Concetti Chiave
- Giovanni Pisano ha lavorato al pulpito del Duomo di Pisa dal 1302 al 1310, creando un'opera ottagonale con pannelli convessi e mensole decorate invece di archi.
- Le cariatidi del pulpito simboleggiano la Chiesa e le quattro virtù cardinali, mentre le statue rappresentano le quattro parti del mondo e le età della donna, riflettendo la conoscenza enciclopedica dell'epoca.
- I pannelli scolpiti narrano episodi della vita di Cristo e presentano un'allegoria del Cristianesimo, con figure in movimento che anticipano stili artistici futuri come il gotico fiorito.
- Dopo un incendio nel 1596, il pulpito fu smontato e rimontato nel 1926 senza una documentazione adeguata, risultando in una diversa disposizione rispetto all'originale.
- Alcune statue del pulpito non utilizzate nella ricostruzione sono conservate al Metropolitan Museum of Art di New York, evidenziando la perdita di elementi originali.
Giovanni Pisano e il pulpito del Duomo di Pisa
Quando Giovanni Pisano ebbe terminato il pulpito della Chiesa di Sant’Andrea di Pistoia, si dedicò alla scultura del pulpito del Duomo di Pisa, a cui egli lavorò dal 1302 al 1310. Veramente, nel duomo pisano esisteva già un pulpito, risalente alla metà del XII secolo, che però, era stato regalato al duomo di Cagliari. L’impianto è ottagonale e quindi quasi circolare, tanto più che i pannelli sono leggermente convessi. Al posto degli archi, troviamo delle mensole ricche di decorazioni mentre alcune colonne sono sostituite da statue che prendono il nome di cariatidi, se rappresentazioni femminili o telamoni, se figure maschili.
Simbolismo e allegorie nel pulpito
Una delle cariatidi rappresenta la Chiesa ed ha alla sua base le quattro virtù cardinali tra le quali risalta la Temperanza che assume la posa della Venere pudica. I leoni stilofori tengono fra le zampe la preda e volgono la testa in modo fiero, caratterizzata da una folta criniera. Come figura nelle iscrizioni lasciate dallo stesso scultore, le quattro statue hanno anche un altro significato: sono il simbolo delle quattro parti del mondo, dei quattro fiumi del Paradiso e delle quattro età della donna. Con questa simbologia è come se Giovanni Pisano avesse raggruppato nel pulpito una sintesi dell’universo enciclopedico conosciuto in quell’epoca. A proposito delle iscrizioni, occorre aggiungere che esse testimoniano la data di termine dei lavori e soprattutto la volontà dello scultore porre l’accento sulla dignità del proprio lavoro, forse per difendersi da coloro che lo denigravano.
Collaborazioni e critiche artistiche
Come sempre, nei pannelli sono scolpiti episodi della vita di Cristo a cui si aggiungono la Natività di Giovanni Battista e il Giudizio universale. Nelle statue e nei rilievi viene esposta un’allegoria del Cristianesimo. I personaggi scolpiti nelle formelle è come se fossero pieni di energia e danno l’impressione di essere in un movimento continuo. In questo sovrapporsi di scultura all’architettura, alcuni critici hanno visto in Giovanni Pisano un anticipatore del gotico fiorito che si svilupperà verso la fine del XIV secolo e altri addirittura un aspetto pre-barocco.
Alla scultura dell’opera, hanno collaborato diversi artisti, più o meno dotati. Sicuramente, sono stati scolpiti da Giovanni Pisano la Strage degli Innocenti, la Crocifissione e i Dannati del Giudizio universale.
Restauro e ricostruzione del pulpito
Nel 1596, il Duomo subì un incendio e durante i lavori di restauro il pulpito fu smontato e i suoi pezzi collocati in posti diversi. Esso fu rimontato soltanto nel 1926, ma in modo differente rispetto all’originale perché mancava una documentazione dell’opera quale essa fosse in origine. Addirittura, al momento del rimontaggio, ci si accorse che mancavano sia la scala che le quattro colonne semplici. Fu per questo motivo che Mussolini fece dono delle quattro colonne in porfido, collocate in bella vista in suo onore, pur non sapendo nemmeno se esse occupassero il posto originario. Fra l’altro non è nemmeno certo che esistesse la scala di accesso. Alcune statue facenti parte del pergamo e che non sono state utilizzate nella fase della ricostruzione, sono custodite presso il Metropolitan Museum of Art di New York.
Domande da interrogazione
- Qual è la storia del pulpito del Duomo di Pisa e chi lo ha realizzato?
- Qual è il significato delle cariatidi e delle statue nel pulpito?
- Quali temi e allegorie sono presenti nei pannelli scolpiti da Giovanni Pisano?
- Che fine ha fatto il pulpito dopo l'incendio del Duomo nel 1596?
- Dove si trovano le statue non utilizzate nella ricostruzione del pulpito?
Giovanni Pisano lavorò al pulpito del Duomo di Pisa dal 1302 al 1310, dopo aver completato quello della Chiesa di Sant’Andrea di Pistoia. Il pulpito ottagonale sostituì un precedente pulpito del XII secolo, regalato al duomo di Cagliari.
Le cariatidi rappresentano la Chiesa e le quattro virtù cardinali, mentre le statue simboleggiano le quattro parti del mondo, i quattro fiumi del Paradiso e le quattro età della donna, creando una sintesi dell'universo enciclopedico dell'epoca.
I pannelli raffigurano episodi della vita di Cristo, la Natività di Giovanni Battista e il Giudizio universale, esprimendo un'allegoria del Cristianesimo con personaggi che sembrano in movimento continuo, anticipando stili gotici e pre-barocchi.
Dopo l'incendio, il pulpito fu smontato e i suoi pezzi furono collocati in posti diversi. Fu rimontato nel 1926, ma in modo differente dall'originale, mancando di documentazione e con l'aggiunta di colonne in porfido donate da Mussolini.
Alcune statue del pulpito, non utilizzate durante la ricostruzione, sono custodite presso il Metropolitan Museum of Art di New York, evidenziando la perdita di parte dell'opera originale.