Concetti Chiave
- L'anima consente all'uomo di percepire la vera essenza delle cose, andando oltre le sensazioni superficiali e stabilendo connessioni tra i dati sensoriali.
- Platone distingue nettamente tra il mondo sensibile e quello intelligibile, affermando che il vero sapere deriva dalla capacità dell'anima di cogliere l'essenza delle cose.
- Il sapere, secondo Platone, è un'operazione intellettuale che si fonda sull'Essere, sottratta alla parzialità delle sensazioni.
- Reale definisce Platone il padre della Metafisica per la sua distinzione tra il mondo visibile e la realtà più intima percepita dall'intelletto.
- Platone si differenzia da Parmenide e Aristotele sostenendo che l'Essere è conosciuto attraverso una conoscenza puramente intellettuale, distinta dalla sensazione.
Che relazione c'è tra l'anima e la conoscenza?
L’anima è quella facoltà o natura dell’uomo che gli permette di rivolgersi e considerare le cose non nel loro aspetto sensibile, ma nella loro vera essenza, nella loro natura più profonda. Nel Teeteto Platone esplicita questa dottrina mostrando che la sensazione non è la fonte propria della conoscenza, i sensi non sono che strumenti mediante i quali la nostra anima avverte degli oggetti, cioè subisce delle affezioni (patisce), ma non sempre ogni affezione corrisponde ad un organo di senso, un oggetto concreto non è anzi percepito da nessun organo particolare, ma è dato da un’affezione comune a più sensi: bisogna allora convenire che l’anima ha la capacità di stabilire una connessione tra i vari dati sensoriali (è il centro di unità, cui convergono le cose) e che sono significanti, intelligibili, in virtù di questa relazione; è affermato un primato della relazione, l’anima è centro di relazione.
L’esistenza di una cosa presuppone la sua identità con se stessa e la sua alterità rispetto alle altre cose, ma la sua intelligibilità più profonda è data non dalle particolari sensazioni, prese una per volta o sommandole insieme, ma dalle determinazioni intelligibili che l’anima discerne da sé mediante se stessa: l’essenza delle cose che vedo non sta nelle cose stesse (Platone si distanzia da Parmenide e da Aristotele, individuando nel mondo delle idee delle realtà che realmente sono e che sono il fondamento di questo mondo), così l’Essere risulta da una conoscenza puramente intellettuale (operazione comune a Parmenide, ma con le debite distinzioni) diversa ed ulteriore a quella sensibile. Il vero sapere è sempre in relazione all’Essere, a ciò che sempre è (e che non è mai in maniera determinata, perché è sempre), sottratto alla parzialità della sensazione e colto con un atto puramente intellettuale.
Platone e la metafisica
Reale definisce Platone il padre della Metafisica perché non nega il mondo sensibile, ma distingue due piani (e perciò sarebbe anche il padre della Teologia, intesa quale indagine razionale sull’esistenza e sulla natura di Dio): si pone una netta distinzione tra il mondo che vediamo con i nostri occhi e il mondo che vediamo, nella sua realtà più intima, con gli occhi dell’Intelletto. Il vero sapere non consiste nell’avvertimento puro e semplice del dato frammentario (sensazione), neppure nella sua organizzazione, ma nella possibilità tutta intrinseca all’anima di cogliere ciò che è (un mondo della pura intelligibilità indipendente da quello sensibile).
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo dell'anima nella conoscenza secondo Platone?
- Come Platone distingue tra il mondo sensibile e il mondo intelligibile?
- In che modo Platone si distanzia da Parmenide e Aristotele?
- Qual è la concezione di Platone riguardo al vero sapere?
L'anima è la facoltà che permette all'uomo di percepire la vera essenza delle cose, andando oltre le sensazioni superficiali. Platone sostiene che la conoscenza non deriva dai sensi, ma dalla capacità dell'anima di stabilire relazioni tra i dati sensoriali, fungendo da centro di unità (come indicato nel Teeteto).
Platone definisce una netta distinzione tra il mondo percepito dai sensi e quello compreso dall'intelletto. Il vero sapere, secondo lui, non è semplicemente una somma di sensazioni, ma una comprensione profonda delle essenze delle cose, che si trova nel mondo delle idee, indipendente dal mondo sensibile.
Platone si distanzia da Parmenide e Aristotele affermando che l'essenza delle cose non risiede nelle sensazioni, ma nelle determinazioni intelligibili che l'anima discerne. A differenza di Parmenide, Platone introduce il mondo delle idee come fondamento della realtà, mentre si differenzia da Aristotele nel considerare la conoscenza intellettuale come superiore a quella sensibile.
Platone sostiene che il vero sapere è sempre in relazione all'Essere, che è eterno e non determinato. Questo sapere si ottiene attraverso un atto puramente intellettuale, sottratto alla parzialità delle sensazioni, e rappresenta una comprensione della realtà più profonda e autentica.