Concetti Chiave
- Il pesco è originario della Cina e si coltiva in tutte le regioni italiane, ma è sensibile ai climi freddi e alle brinate primaverili.
- Le pesche sono grosse drupe con polpa succulenta e zuccherina, maturano in estate e possono essere consumate fresche o utilizzate per marmellate.
- Esistono diverse varietà di pesco, alcune a frutti precoci e altre a frutti tardivi, e richiedono potatura per una buona coltivazione.
- L'albicocco, anch'esso originario della Cina, è un alberetto che produce frutti dolci e succosi, consumabili freschi o per succhi e marmellate.
- In Italia, la produzione annua è di oltre 500 mila quintali di pesche e 350 mila quintali di albicocche, con una parte significativa di albicocche esportata.
Qual è l'origine e la coltivazione del pesco?
II pesco è una pianta probabilmente importata dalla Cina. In Italia è coltivata in tutte le regioni; non si adatta però ai climi freddi perché teme gli sbalzi di temperatura, le brinate primaverili e i venti.
È un albero di modeste dimensioni: raggiunge l'altezza media di 3-4 metri. Fiorisce all'inizio della primavera. Le foglie (che compaiono
dopo la caduta dei petali) hanno forma lanceolata, e se vengono stropicciate, emettono un odore caratteristico. I fiori presentano 5 petali di un bel colore rosa-porporino con magnifiche sfumature. I frutti, cioè le pesche, sono grosse drupe quasi sferiche con un solco longitudinale. Maturano durante l'estate (giugno-settembre), hanno le polpa succulenta, profumata e ricca di zuccheri.
Si conoscono numerose varietà di pesco: al¬cune sono a frutti precoci, altre invece a frutti tardivi. Il pesco ha bisogno di essere curato con la potatura; è una pianta soggetta a non poche malattie.
Utilità e produzione del pesco
È molto utile all'uomo perché produce frutti squisiti che si possono consumare freschi oppure destinare alla preparazione di marmellata e di composta, cioè conserva di frutta (la mandorla della pesca non è commestibile, perché velenosa). L'Italia ha una produzione annua di oltre 500 mila quintali.
L'albicocco è originario della Cina, dove era già coltivato circa duemila anni a. C. Dalla Ci¬na giunse in Armenia e poi si diffuse in tutti i Paesi del Mediterraneo.
Caratteristiche e coltivazione dell'albicocco
È un alberetto alto in media 34 metri. Il suo fusto è molto ramificato. Le foglie (che compaiono dopo i fiori) sono ovate, dentate, lucide. I fiori, quasi privi di peduncolo, hanno le caratteristiche (sepali, petali, stami, pistillo) di quelli del ciliegio, del mandorlo, ecc., cioè delle rosacee; sbocciano ai primi tepori primaverili. Il frutto (l'albicocca) è una drupa rotondeggiante, di varia grossezza, con polpa che a maturazione assume un bel colore arancione e un sapore squisito. Le albicocche si possono consumare fresche o impiegare per la preparazione di succhi e marmellate.
In Italia la coltivazione di questo albero da frutta è diffusa specialmente nel Napoletano, Puglie, Trentino-Alto Adige, Liguria, Toscana. Sicilia. Vi si coltivano varietà precoci, comuni e tardive.
La nostra produzione annua di albicocche si aggira sui 350 mila quintali. Di essa una buona parte viene esportata.
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine del pesco e quali sono le sue caratteristiche principali?
- Quali sono le principali utilità del pesco per l'uomo?
- Dove è diffusa la coltivazione dell'albicocco in Italia e quali sono le sue caratteristiche?
Il pesco è probabilmente originario della Cina e in Italia è coltivato in tutte le regioni, ma non si adatta ai climi freddi. È un albero di modeste dimensioni, alto 3-4 metri, che fiorisce in primavera e produce frutti succulenti e dolci durante l'estate.
Il pesco è molto utile perché produce frutti squisiti, consumabili freschi o utilizzabili per marmellate e conserve. L'Italia ha una produzione annua di oltre 500 mila quintali di pesche.
L'albicocco, originario della Cina, è coltivato in Italia soprattutto nel Napoletano, Puglia, Trentino-Alto Adige, Liguria, Toscana e Sicilia. È un alberetto di 3-4 metri, con fiori che sbocciano in primavera e frutti rotondeggianti di colore arancione, utilizzabili freschi o per succhi e marmellate. La produzione annua si aggira sui 350 mila quintali.