Indice

  1. Umorismo
  2. Definizione dell’arte novecentesca
  3. Un’arte che scompone il reale – L’umorismo

Umorismo

Poiché per Pirandello la vita è un flusso continuo in perpetuo divenire privo di una forma definitiva, egli afferma che lo scopo della letteratura e dell'arte non può essere quello di rappresentare la realtà in modo logico, ordinato e coerente, ma quello di analizzare e scomporre la realtà con atteggiamento distaccato e razionale, cogliendone l'imprevedibilità e la totale mancanza di senso. L’autore vi inserisce una dedica, “alla buon’anima di Mattia Pascal bibliotecario”, per indicare il personaggio a portavoce della sua poetica, della crisi d'identità e del relativismo.

Nel 1908 Pirandello pubblica il saggio L'umorismo in cui presenta la sua poetica e concezione dell'arte. Egli afferma che l'unica forma di arte in grado cogliere il carattere molteplice e contraddittorio della realtà, osservandola da diverse prospettive contemporaneamente, è l‘arte umoristica. Tale arte umoristica si fonda sulla “riflessione”, da cui scaturisce il “sentimento del contrario”. Per spiegare quest'ultimo concetto lo scrittore introduce una distinzione tra “comico” e “umoristico” e propone un esempio: la vista di una vecchia signora con i capelli tinti e vestita con abiti giovanili.

  • Inizialmente vi è l’avvertimento del contrario, su cui si basa il comico, in cui riconosco il ridicolo nel comportamento di una persona o in una circostanza.
    Nel vedere la donna percepiamo il contrario di ciò che una vecchia signora dovrebbe essere e ci mettiamo a ridere. È questa la fase in cui noi ci fermiamo alla prima impressione di questa donna.
  • Successivamente, attraverso l’intervento della riflessione, si giunge al “sentimento del contrario”, su cui si basa l’umorismo, in cui si individua anche il fondo dolente in una circostanza ridicola.
  • La riflessione ci suggerisce che quella signora soffre nel conciarsi in quel modo e lo fa nell'illusione di poter nascondere la sua vecchiaia o per trattenere a sé il marito più giovane. Dunque, subentra in noi un sentimento contrario al primo: per la donna proviamo ora pietà e compassione.

    La riflessione nell'arte umoristica non si limita a cogliere il ridicolo di una persona o un fatto, ma ne individua anche il fondo dolente, di umana sofferenza, guardandolo con pietà; viceversa, se si trova di fronte al serio e al tragico, non può evitare di fare emergere anche il ridicolo. In una realtà multiforme e polivalente, tragico e comico vanno sempre insieme, il comico è come l'ombra che non può mai essere disgiunta dal corpo del tragico.


    Definizione dell’arte novecentesca

    L’umorismo è un'arte "fuori chiave", disarmonica e piena di dissonanze, in cui ogni pensiero genera sempre e contemporaneamente il suo opposto. Dalle sue opere emerge non una visione ordinata e armonica della realtà, ma l'idea di un mondo frantumato. L’umorismo quindi per Pirandello è essenzialmente una manifestazione della realtà moderna. La definizione che lo scrittore dà dell’umorismo si adatta perfettamente all’arte novecentesca: un’arte che riproduce il carattere caotico, contraddittorio e aperto, non imprigionabile in schemi fissi e rigidi, che la realtà assume ai nostri occhi. L’umorismo rappresenta “la vita nuda, la natura senz’ordine almeno apparente, irta di contraddizioni”.


    Un’arte che scompone il reale – L’umorismo

    Nella seconda parte del saggio egli analizza “Essenza, caratteri e materia dell’umorismo”.

    L'arte umoristica tenta di riprodurre il carattere disorganico della realtà, la sua mancanza di unità e coerenza. La realtà per Pirandello è un fluire inarrestabile che noi cerchiamo di fissare in forme stabili, ma che continua a scorrere sotto le costruzioni fittizie che ad esso sovrapponiamo, come le “maschere” che indossiamo nella vita sociale; l'arte umoristica fa saltare queste costruzioni fittizie, disgrega, scompone. È l'arte che ha preso consapevolezza della fisionomia aperta e fluida del reale.

    L’arte umoristica va a fondo nel disgregare anche la psicologia degli uomini, che non appare più un insieme unitario, coerente e armonico, ma l'effetto dell'urtarsi di tendenze contrastanti, di personalità diverse che si agitano all'interno di una presunta personalità unica, di stati d'animo che si succedono in un fluire perpetuo e indistinto. La scomposizione umoristica fa così venire alla luce il fondo oscuro della psiche, in cui noi stessi non ci riconosciamo.

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