Concetti Chiave

  • Platone descrive uno stato ideale governato da sapienti, guerrieri e cittadini, dove ogni ruolo è fondamentale per il funzionamento della società.
  • Il mito della caverna illustra il percorso di conoscenza del filosofo, evidenziando la distinzione tra opinioni illusorie e verità autentiche.
  • La condizione umana è rappresentata dai prigionieri nella caverna, simbolo di ignoranza, mentre il mondo esterno rappresenta la vera conoscenza e le idee.
  • Platone distingue quattro livelli di conoscenza, culminanti nella conoscenza del Bene, che è essenziale per governare con giustizia.
  • Il filosofo, una figura saggia e coraggiosa, si impegna a liberare gli altri dall'ignoranza, affrontando il rischio di essere non creduto o perseguitato.

Lo stato ideale di Platone

Nel testo Repubblica Platone ci presenta uno stato ideale e giusto, al quale al governo ci sono i sapienti, a difendere i confini sono presenti i guerrieri, e a farlo funzionare economicamente e socialmente ci sono i cittadini, e tutti devono svolgere al meglio il proprio compito cosicché lo stato funzioni.

Nella Repubblica i personaggi che conversano con Socrate sono i 2 fratelli di Platone.

Nella seconda parte della Repubblica parla di come diventare sapienti e governare, in quanto per Platone è un’aristocrazia intellettuale e morale, perché chi è al potere consce il bene e sa esercitarlo.

La qualità più importante è la sapienza, uno stato funziona bene quando chi lo guida è un giusto.

Il mito della caverna

Il mito della caverna è un’allegoria contenuta nel settimo libro della Repubblica, è una descrizione del percorso conoscitivo del filosofo, che affronta il tema della verità e della conoscenza.

E’ possibile distinguere la conoscenza: conoscenza opinabile (doxa) e la conoscenza vera (epistemologica).

Il mito si presenta come un dialogo tra Socrate e Glaucone, nel quale Socrate paragona la condizione umana a quella di un prigioniero rinchiuso in una grotta, legato a gambe e collo così che possa vedere solo le ombre proiettate sulla parete in fronte a loro.

Dietro i prigionieri si ha un muro dietro il quale camminano degli uomini portando oggetti e ancora dietro si presenta un fuoco, che proietta le immagini sulle pareti.

I prigionieri vedendo per tutta la vita tali immagini crederebbero che fossero vere e le voci degli uomini che portano gli oggetti verrebbero scambiate con quelli degli altri incatenati.

Il percorso del prigioniero

Se un prigioniero venisse liberato dalle catene e costretto a rimanere in piedi con il volto rivolta verso il fuoco rimarrebbe abbagliato dalla luce e le forme a cui era abituato sembrerebbero molto meno reali. Il prigioniero incapace di capire e disorientato valuterebbe le cose che vedeva prima più vere, e preferirebbe tornare nell’ombra.

Se, invece, fosse costretto ad uscire alla visione della luce aspetterebbe la notte per uscire, ma essendo anche le stelle troppo luminose guarderebbe ciò che lo circonda solo grazie alle immagini riflesse nell’acqua. Col passare del tempo, però, il prigioniero riuscirà a guardare un paesaggio sempre più luminoso, fino a riuscire a vedere il sole e voler vivere lì.

Il ricordo dei compagni ancora costretti a guardare le ombre lo tormenterà.

Se il prigioniero ritornasse nella caverna non saprebbe vedere più nulla, perché ormai accecato dalla luce. Se lui raccontasse di tutte le bellezze fuori nessuno gli crederebbe, infatti il destino del filosofo è indicare verità, anche se scomode a tutti gli uomini, non accettabili dalla comunità tanto da portarlo alla condanna.

È il percorso di formazione che l’uomo deve compiere per diventare filosofo libero, facendosi strada in una società distrutta e corrotta, paragonandola alla società che ha ucciso Socrate, andando incontro ad una tragica fine.

I livelli di conoscenza platonica

In questo testo possiamo distinguere quattro livelli di conoscenza platonica, due di opinabile e due di scientifica:

• la fantasia, cioè le ombre, è il grado più basso della conoscenza, quella illusoria. Platone condanna l’arte, in quanto agisce sulla parte irrazionale dell’uomo, stimolando le passioni; è la copia della copia delle idee e ha un ruolo marginale nella formazione del filosofo.

