Concetti Chiave
- La crisi d'identità nasce dal contrasto tra ciò che siamo realmente e ciò che sembriamo, portando l'individuo a vivere come un personaggio mascherato dalle convenzioni sociali.
- I personaggi pirandelliani riflettono una dualità comica e tragica, acquisendo consapevolezza della loro condizione esistenziale e deridendo chi rimane inconsapevole.
- La maschera sociale imposta dall'individuo porta a una disintegrazione dell'identità, evidenziata dalla teoria della triplicità esistenziale.
- Scoprire di indossare una maschera provoca angoscia e isolamento, poiché la realtà è percepita come un'illusione in continua mutazione.
- La vita quotidiana diventa un palcoscenico dove gli individui recitano ruoli imposti, rendendo impossibili rapporti autentici e una vera conoscenza di sé.
Che cos'è la crisi d'identità e dissociazione?
Il contrasto tra “vita” (ciò che siamo) e “forma” (ciò che sembriamo) genera la crisi d’identità e la dissociazione dell’Io. Costretto a vivere nella “forma”, l’individuo, secondo la concezione pirandelliana, non è più una persona intesa come unità intellettuale, morale e psicologica, ma è un personaggio ridotto a maschera, che recita il ruolo impostogli dalle convenzioni sociali o dai propri ideali. Perciò, nell’arte umoristica ci sono solo maschere e personaggi, creature dissociate e grottesche, le cui deformazioni fisiche riflettono la scissione psicologica.
Personaggi pirandelliani e consapevolezza
I personaggi pirandelliani sono comici e tragici insieme, scissi e contraddittori.
Mano a mano che scoprono il valore fittizio delle forme in cui si è alienata la loro persona acquisiscono anche la coscienza dell’assurdita del vivere, che spesso li porta a deridere con dolente pietà chi non raggiunge tale consapevolezza e si sente integrato nella società. L’uomo è schiavo della forma quando, all’improvviso, per un evento casuale, comprende la propria condizione esistenziale e non gli resta che scegliere se fuggirne oppure adeguarsi alla scissione.
Maschere e disintegrazione esistenziale
L'uomo, inoltre, deve adeguarsi alle convenzioni imposte dalla società, egli assume quindi una maschera, o per propria volontà o perché così è visto e giudicato. Questa maschera è l'aspetto esteriore dell'individuo (la sua apparenza). Siccome il personaggio è condannato a recitare sempre la stessa parte, non ha nessuna possibilità di mutare la propria maschera, si verifica così la disintegrazione fisica e spirituale dei personaggio che si può riassumere nella teoria della triplicità esistenziale:
1.come il personaggio vede se stesso;
2.come il personaggio è visto dagli altri;
3.come il personaggio crede di essere visto dagli altri.
Illusione della realtà e isolamento
Quando il personaggio scopre di essere calato in una maschera, cade in una condizione angosciosa senza fine, perché si rende conto che:
1.la realtà di un momento è destinata a cambiare nel momento successivo
2.la realtà è un'illusione perché non si identifica in nessuna delle forme che gli altri gli hanno dato.
Maschere sociali e rapporti autentici
Nella società l'unico modo per evitare l'isolamento è il mantenimento della maschera: quando un personaggio cerca di liberarsene con un diverso comportamento viene considerato preso dalla follia che scatena in tutti il riso perché non è comprensibile; per questo viene allontanato, rifiutato e considerato un elemento di disturbo della società, non trovando più posto negli schemi e convenzioni di essa. Nel caleidoscopio delle forme e delle apparenze, l'uomo si ritrova privo di una precisa e unica identità; cerca di conoscersi, ma scopre di essere una "maschera nuda" .
Inautenticità e palcoscenico della vita
Nella realtà di ogni giorno gli individui non si mostrano mai per quello che sono veramente, ma in ogni momento, in ogni circostanza, assumono una maschera diversa, che li fa "personaggi" e non li rivela come "persone". Come è impossibile la conoscenza di noi stessi, così sono impossibili rapporti autentici tra gli individui. Si possono stabilire con gli altri, soltanto rapporti mediati da atteggiamenti esteriori, dalle forme delle maschere, dai modelli dei ruoli che ciascuno è costretto ad assumere per poter vivere e operare in società, o che gli altri e la società in genere impongono. Queste maschere-ruoli sono prodotti dalle disposizioni naturali di ciascuno, dalla condizione sociale, dall'educazione, dalla cultura, da tutta la serie di convenzioni sociali in mezzo alle quali l'individuo si trova a vivere. Si tratta comunque sempre di forme fisse, aride,morte. In questa inautenticità, in cui la società tenta di imprigionare l'individuo, l'esistenza è niente più che un grande "palcoscenico" sul quale ognuno recita la propria parte di personaggio e maschera, secondo un meccanismo in cui ciascuno finisce per essere la "marionetta" di se stesso. Solo la follia permette al personaggio la possibilità di scoprire che rifiutando il mondo si può scoprire se stessi. Ma questi sono solo momenti passeggeri, spesso irripetibili, perché il legame con le norme della società è troppo forte.
Domande da interrogazione
- Qual è la causa principale della crisi d'identità secondo Pirandello?
- Come si caratterizzano i personaggi pirandelliani?
- Qual è la teoria della triplicità esistenziale?
- Qual è l'effetto dell'illusione della realtà sui personaggi?
- In che modo le maschere sociali influenzano i rapporti tra individui?
La crisi d'identità nasce dal contrasto tra "vita" (ciò che siamo) e "forma" (ciò che sembriamo), portando l'individuo a diventare una maschera che recita un ruolo imposto dalle convenzioni sociali (testo).
I personaggi pirandelliani sono comici e tragici, scissi e contraddittori, e la loro consapevolezza dell'assurdità della vita li porta a deridere chi non raggiunge tale consapevolezza (testo).
La teoria della triplicità esistenziale si basa su tre aspetti: come il personaggio vede se stesso, come è visto dagli altri e come crede di essere visto dagli altri, evidenziando la disintegrazione dell'individuo (testo).
L'illusione della realtà porta i personaggi a una condizione angosciosa, poiché si rendono conto che la realtà è destinata a cambiare e non si identificano nelle forme che gli altri hanno dato loro (testo).
Le maschere sociali impediscono rapporti autentici, costringendo gli individui a relazionarsi attraverso atteggiamenti esteriori e ruoli imposti, rendendo impossibile la vera conoscenza di sé e degli altri (testo).