La Creazione Artistica Secondo Pirandello
Nella prefazione di “Sei personaggi in cerca d’autore”, Pirandello cercò di spiegare come l’arte nasce nella mente dell’autore. Secondo l’autore, la funzione creatrice della fantasia è analoga a quella di una nascita reale. Il mistero della creazione artistica è oscuro quanto quello della vita, però tra i due vi è una sostanziale differenza: una volta che un personaggio è stato concepito dalla fantasia del regista, esso diviene una creatura viva e presenta una qualità superiore rispetto alla vita naturale. Infatti, “chi ha la ventura di nascere personaggio”, dice Pirandello, “non muore più, ma rimane fisso e immodificabile”.
Il Conflitto tra Attore e Personaggio
Dunque, mentre le persone sono soggette a cambiamenti, i personaggi sono immutabili perché vivono un’esistenza eterna. Pirandello tentò di comprendere in quale modo fosse possibile conciliare il divario che intercorre tra l’attore, cangiante e mutevole, e il personaggio, fisso ed eterno. Egli cercò di risolvere questo contrasto insanabile tramite la tecnica del teatro nel teatro, facendo vedere in che modo nasce l’opera d’arte e quali problemi essa presenta nella sua creazione, ma mostrando anche il divario che si crea tra gli attori, i registi e il pubblico stesso.
L'Intrusione dei Sei Personaggi
La scena si apre con un palcoscenico apparentemente in corso di allestimento per consentire le prove del secondo atto di un'opera teatrale dello stesso Pirandello, “Il gioco delle parti”. Mentre gli attori e i membri della compagnia si organizzano per la realizzazione della prova, irrompono sulla scena sei personaggi che sono stati inventati dalla fantasia dell’autore, il quale non è però stato in grado di definirli per iscritto, infatti ad essi non viene attribuito alcun nome proprio ma solo quello comune (padre, madre, figlia, ecc.).
La Tragedia Familiare dei Personaggi
La vicenda trattata è molto realistica e cruenta: un padre di famiglia aveva lasciato per molti anni che la moglie, dalla quale aveva avuto un figlio, frequentasse un altro uomo con cui aveva concepito altri tre bambini. Quando l’amante muore, la moglie si ritrova in miseria e la maggiore delle figlie avute dall’adulterio è costretta a prostituirsi per consentire la sopravvivenza alla famiglia. Un giorno, mentre si trova in una casa di appuntamenti, la ragazza si ritrova di fronte, in veste di cliente, il marito della madre. Sulla scena interviene la madre per bloccare l’uomo con cui la ragazza sta per avere un amplesso ed egli, spinto dai rimorsi e dalla compassione, accoglie in casa la moglie e tutti i figli che lei ha avuto dall’amante. A ciò segue una serie di tragedie tra cui la morte della figlia maggiore, affogata nella vasca di un giardino e il suicidio di un altro dei figli. Dopo aver delineato l’argomento dell’opera nella propria fantasia, l’autore non è stato in grado di trasmetterlo per iscritto, dunque i protagonisti non sono definiti ma rimangono allo stato fluido: si parla di “sei personaggi in cerca d’autore” perché è proprio come se i personaggi chiedessero di essere incanalati in una forma concreta.