico (come per Heidegger l’operare artistico non è un produrre immagini più o meno mimetiche, ma piuttosto un «togliere» quegli elementi di disturbo che impediscono alla natura, alla verità della cosa, di venire alla luce). Platone, lungi dal produrre una «confutazione anticipata», una «reazione» a qualcosa che si manifesterà diciotto secoli più tardi, non «prevede» la modernità ma ne descrive la fisionomia metafisica come una possibilità metafisica: la possibilità di uno stato in cui l’immaginazione finisce per occupare tutto lo spazio possibile, ossia finisce per surrogare la realtà come Artificio totale.
L'arte come negazione dell'artificio
Sorprendentemente, anziché svuotare la mente, una volta liberatici dell’immaginazione abbiamo secondo Platone permesso che si creino le condizioni perché l’Arte possa manifestarsi per ciò che è realmente: essa è la negazione dell’artificio, ossia è la Natura. La guarigione della città ne causa il rifiorimento: essa può ora introdurre le armonie ed i ritmi nel programma educativo, che deve così essere informato a valori «musicali». La bellezza, che per la prima volta compare nella Repubblica, è intesa come qualità ritmica, armonica, che si può trovare ovunque, anche nei manufatti più umili (siamo lontanissimi dalla bellezza «estetica» in senso moderno, sia perché quella viene intesa come bella apparenza, in cui la cosa si risolve, sia perché risponde ai caratteri di un artificio, come in Baudelaire).
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della dialettica platonica nel processo di liberazione dalla realtà apparente?
- In che modo Platone concepisce l'arte rispetto all'artificio?
- Qual è la concezione della bellezza secondo Platone nella Repubblica?
La dialettica platonica è una tecnica di risveglio che consente di liberarsi dall’apparenza, portando alla luce la Realtà attraverso un movimento contro-estetico, come descritto nel testo.
Platone considera l'arte come la negazione dell'artificio, identificandola con la Natura, e sostiene che la liberazione dall’immaginazione permette all'arte di manifestarsi nella sua vera essenza.
Nella Repubblica, Platone definisce la bellezza come una qualità ritmica e armonica, presente anche nei manufatti più umili, distaccandosi dalla bellezza estetica moderna, che è vista come una mera apparenza artificiale.