Concetti Chiave
- Petrarca, nato nel 1304 ad Arezzo, si trasferisce ad Avignone, dove diventa un intellettuale di corte, raccogliendo influenze culturali da vari luoghi.
- È considerato un precursore dell'umanesimo, che studia i classici in modo approfondito, creando un vocabolario selettivo e armonioso nelle sue opere.
- Il Canzoniere, la sua opera più importante, è una raccolta di 366 poesie dedicate a Laura, simbolo di un amore inappagato e tormentato.
- Nella poesia "O cameretta", Petrarca esprime il dolore per l'amore infelice, evidenziando il rovesciamento del suo rifugio intimo da alleato a nemico.
- Nel sonetto "Solo et pensoso", il poeta cerca un luogo isolato per meditare, ma si rende conto che l'amore lo accompagna ovunque, rendendo impossibile la fuga dalla sofferenza.
Indice
La vita e l'opera di Petrarca
Petrarca nasce nel 1304 ad Arezzo, ma qualche anno dopo, con la sua famiglia, si trasferisce ad Avignone, dove c’era la nuova sede papale. Si pensa fosse un autore cosmopolita perché girava molto e viveva in tanti luoghi raccogliendo anche pezzi delle varie culture. Petrarca era un intellettuale di corte: andava in giro per le corti dei signori d’Italia e si prestava a loro come consigliere e in cambio aveva accesso alle biblioteche. A quel tempo era molto difficile avere accesso ai libri. Sfrutta anche la ricchezza dei signori per farsi mantenere. Egli fu un anticipatore della nuova figura intellettuale, nonché precursore dell’umanesimo. È un autore che si appoggia ai classici attraverso uno studio approfondito. Studia i classici, li riscopre e li conosce attraverso lo studio diretto e filologico, base della rivoluzione dell’umanesimo. Aveva una grande cultura, ma era in continua ricerca di autori e questo lo porta a essere un intellettuale inquieto. Quest’ansia e questo desiderio di conoscere, è una caratteristica tipica dell’intellettuale moderno. Va in cerca di autori anche al di fuori del medioevo e cerca di ritornare al passato per ricrearlo. Petrarca scrive principalmente in latino, perché secondo lui era la lingua più importante e che non avrebbe cessato di esistere e di essere usata. Scrive anche opere in volgare, ma a cui non da molta importanza perché lo riteneva una lingua meno importante. Conosce anche il greco antico. Essendo un intellettuale vorace, comincia a scrivere tantissime opere, ma ne porta a termine pochissime perché progettava opere molto complesse. A differenza di Dante, Petrarca fa una selezione del lessico estremamente rigorosa ed esclude tutti gli elementi quotidiani non letterari. Crea un vocabolario ristretto, ma composto da parole facenti parte di un unico registro linguistico. Questa caratteristica è chiamata monolinguismo. Petrarca fa una selezione della lingua anche dal punto di vista musicale e sonoro. In qualche modo cerca di creare un suono estremamente armonioso e di creare della musica attraverso le sue opere. Le sue opere più importanti sono i Trionfi, poema allegorico scritto in volgare, e il Canzoniere.
Il Canzoniere e l'amore per Laura
Il Canzoniere è l’opera più importante scritta da Francesco Petrarca in volgare di cui il vero nome però è in realtà ’Rerum Vulgarium Fragmenta’ (frammenti di cose in volgare). Esso è formato da 366 poesie, di cui 317 sonetti e 49 di altre forme. È una raccolta di poesie in volgare per Laura, una donna incontrata il venerdì santo ad Avignone nel 1327. Laura diventa un simbolo per il poeta.
L’opera è divisa in due parti:
- poesie scritte in vita di Laura;
- poesie scritte in morte di Laura.
La sofferenza dell'amore in Petrarca
Quello per Laura, è un amore inappagato e tormentato. Non trova un equilibrio spirituale verso l’amore. Petrarca prova vergogna per un amore così e cerca di purificarsi, ma non trova un approdo sereno e l’opera si conclude con una preghiera alla Vergine in cui prega la Madonna di trovare la pace interiore e liberarlo dal dolore. Il nome Laura però era simbolico perché significava ‘alloro’ che era il simbolo della poesia.
La poesia "O cameretta" e il dolore
Nella poesia O cameretta che già fosti un porto Petrarca si rivolge direttamente alla sua stanza rimpiangendo il tempo in cui era un rifugio di consolazione per la sofferenza: ora invece quando la notte si ritira a letto il poeta soffre ancora di più e non riesce a trattenere le lacrime che di giorno nasconde per la vergogna. La causa è l’amore infelice per Laura: sono le mani della donna che, metaforicamente, versano abbondanti lacrime sul letto del poeta (di che dogliose urne ti bagna Amor, con quelle mani eburne).Così come la camera del poeta gli era alleata e ora è nemica, anche il pensiero subisce lo stesso rovesciamento: talvolta ha permesso al poeta di realizzare grandi opere, ma ora gli è nemico perché lo porta a concentrarsi su Laura e quindi a soffrire.
Negli ultimi due versi viene rovesciato anche l’ideale classico dell’intellettuale come uomo solitario, che ha bisogno di stare isolato rispetto al popolo per non avere distrazioni e raccogliersi a riflettere e scrivere. Ora Petrarca, al contrario, ricerca la compagnia del popolo proprio per distrarsi dal dolore e non pensare. In questo sonetto quindi Petrarca ribalta l’idea di solitudine che aveva espresso nel celebre Solo et pensoso i più deserti campi.
Il sonetto "Solo et pensoso"
In questa poesia il poeta mostra la sofferenza che prova verso l’amore. Non vuole farsi vedere dalle altre persone in quel modo e non vuole far vedere che sta male ed è innamorato. Cerca un punto dove non ci siano impronte umane per poter stare da solo e meditare. Non trova altro modo per ’difendersi’. È talmente evidente quello che ha dentro che anche la natura riesce a leggergli nell'animo: è nascosto o cerca di nascondersi dagli altri. Alla fine il poeta dice che non riesce a trovare un luogo in cui possa stare da solo perché con lui c’è sempre l’amore.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del nome "Laura" nell'opera di Petrarca?
- Come si distingue la scrittura di Petrarca da quella di Dante?
- Qual è la struttura del "Canzoniere" di Petrarca?
- Qual è il tema centrale della poesia "O cameretta"?
- Come si manifesta la solitudine nel sonetto "Solo et pensoso"?
Il nome "Laura" è simbolico e significa 'alloro', che rappresenta la poesia, diventando così un simbolo centrale per il poeta nel suo amore inappagato (testo).
A differenza di Dante, Petrarca utilizza un lessico rigoroso, escludendo elementi quotidiani non letterari e creando un vocabolario ristretto, caratterizzato dal monolinguismo (testo).
Il "Canzoniere", o "Rerum Vulgarium Fragmenta", è composto da 366 poesie, suddivise in due parti: poesie scritte in vita di Laura e poesie scritte in morte di Laura (testo).
Nella poesia "O cameretta", Petrarca esprime il suo dolore per l'amore infelice per Laura, descrivendo la sua stanza come un tempo rifugio di consolazione, ora diventata nemica (testo).
Nel sonetto "Solo et pensoso", Petrarca riflette sulla sua sofferenza amorosa, cercando un luogo isolato per meditare, ma si rende conto che l'amore lo accompagna sempre, rendendo impossibile la vera solitudine (testo).