Concetti Chiave

  • L'opera di Pirandello esplora il contrasto tra apparenza e realtà, evidenziando l'assurdità della condizione umana intrappolata nelle convenzioni sociali.
  • Il protagonista Mattia Pascal, dopo essere stato dichiarato morto, assume una nuova identità, ma si rende conto che questa è altrettanto priva di significato e di autenticità.
  • Mattia si sente un "forestiero della vita", incapace di identificarsi e di trovare un posto nel mondo a causa delle convenzioni sociali che lo escludono.
  • La narrativa soggettiva e inaffidabile del romanzo mette in luce la precarietà del reale e il contrasto tra realtà e apparenza, rendendo tutto relativo e instabile.
  • Pirandello teorizza il "Sentimento del Contrario", un'arte che cerca di rivelare la precarietà e le contraddizioni tra realtà e finzione, invitando a guardare oltre le verità apparenti.

Indice

  1. Contrasto tra apparenza e realtà
  2. Il fu Mattia Pascal
  3. Identità e convenzioni sociali
  4. Narrativa soggettiva e precarietà
  5. L'umorismo e il sentimento del contrario

Contrasto tra apparenza e realtà

L’opera di Pirandello esprime il contrasto tra apparenza e realtà, lo sfaccettarsi della verità, tante verità quanti sono quelli che presumono di possederla, l’assurdità della condizione dell’uomo fissato, pur nel divenire della vita, in una catalogazione che impastoia e soffoca la vita stessa. L’autore imbocca dall’inizio una strada dalla quale non si allontanerà, i suoi temi di fondo sono già presenti sin dal primo romanzo, L’Esclusa, nel 1901: la donna viene cacciata di casa dal marito perché ritenuta adultera quando non lo è, ma poi verrà riammessa quando l’adulterio l’ha realmente compiuto. Nel 1904 pubblica Il Fu Mattia Pascal. Mattia Pascal è il testimone di un’assurdità derivante sia dal caso che regna nelle vicende umane, sia dalle pastoie delle convenzioni sociali, che sono invece un prodotto della storia, della società.

Il fu Mattia Pascal

Mattia, dopo aver vinto al gioco una discreta somma, casualmente legge su un giornale della sua morte, frutto di un errato riconoscimento di cadavere da parte della moglie. Pensa di cominciare una nuova vita, libera e autentica, assume l’identità di Adriano Meis, si trasferisce a Roma in una pensione. Viaggia per l’Europa, ma poi comincia a percepire un senso di straniamento, perché la trama della vita, i rapporti con gli altri, la simpatia per una ragazza, il desiderio di una casa…, lo riprende ed egli non può aderire alla vita perché privo di identità personale, privo della forma (documenti, stato anagrafico). La nuova identità è una costruzione fittizia peggiore della prima. “Ero già stanco di quell’andare girovagando sempre solo e muto. Istintivamente cominciavo a sentire il bisogno di un po' di compagnia. Me ne accorsi in una triste giornata di novembre, a Milano, tornato dal mio giretto in Europa.

Identità e convenzioni sociali

” Non gli resta che inscenare il suicidio di Adriano e tornare nella sua prima forma, ma non sarà possibile in quanto la moglie si è sposata ed ha un bambino, quindi sperimenta ancora la posizione del rifiuto, dell’esclusione: non può che essere il fu Mattia Pascal e recarsi di tanto in tanto a visitare la sua tomba. Mattia Pascal vorrebbe trovare una spiegazione della sua vicenda, ma amaramente deve concludere che “è impossibile voler estrarre la logica dal caso, come dire il sangue dalle pietre”. È un personaggio disgregato, sempre in atto di “vedersi vivere”, come riflesso allo specchio. La vita gli pare “senza costrutto e senza scopo”. Deve constatare che le apparenze, le convenzioni sociali sono vincolanti, deve ammettere che “fuori dalla legge e fuori da quelle particolarità liete o tristi che siano, per cui noi siamo noi, non è possibile vivere.” Si definisce un “forestiere della vita”, dichiara “Io non saprei proprio dire chi io mi sia” “Io sono il fu Mattia Pascal.”

Narrativa soggettiva e precarietà

Il romanzo è raccontato dal protagonista stesso in forma retrospettiva, è un memoriale che si affida all’io narrato, al personaggio mentre vive i fatti. Il punto di vista è soggettivo e inaffidabile, l’esperienza è presentata nel suo farsi magmatico, nel suo fluire. Questa scelta stilistica della rinuncia ad un narratore esterno o ad un narratore interno consapevole sottolinea il senso della precarietà del reale; vedere i fatti come li vede l’io che li vive dà il senso del contrasto tra realtà e apparenza, della completa relatività del tutto. Nell’opera pirandelliana inutilmente l’uomo cercherà di realizzare pienamente se stesso, sbatterà contro il carcere delle convenzioni, inutilmente cercherà il dialogo e la comprensione degli altri, chiusi a loro volta nel loro carcere. La vita associata si dissolve in un pulviscolo di atomi, di monadi impenetrabili; le verità diventano apparenza, costruzioni fittizie e convenzionali.

L'umorismo e il sentimento del contrario

Nel 1908 Pirandello pubblica il saggio su L’Umorismo dove teorizza un’arte che si basi su Il Sentimento del Contrario: l’artista, sotto le verità conclamate quali realtà cerca la sostanziale precarietà, le contraddizioni tra realtà e finzione.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il tema centrale dell'opera di Pirandello riguardo alla verità?
  2. L'opera di Pirandello esplora il contrasto tra apparenza e realtà, evidenziando che esistono tante verità quanti sono coloro che le possiedono, e sottolineando l'assurdità della condizione umana intrappolata nelle convenzioni sociali (testo).

  3. Come si sviluppa la vicenda di Mattia Pascal nel romanzo?
  4. Mattia Pascal, dopo aver vinto al gioco e scoperto la sua presunta morte, assume una nuova identità, quella di Adriano Meis, ma si sente sempre più estraniato e privo di una vera identità, fino a dover tornare alla sua vita precedente, ora impossibile (testo).

  5. Qual è la percezione di Mattia Pascal riguardo alla sua esistenza?
  6. Mattia si sente un "forestiero della vita", incapace di definire chi sia realmente, e conclude che la vita è priva di scopo e costrutto, intrappolato nelle convenzioni sociali che lo escludono (testo).

  7. In che modo la narrativa soggettiva influisce sulla comprensione della realtà nel romanzo?
  8. La scelta di una narrativa soggettiva e inaffidabile riflette la precarietà del reale, mostrando come l'esperienza vissuta dall'io narrante metta in evidenza il contrasto tra realtà e apparenza (testo).

  9. Qual è il concetto di umorismo secondo Pirandello?
  10. Nel suo saggio su L’Umorismo, Pirandello teorizza un'arte che si basa sul "Sentimento del Contrario", cercando di rivelare la precarietà e le contraddizioni tra realtà e finzione, andando oltre le verità apparenti (testo).

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