Concetti Chiave
- I sotterranei del convento dei Cappuccini a Palermo ospitavano, fino al 1881, le salme mummificate dei cittadini illustri, conservate nelle loro vesti e identificabili.
- La descrizione dei corpi mummificati evidenzia l'abilità degli artigiani, che riuscirono a mantenere le sembianze originali anche dopo molti anni dalla morte.
- Il testo riflette su come il passare del tempo e la morte siano inevitabili, paragonando le vite umane al cadere delle foglie in autunno.
- Durante la visita ai sotterranei, i visitatori riscoprono legami affettivi con i defunti, evocando memorie di dolori e gioie condivisi nel passato.
- La morte è descritta come un'entità che ha fallito, poiché le mummie sfidano il tempo, mantenendo la loro presenza e creando un legame tra vita e morte.
Descrizione dei sotterranei del convento
Il brano è tratto da un’epistola a Ugo Foscolo ed il titolo ha un evidente richiamo al Dei Sepolcri del Foscolo stesso In esso sono descritti i vasti sotterranei del convento palermitano dei Cappuccini in cui, fino al 1881, furono appese lungo le pareti le salme mummificate dei cittadini più in vista, ancora avvolte nelle loro vesti con tutti i dati necessari per la loro identificazione. Il brano è significativo per il gusto dell’epoca: gusto del lugubre e del sepolcrale
Testo
…Ma cosa forse più ammiranda e forte
colà m’apparve: spazïose, oscure
stanze sotterra, ove in lor nicchie, come
simulacri diritti, intorno vanno
corpi d’anima vôti, e con que’ panni
tuttora, in cui l’aura spirar fur visti.
Sovra i muscoli morti e su la pelle
così l’arte sudò, così caccionne
fuori ogni umor, che le sembianze antiche,
non che le carni loro, serbano i volti
dopo cent’anni e più: Morte li guarda,
E in tema par d’aver fallito i colpi.
Quando il cader dell’autunnali foglie
ci avvisa ogni anno, che non meno spesse
le umane vite cadono, e ci manda
su gli estinti a versar lagrime pie,
discende allor ne’ sotterranei chiostri
lo stuol devoto: pendono dall’alto
lampadi con più faci; al corpo amato
ciascun si volge, e su gli aspetti smunti
cerca, e trova ciascun le note forme;
figlio, amico, fratel trova il fratello,
l’amico, il padre: delle faci il lume
così que’ volti tremolo percuote,
che, della Parca immemori, agitarsi
sembran talor le irrigidite fibre.
quante memorie di dolor comuni,
di comuni piacer! Quanto negli anni
che si ratti passâr, viver novello!
intanto un sospirar s’alza, un confuso
singhiozzar lungo, un lamentar non basso,
che per le arcate ed eccheggianti sale
si sparge, e a cui par che que’ corpi freddi
rispondano: I due Mondi un picciol varco
divide, e unite e in amistà congiunte
non fur la vita mai tanto e la morte…
Ma la cosa più ammirevole ed impressionante rispetto a quanto ho prime descritto e quanto mi apparve in questo luogo [Precedentemente, Pindemonte aveva visitato in Sicilia l’Etna, i templi di Agrigento e le antichità di Siracusa. Ora si trova nelle catacombe del Convento dei Cappuccini di Palermo]: locali sotto terra spaziosi con poca luce, in cui corpi senza anima se ne stanno dritti nelle loro nicchie, vestiti nel modo in cui apparivano quando erano in vita. [Il poeta adopera l’espressione “intorno vanno” come se i cadaveri si muovessero con il visitatore lungo le gallerie sotterranee]
L'arte della mummificazione
Sopra i muscoli ormai senza vita e sulla pelle si nota l’abilità dei mummificatori che ne tirarono fuori ogni sostanza [operazione che avveniva in apposite stanze dette escolatoi che ancora oggi possono essere visitati] in modo tale da permettere ai i volti e alle carni disseccate di conservare ancora le sembianze di un tempo anche se sono passati dalla morte 100 anni o più. La morte sta guardando quei cadaveri che le fanno credere di aver sbagliato il colpo.
Riflessioni sulla vita e la morte
Quando il cadere delle foglie autunnali ci avverte, ogni anno, che le vite umane cadono altrettanto numerose [l’immagine è senz’altro ripresa da Omero, nella traduzione di V. Monti] e nella ricorrenza dei defunti si è soliti visitare le tombe dei cari estinti, in quei sotterranei discende una folla di visitatori [forse parenti]; dalle volte pendono lampadari a più luci; ognuno si gira verso il corpo amato e sull’0aspetto ormai essiccato ed irrigiditi cerca le forme umane di quando il defunto era in vita: il figlio ritrova l’amico, il fratello trova il fratello, l’amico, il padre; la luce tremolante illumina quei volti che, immemori della morte [la parca] e le fibre irrigidite dal tempo sembrano a volte muoversi [il passaggio dei visitatori crea un lieve spostamento d’aria che porta i resti dei capelli o degli arti a muoversi perché legati al cadavere con dei sottilissimi fili]. Quanti ricordi di dolori in comune e quanti momenti felici passati insieme! Quale riandare e quasi rivivere degli anni trascorsi nel tempo passato che trascorse così rapidamente! Nel frattempo si alza un sospiro, un singhiozzare lungo, un lamento distinto che riecheggiando attraverso le volte si diffonde ovunque a cui sembra che i corpi freddi dei defunti rispondano; il mondo della morte e della vita sono divisi da un piccolo varco e la vita e la morte non furono mai così strettamente legate.
Domande da interrogazione
- Qual è l'aspetto più impressionante dei sotterranei del convento dei Cappuccini?
- Come avviene la mummificazione dei corpi?
- Qual è il significato del richiamo al cadere delle foglie autunnali?
- Come reagiscono i visitatori di fronte ai corpi mummificati?
- Qual è la riflessione finale sulla vita e la morte espressa nel brano?
L'aspetto più impressionante è la presenza di corpi mummificati, vestiti come in vita, che sembrano "intorno andare" con i visitatori, creando un'atmosfera di forte suggestione (testo).
La mummificazione avviene attraverso un'abilità artigianale che estrae ogni umore dai corpi, permettendo loro di conservare le sembianze antiche anche dopo cent'anni (testo).
Il cadere delle foglie simboleggia la caducità della vita umana, richiamando l'attenzione sulla ricorrenza dei defunti e sull'importanza della memoria (testo).
I visitatori si girano verso i corpi amati, cercando le forme familiari e rivivendo ricordi di dolori e gioie condivisi, creando un'atmosfera di commozione (testo).
La riflessione finale sottolinea che vita e morte sono strettamente connesse, divise solo da un piccolo varco, evidenziando l'intreccio tra i due mondi (testo).