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Concetti Chiave

  • Il romanzo "Quaderni di Serafino Gubbio operatore" del 1925 racconta la storia di un operatore cinematografico che filma un tragico evento durante le riprese di un film, mescolando vita e finzione.
  • La macchina da presa è vista da Pirandello come un filtro che media tra la realtà e lo spettatore, rappresentando un progresso disincantato che aliena l'uomo.
  • In "Uno, nessuno e centomila", Pirandello esplora la frantumazione dell'io, evidenziando l'assenza di una chiave interpretativa unica della realtà.
  • Vitangelo Moscarda, protagonista del romanzo, affronta una crisi esistenziale dopo aver scoperto come gli altri lo percepiscono, evidenziando il relativismo conoscitivo.
  • La follia diventa un mezzo di fuga per il protagonista, permettendogli di ritrovare se stesso in un mondo di realtà frammentata e relativista.

Quaderni di Serafino Gubbio operatore

Il Cinema e la Realtà

Il romanzo viene scritto in linea con lo svilupparsi del linguaggio cinematografico e pubblicato nel 1925. Il protagonista infatti è un operatore cinematografico che deve girare un film. Questo racconta la storia di un’attrice russa bellissima, la quale ha una relazione con il partner cinematografico. A causa di gelosie, mentre stanno per girare una scena circense, in cui lei ricopre il ruolo della domatrice di leoni, viene uccisa dall’amante geloso, a sua volta sbranato dal leone. La vita quindi si mescola al film perché accade veramente che l’attrice viene uccisa durante le riprese dall’attore geloso e l’operatore riprende tutto con una incredibile freddezza, che tuttavia si rivela poi solo apparente perché quest’ultimo diventa muto.

La Metafora del Progresso

Pirandello riflette quindi sulla macchina da presa, vista come filtro, mediazione tra chi guarda e chi vive la realtà. Essa diventa dunque metafora del progresso, che, se per Pascoli era deturpamento dell’essenza del paesaggio e per D’Annunzio era fonte di paura ma da accettare come indispensabile in una prospettiva futura, viene invece analizzato da Pirandello in maniera disincantata e realista. Il progresso, concepito in un’accezione fortemente negativa, esiste, ma è una macchina fredda, distaccata, crudele, che quasi annienta l’uomo, lo aliena e contribuisce a frammentare ulteriormente il suo io. L’uomo comunque non può intervenire sulla realtà, ma solo esprimere il suo parere in silenzio.

5)“Uno, nessuno e centomila” (1926)

Frantumazione dell'Io

È una riflessione sulla frantumazione dell’io. Se fino a D’Annunzio c’era stata una sostanziale unitarietà dell’io lirico, del soggetto operante e attivo nella cultura, ora non esiste più una unica chiave interpretativa della realtà, che, come l’io, è frantumata.

Crisi di Vitangelo Moscarda

Protagonista è Vitangelo Moscarda. Un giorno sua moglie fa una battuta sul naso del marito, che è storto, ma lui non se ne è mai accorto: questo genera nel protagonista una vera e propria crisi esistenziale, in quanto egli si percepisce con occhi diversi e capisce che gli altri lo vedono in modo diverso. Capisce cioè che la percezione del nostro io che abbiamo noi è diversa da quella che hanno gli altri. Relativismo conoscitivo: non esiste una unica chiave di lettura della realtà, ma tanti modi di vederla e interpretarla.

Relativismo e Follia

Da questo fatto apparentemente insignificante il protagonista cambia radicalmente la sua vita, va via di casa, lascia il lavoro, perde tutto, comincia a relazionarsi agli altri in modo folle, venendo ricoverato in un ospizio per pazzi. Qui paradossalmente riesce ad essere più se stesso finalmente: dalla realtà infatti si può sfuggire solo attraverso la follia.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale del romanzo "Quaderni di Serafino Gubbio operatore"?
  2. Il romanzo esplora il rapporto tra cinema e realtà, evidenziando come la vita possa mescolarsi con la finzione cinematografica, culminando in un tragico evento durante le riprese di un film (testo).

  3. Come viene rappresentato il progresso nel pensiero di Pirandello?
  4. Pirandello analizza il progresso come una macchina fredda e alienante, che frammenta l'io umano e distacca l'individuo dalla realtà, a differenza di altre visioni più ottimistiche (testo).

  5. Qual è la crisi esistenziale vissuta da Vitangelo Moscarda in "Uno, nessuno e centomila"?
  6. Vitangelo Moscarda affronta una crisi dopo aver scoperto che gli altri lo percepiscono in modo diverso da come lui si vede, portandolo a una riflessione sulla frantumazione dell'io e sul relativismo conoscitivo (testo).

  7. In che modo la follia diventa una via di fuga per Vitangelo Moscarda?
  8. Dopo la sua crisi, Vitangelo si allontana dalla realtà e, paradossalmente, trova una forma di autenticità nella follia, che gli consente di essere più se stesso (testo).

Domande e risposte

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