Concetti Chiave
- Le prime persecuzioni dei cristiani iniziarono a Gerusalemme, dove le autorità ebraiche perseguitarono i primi predicatori come Paolo, Stefano, Giacomo e Pietro.
- Con Nerone nel 64 d.C., le persecuzioni dei cristiani nell'Impero Romano si intensificarono, culminando nella creazione di un nemico comune e nella condanna a morte di figure chiave come Pietro e Paolo.
- Durante il III secolo, le persecuzioni divennero sistematiche sotto imperatori come Decio e Diocleziano, portando a leggi repressive e all'espulsione dei cristiani dalla vita pubblica.
- Il IV secolo vide conflitti interni tra diverse correnti cristiane, come l'Arianesimo e il protestantesimo, che sfociarono in persecuzioni reciproche e eventi storici significativi come la strage di Bartolomeo.
- Le persecuzioni moderne, incluse quelle in Giappone, durante la Rivoluzione Francese, in Messico e sotto il nazismo, evidenziano le violenze contro i cristiani e la loro lotta per la libertà religiosa.
In questo appunto di Religione si tratta delle persecuzioni dei cristiani dalle origini con Nerone, fino ai giorni nostri con il nazifascismo. Focus sulla storia e il contesto sociale di ogni persecuzione.
Persecuzione dei Cristiani
Prima di parlare della storia romana del 64, si deve far riferimento ai primi, se non vere e proprie persecuzioni, impedimenti della professione del cattolicesimo. In particolare ciò avvenne a Gerusalemme, come descritto nel Nuovo Testamento. Le autorità ebraiche che lì vivevano e lì da sempre praticavano l'ebraismo, vennero a conoscenza dei primi tentativi di predicazione cristiana e iniziarono le prime persecuzioni verso coloro che oggi sono gli Apostoli delle comunità cristiane: Paolo, Stefano, Giacomo e Pietro. Fu anche in quel periodo che iniziò per gli ebrei, a loro volta, un periodo che vide la sua massima difficoltà nell'Olocausto della seconda guerra mondiale. Iniziarono proprio a Gerusalemme le prime imposizioni, e i conseguenti isolamenti, religiosi.Nella storia romana, invece, la religione di stato svolgeva un compito importantissimo per la convivenza e la disposizione corretta degli ordini e dei doveri all'interno dello Stato. La religione, in poche parole, era considerata una delle espressioni ufficiali dell'impero, una sorta di prosecuzione di questo.
Detto questo, c'era una certa clemenza per razze, etnie, religioni differenti, poiché era la quotidianità, questo fino al 303. A patto che queste, ovviamente, non subentrassero a scombussolare l'equilibrio politico interno. Nel 64 con Nerone a capo dell'impero romano, avvenne il famoso incendio. Quando le autorità iniziarono a fare chiarezza sull'accaduto, Nerone diede, o almeno provò, tutta la colpa alle comunità cristiane. Stava avvenendo ciò che viene, ancora oggi, definito: la creazione di un nemico comune. I cristiani erano già da tempo esclusi dalla società e Nerone, consapevole di ciò, non fece altro che aumentarne i sospetti. Pietro e Paolo persero la vita proprio in questa occasione: accusati di empietà e sacrilegi e di aver cercato di distruggere gran parte della città di Roma.
Due secoli dopo, le persecuzioni continuano, ma sempre più presente è la religione cristiana: in moltissimi ormai si rifiutavano di effettuare sacrifici in onore della religione di stato, il paganesimo, e altrettanti ammettevano di non credere nella presenza di più di un dio. Inoltre la Chiesa e la sua struttura gerarchica ben organizzata minacciava la già presente instabilità politica e sociale dell'Impero, il cui esercito, per altro, era già in fase avanzata di anarchia.
La religione cristiana era ritenuta, come si legge in numerose testimonianze degli imperatori che si susseguirono, come una forma di credenza magica e i cristiani erano definiti quasi come degli atei che credevano in un solo dio.
Molti erano i motivi su cui si facevano forza i pagani per giustificare le loro imprese di persecuzioni:
- I cristiani non avevano immagini di culto
- I cristiani non avevano templi o altari dove sacrificare in onore del loro dio
- I cristiani si rifiutavano di combattere nell'esercito romano
- I cristiani non partecipavano alla vita pubblica
- I cristiani non partecipavano a scene teatrali, spettacoli, giochi circensi o bagni pubblici
La vera "grande persecuzione" iniziò però nel 303 con Diocleziano al potere: l'ultima ma la più grave. Essa vide non solo violenza ma vere e proprie emanazioni di leggi per impedire i diritti legali ai cristiani ordinando, inoltre, che venissero fatti dei sacrifici da parte dei cristiani, in onore degli dei dell'impero romano pagano, pena l'esecuzione. Vennero poi espulsi dall'esercito, dal governo e infine dalla vita sociale in generale.