• La credenza (dei sofisti), cioè gli oggetti, sono le opinioni comuni, superiori alla fantasia perché hanno un legame con la verità, è la conoscenza del mondo delle cose, dotata di errore.

• La conoscenza scientifica, matematica, astronomica, fisica, geometrica… , cioè il riflesso che l’uomo vede il riflesso nell’acqua, che lo porta a ricercare e studiare.

• Il sole rappresenta la conoscenza filosofica della dialettica, delle idee, del bello, del giusto e la più importante, del Bene, la causa di tutte le idee. La conoscenza più elevata è la conoscenza del Bene. Quando arrivi a tale conoscenza sei in grado di governare.

La condizione umana e la verità

La caverna rappresenta il mondo delle cose e della conoscenza sensibile, dove si trova la maggior parte dell’umanità

a differenza il mondo fuori è il mondo della vera conoscenza e delle idee(iperuranio), che gli uomini devono conquistare e condividere per liberare gli uomini incatenati al mondo dell’opinione.

Gli uomini incatenati rappresentano la condizione di ignoranza dell’umanità, costretti a guardare fin dalla nascita le ombre sulla parete, rinchiusi nel mondo dell’opinione

Gli oggetti proiettati e gli uomini che li proiettano sono i filosofi finti e falsi (sofisti), consapevoli di ingannare gli uomini, che si sono accontentati di risposte parziali e sono portatori di falsa conoscenza.

Il fuoco simboleggia l’archè, e le prime grandi risposte filosofiche elaborate fino a Socrate: l’apeiron di Anassimandro, l’acqua di Anassimene... è il simbolo delle conoscenze ancora opinabili che guidano gli uomini nel mondo delle cose.

Il ruolo del filosofo

L’uomo che si libera è colui che ha avuto e il coraggio e la capacità di alzarsi e guardare alle proprie spalle, che inizia a diventare filosofo. Fuori dalla caverna capisce che esiste un altro mondo, quello delle idee.

Per Platone saggio e sapiente coincidono, chi conosce il Bene, persegue il Bene, lo contempla e lo insegna.

L’uomo che ha visto il Bene e il Bello prova un sentimento di rabbia e pietà per la condizione dei compagni, ancora incatenati a guardare le ombre.

Nella sua anima inizia a crescere quel senso di etica che lo porta a discendere la caverna e salvare gli altri uomini dall’ignoranza, anche a rischio della sua vita.

Quando scende e svela l’inganno, non viene creduto, gli uomini che proiettavano le statuette smentivano le affermazioni dell’uomo e davano dei premi a chi restava incatenato, accusandolo di volerli distogliere da una vita serena.

Coloro che premiano gli obbedienti sono il potere, i sofisti sono il potere che ti premia se stai a guardare l’illusione e chi svela la verità viene cacciato, accusato di essere un folle e ucciso.

Il filosofo è colui che si impegna per la propria città, un servo della giustizia, della bellezza e del Bene.

Platone ricerca la verità allontanandosi dal mondo sensibile per raggiungere le idee e il Bene, per poi ritornare tra gli uomini e governare le città secondo la giustizia.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la struttura dello stato ideale secondo Platone?
  2. Platone descrive uno stato ideale in cui i sapienti governano, i guerrieri difendono e i cittadini contribuiscono economicamente e socialmente, ognuno svolgendo il proprio compito per il buon funzionamento dello stato.

  3. Qual è il significato del mito della caverna?
  4. Il mito della caverna rappresenta il percorso conoscitivo del filosofo, evidenziando la distinzione tra conoscenza opinabile (doxa) e conoscenza vera (epistemologica), e il difficile cammino verso la verità.

  5. Come si sviluppa il percorso del prigioniero nel mito della caverna?
  6. Il prigioniero liberato affronta inizialmente la luce con difficoltà, ma col tempo riesce a vedere il sole, simbolo della conoscenza del Bene, mentre il ricordo dei compagni ancora incatenati lo tormenta.

  7. Quali sono i livelli di conoscenza platonica?
  8. Platone distingue quattro livelli di conoscenza: fantasia (ombre), credenza (oggetti), conoscenza scientifica (riflessi) e la conoscenza filosofica del Bene, che è la più elevata e necessaria per governare.

  9. Qual è il ruolo del filosofo nella società secondo Platone?
  10. Il filosofo è colui che, avendo visto il Bene, si impegna a liberare gli altri dall'ignoranza, affrontando il rischio di essere non creduto e perseguitato, poiché la verità è spesso scomoda per la comunità.

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