Concetti Chiave
- Il movimento metafisico, nato nel 1916 a Ferrara, mira a esprimere l'essenza oltre l'apparenza fisica, interpretando la realtà piuttosto che descriverla.
- I dipinti di De Chirico, in particolare le "Piazze d’Italia", caratterizzano una dimensione onirica che crea un'atmosfera inquietante attraverso il contrasto tra realismo e lirismo.
- Il Movimento Metafisico riunì artisti e scrittori sotto la rivista Valori Plastici, dove furono discussi i principi fondamentali della poetica metafisica di Savinio, come "spettralità" e "ironia".
- Due tendenze principali emergono nel movimento: una simbolica e letteraria (De Chirico e Savinio) e una più formale e pittorica (Carrà e Morandi), con differenze nelle scelte tematiche e nell'atmosfera.
- Nonostante la mancanza di una scuola definita, il movimento influenzò ampiamente la scena artistica italiana ed europea, culminando in mostre significative in Germania negli anni '20.
Origini del movimento metafisico
Questo movimento pittorico italiano prese forma nel 1916, durante l'incontro casuale, in un ospedale militare di Ferrara, dei pittori De Chirico, Savinio, Carrà e De Pisis. Dal 1920, anche Morandi vi aderì per qualche tempo. Ma il movimento è nato da una serie di ricerche precedenti. Il termine è in stretta relazione con l'obiettivo di esprimere ciò che si trova oltre l'apparenza fisica, cioè l'essenza intima della realtà, al di là dell'esperienza sensibile. In pratica, lo scopo dell'arte non è descrivere la realtà e di rappresentarla quale essa è, ma interpretarla.
Caratteristiche della pittura metafisica
Così, i dipinti del periodo parigino di De Chirico possono essere classificati, dal 1910, tra i primi testimoni della pittura "metafisica". La serie delle "Piazze d’Italia" esprime una dimensione onirica e fantastica che introduce un elemento inquietante nel vuoto delle loro vaste scenografie architettoniche. Con la pittura metafisica, metafora e sogno diventano le basi di questa trasposizione della realtà, al di là di una logica usuale. Allo stesso tempo, il contrasto tra la precisione realistica degli oggetti e dello spazio e l'atmosfera lirica ed evocativa rafforza la tensione allucinante.
Principi e influenze del movimento
A parte l'affinità di temi, da questo clima comune nacque il Movimento Metafisico che, tra il 1916 e il 1922, riunì pittori e scrittori nella cerchia della rivista Valori Plastici, dove furono pubblicati una serie di studi teorici di De Chirico e Savinio sulla Pittura Metafisica. Fu in Anadiomenon (1919) che Savinio enunciò i due principi essenziali della poetica metafisica: " spettralità " e " ironia ". Il tema del "manichino", che divenne il motivo chiave nei dipinti di De Chirico e Carrà, si ritrova per la prima volta anche negli scritti di Savinio, fratello di De Chirico, singolare figura di poeta, scrittore, musicista e pittore fra i più acuti del XX secolo.
Diverse componenti culturali furono integrate nel movimento: per Savinio e De Chirico, ad esempio, furono molto importanti le influenze neoclassiche esercitate dall'atmosfera di Monaco della loro formazione. Inoltre, il ritorno alla tradizione classica e alla pittura del Trecento e del Quattrocento italiani (il cui teorico fu Carrà nei suoi articoli sui Valori Plastici) divenne un altro importante antecedente formale della pittura metafisica.
Tendenze e differenze tra artisti
Due tendenze si possono rilevare nel Movimento Metafisico:
• una, ricca soprattutto di significati simbolici e letterari (De Chirico e Savinio),
• l'altra, meno dottrinale, ma condizionata più profondamente da una sensibilità formale e pittorica (Carrà e Morandi).
In Carrà e De Chirico le scelte tematiche e la giustapposizione di oggetti eterogenei sono le stessa; tuttavia in Carrà abbiamo l’assenza di inquietudine e dell’attesa intrisa di angoscia. Il ventaglio cromatico (beige, bianco, marrone nelle diverse tonalità) in Carrà è caldo e la luce con le ombre sono il mezzo per costruire dei volumi razionale in un ambiente definito in modo chiaro.
Diffusione e conclusione del movimento
Il movimento non formò mai una scuola o un raggruppamento ben definito, ma fu piuttosto l'espressione più chiaramente formulata in Italia della crisi del Futurismo. È in questo senso che le influenze esercitate sono state molto ampie, sia in Italia che in Europa.
In Italia, la pittura metafisica era sensibile anche agli artisti che si sono evoluti in modo molto diverso (Sironi, Soffici, Campigli, Soldati). La diffusione del movimento, operato inizialmente da Valori Plastici, fu pienamente realizzata da due grandi mostre organizzate in Germania, nel 1921 e nel 1924. L'esperimento metafisico si concluse intorno al 1920 con gli ultimi dipinti metafisici di De Chirico (1918), Morandi (1920) e Carrà (1921).
Nel 1980, alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna, viene dedicata una vasta mostra agli anni '20 in Italia, e in particolare al movimento Metafisica (La Metafisica negli anni Venti).
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del movimento metafisico e chi ne sono i fondatori?
- Qual è l'obiettivo principale dell'arte metafisica?
- Quali sono le caratteristiche distintive della pittura metafisica?
- Quali sono i principi essenziali della poetica metafisica enunciati da Savinio?
- Come si è diffuso il movimento metafisico e quali sono state le sue influenze?
Il movimento metafisico è nato nel 1916 dall'incontro di pittori come De Chirico, Savinio, Carrà e De Pisis in un ospedale militare di Ferrara, con Morandi che vi aderì nel 1920.
L'obiettivo dell'arte metafisica è esprimere l'essenza intima della realtà, andando oltre l'apparenza fisica e interpretando la realtà piuttosto che semplicemente rappresentarla.
La pittura metafisica si distingue per l'uso di metafore e sogni, creando un'atmosfera onirica e inquietante, con un contrasto tra la precisione realistica e un'atmosfera lirica ed evocativa.
Savinio ha enunciato i principi di "spettralità" e "ironia" come fondamentali per la poetica metafisica, evidenziando l'importanza del tema del "manichino" nei dipinti di De Chirico e Carrà.
Il movimento metafisico si è diffuso attraverso la rivista Valori Plastici e mostre in Germania nel 1921 e 1924, influenzando artisti italiani e europei, pur non formando una scuola ben definita.