Persecuzioni tra cristiani
Nel IV secolo ormai il cristianesimo inizia ad avere molte filosofie e ideologie differenti al suo interno. Come quella dell'Arianesimo: non c'era la negazione della trinità ma si reputava Dio come un'entità unica, immodificabile, indivisibile e ingenerata, dunque il figlio di Dio era partecipe della natura di Dio ma di un'entità inferiore e non paragonabile.C'era poi il protestantesimo, che vide le maggiori persecuzioni sia verso i cristiani cattolici sia contro i cristiani cattolici: la strage di Bartolomeo, la persecuzione tra Irlandesi e Inglesi, la repressione dei puritani in Inghilterra che portò i padri pellegrini a esiliarsi in America dove crearono le prime colonie degli Stati Uniti d'America.

Le persecuzioni moderne
Quando si parla di persecuzioni non si può non far riferimento anche a quelle moderne, cioè avvenute in epoca moderna e durate fino almeno alla seconda guerra mondiale.Stiamo parlando di diverse nazioni come protagoniste di queste violenze: Messico, Giappone, Francia, Germania...
In Giappone nel XVII secolo i cristiani vennero crocifissi in pubblico: 40.000 persone uccise per la ribellione che ne scaturì. Qui più che parlare di persecuzione ai fini dell'equilibrio dell'impero si parla di persecuzione ai fini di impedire l'influenza straniera dentro le mura del potere.
In Francia invece avvenne durante la Rivoluzione Francese: in questo caso le persecuzioni miravano all'abbattimento in generale dei principi dell'Ancien Regime, il dio non era nessuno se non la ragione (per questo vennero anche sostituiti i nomi dei Santi e i giorni del calendario che riportavano alla tradizione cristiana e del vecchio ordinamento). Molti furono i preti ghigliottinati che non si consideravano figli dello Stato e della Repubblica ma solo della Chiesa cristiana. Tutto ciò veniva compiuto dall'esercito rivoluzionario francese.
In Messico nel XIX secolo si affermò una classe politica anticlericale e massonica che aveva come obiettivo eliminare ogni tradizione del paese. In contrasto si creò la Cristiada: 50.000 uomini armati cristiani contro chi limitava la libertà religiosa.
Infine c'è ovviamente da citare la più grande repressione storica e persecuzione razziale oggi conosciuta: Il nazismo. Famose le persecuzioni contro coloro che avevano il "sangue semitico" ovvero ebrei che venivano considerati colpevoli non solo della morte di Dio ma del loro aspetto esteriore e interiore, anatomicamente parlando. La Chiesa romana in questo, già agli albori, aveva sottolineato la sua totale distanza dalle ideologie tedesche di divinizzazione della razza germanica su tutte le altre. Così, oltre al primo passo da fare, secondo il fuhrer Hitler, e cioè la "soluzione finale", anche la Chiesa e i cristiani comparsero nella lista delle "soluzioni da prendere", quindi l'eliminazione di quest'ultima a guerra conclusa. Sebbene ciò, come sappiamo, non avvenne, nel 1934 iniziarono le prime eliminazioni fisiche di tutti i membri della Chiesa cristiana che si definivano incompatibili e distanti dalle ideologie naziste: persecuzioni, arresti, deportazioni nei campi di concentramento, condanne a morte.
Per ulteriori approfondimenti sulle persecuzioni cristiane vedi anche qua
Domande da interrogazione
- Quali furono le prime forme di persecuzione dei cristiani a Gerusalemme?
- Come si manifestarono le persecuzioni durante il regno di Nerone?
- Quali furono le conseguenze delle persecuzioni avviate da Diocleziano nel 303?
- In che modo le persecuzioni moderne si differenziano da quelle storiche?
- Qual è il ruolo della Chiesa cristiana durante il nazismo?
Le prime persecuzioni dei cristiani a Gerusalemme furono avviate dalle autorità ebraiche che, venendo a conoscenza dei tentativi di predicazione cristiana, iniziarono a perseguitare figure chiave come Paolo, Stefano, Giacomo e Pietro.
Durante il regno di Nerone, dopo il grande incendio di Roma del 64 d.C., i cristiani furono accusati ingiustamente e divennero un nemico comune, portando all'esecuzione di Pietro e Paolo per empietà e sacrilegio.
Le persecuzioni di Diocleziano furono le più gravi, con leggi che negavano i diritti legali ai cristiani e obbligavano a sacrifici agli dei pagani, portando all'espulsione dei cristiani da esercito, governo e vita sociale.
Le persecuzioni moderne, come quelle in Giappone, Francia e Messico, si concentrarono su motivazioni politiche e sociali, come il rifiuto dell'influenza straniera o l'abbattimento dell'Ancien Régime, a differenza delle persecuzioni storiche che erano più legate a questioni religiose.
Durante il nazismo, la Chiesa cristiana si distaccò dalle ideologie razziste, ma molti membri furono perseguitati, arrestati e deportati nei campi di concentramento, poiché considerati incompatibili con le ideologie naziste.