Concetti Chiave
- Il romanzo "Il fu Mattia Pascal" è scritto a Roma nel 1903, in un periodo segnato da crisi personali e familiari per l'autore.
- Pubblicato inizialmente a puntate sulla rivista "Nuova antologia", viene successivamente edito in volume con 18 capitoli.
- Mattia Pascal vive un profondo conflitto tra la sua vita familiare, percepita come una prigione, e il desiderio di evasione e libertà.
- Il protagonista affronta una crisi d'identità, cercando una nuova vita attraverso un'identità falsa, ma si rende conto della sua impotenza e mancanza di identità.
- La narrazione in prima persona, ricca di monologhi interiori e riflessioni, supera il naturalismo tradizionale, rendendo gli eventi più imprevedibili e coinvolgendo il lettore.
- viene scritto a Roma nel 1903, dopo la crisi che porta alla perdita del capitale investito nella solfara del padre e la conseguente malattia mentale della moglie
- viene prima pubblicato a puntate sulla rivista “Nuova antologia” tra l’aprile e il giugno 1904
- dopo qualche mese viene pubblicato in volume, composto da 18 capitoli
- famiglia = la famiglia in cui Mattia Pascal nasce è considerato un nido e un rifugio, mentre la vita con la moglie e la suocera è considerata una prigione soffocante che lo porta alla fuga e all’evasione
- sdoppiamento e crisi d’identità = Mattia Pascal si vede come un anti-eroe e un emarginato dalla vita ed è incapace di capire chi sia realmente e trovare se stesso, infatti egli afferma “Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal”
- forma-trappola in cui la vita imprigiona le persone = Mattia Pascal assume una nuova identità nella speranza di poter vivere una nuova vita e di poter diventare l’artefice del suo nuovo destino. Questa sarà un’illusione destinata al fallimento perché l’identità falsa di Adriano Meis non gli permette di vivere come vorrebbe e anche ritornare alla sua vecchia identità si rivela un fallimento che lo porta alla rassegnazione e alla consapevolezza di non avere alcuna identità ed essere il “fu Mattia Pascal”
- gioco d’azzardo = riveste il simbolo della casualità della vita in cui la ragione e la volontà umana non posso interagire
- crisi delle certezze = viene teorizzata nella scena dello “strappo nel cielo di carta di un teatrino” in cui Oreste (eroe del senso della responsabilità e dell’onore e legato alle sue certezze) rimane sconcertato davanti all’improvviso buco nel cielo che rappresenta la rottura delle sue convinzioni e diventa Amleto, ovvero l’eroe incapace di agire e di vendicare la morte del padre a causa dei dubbi
- lanterninosofia = viene esposta a Mattia Pascal da Anselmo Paleari. Gli uomini che vivono e non si vedono vivere hanno il privilegio di accorgersi di essere vivi, questo sentimento è come un lanternino colorato che portiamo con noi ma ha una luce debole che fa sembrare più minacciose le tenebre fuori dal cerchio delle sua luce. Gli uomini alimentano i lanternini attraverso ai lanternini delle fedi e delle ideologie e quando questi lanternini si spengono, si trovano a vagare nel buio senza nessun punto di riferimento. Solo quando anche i lanternini si spengono gli uomini verranno ricongiunti con il loro flusso vitale e con la loro unica certezza.
- narrazione in prima persona dal protagonista (focalizzazione interna) e fondata sulla soggettività -> viene superata la narrazione naturalistica che è impersonale e oggettiva -> porta il lettore a percepire gli eventi come imprevedibili;
- c’è un’alternanza tra i piani temporali del presente e del passato;
- il linguaggio assume caratteristiche teatrali per la presenza del monologo interiore, di interrogazioni, esclamazioni, riflessioni ed espressioni colloquiali -> si supera la concezione del romanzo tradizionale.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto in cui viene scritto "Il fu Mattia Pascal"?
- Come viene rappresentata la famiglia nel romanzo?
- Qual è il significato del gioco d'azzardo nel contesto della vita di Mattia Pascal?
- In che modo la narrazione di "Il fu Mattia Pascal" si distingue da quella tradizionale?
Il romanzo è scritto a Roma nel 1903, in un periodo di crisi personale per l'autore, segnato dalla perdita del capitale investito nella solfara del padre e dalla malattia mentale della moglie.
La famiglia di Mattia Pascal è vista come un rifugio, mentre la vita con la moglie e la suocera è descritta come una prigione soffocante, spingendolo alla fuga e all'evasione.
Il gioco d'azzardo simboleggia la casualità della vita, evidenziando come la ragione e la volontà umana non possano influenzare il destino, riflettendo la crisi delle certezze del protagonista.
La narrazione è in prima persona e soggettiva, superando il naturalismo impersonale, con un linguaggio teatrale che include monologhi interiori e riflessioni, rendendo gli eventi imprevedibili per il lettore.