Concetti Chiave
- I contratti risolti per atteggiamento concludente si differenziano da quelli che richiedono una forma specifica, poiché la loro risoluzione non è vincolata a modalità formali.
- La donazione è un esempio di contratto formale, che deve essere effettuata per atto pubblico per essere valida, secondo l'articolo 782.
- I contratti, una volta conclusi, producono effetti reali, come il trasferimento di proprietà, o effetti obbligatori, che generano rapporti di obbligazione.
- I contratti possono essere classificati come consensuali o reali, con effetti reali legati al trasferimento della proprietà, come nel caso della compravendita.
- Tutti i contratti che non comportano il trasferimento di proprietà generano effetti obbligatori, come nel comodato, che non trasferisce la proprietà del bene.
Contratti risolti per atteggiamento concludente
I contratti risolti per atteggiamento concludente si distinguono dai cosiddetti contratti che si devono concludere attraverso una certa forma: affinché essi siano risolti non è sufficiente l’accettazione, la quale deve essere sempre affiancata dall’adempimento secondo modalità formali (tipiche).
Esempi di contratti formali
Per taluni contratti è inoltre richiesto un consenso formale. Ne è un esempio la donazione, contratto formale; l’art. 782 prevede che «la donazione deve essere fatta per atto pubblico, sotto pena di nullità
è sufficiente la forma scritta, la quale deve essere affiancata dall’emissione di un atto pubblico». L’art. 783, ancora, prevede che le donazioni di modico valore sono rese valide mediante l’atto della consegna.
Effetti dei contratti conclusi
L’art. 1372 prevede che il contratto, una volta concluso, produca effetti, i quali possono essere:
- reali, cioè legati al trasferimento della proprietà o di ogni altro diritto reale;
- obbligatori: essi non determinano il trasferimento della proprietà di un bene bensì il sorgere di un rapporto obbligatorio.
L’art. 1376 prevede che il trasferimento della proprietà o di un altro diritto reale si acquista per effetto del consenso manifestato dalle parti.
Tipologie di contratti e loro effetti
I contratti possono essere consensuali a effetti reali )ne è un esempio la compravendita) o reali a effetti reali (come il mutuo, il pegno o il deposito irregolare).
L’effetto reale non discende né dal consenso né dalla consegna, bensì da un’obbligazione: il trasferimento della proprietà costituisce l’oggetto di un’obbligazione che è stata assunta dal venditore.
Tutti i contratti che non trasferiscono la proprietà producono effetti obbligatori: un esempio è costituito dal comodato.
Domande da interrogazione
- Qual è la differenza tra contratti risolti per atteggiamento concludente e contratti formali?
- Quali sono gli effetti dei contratti una volta conclusi?
- Come si classificano i contratti in base ai loro effetti?
I contratti risolti per atteggiamento concludente non richiedono una forma specifica per la loro risoluzione, mentre i contratti formali, come la donazione, necessitano di un consenso espresso in forma scritta e atto pubblico, come previsto dagli articoli 782 e 783.
Gli effetti dei contratti conclusi possono essere reali, legati al trasferimento della proprietà o di diritti reali, oppure obbligatori, che danno origine a un rapporto obbligatorio senza trasferire la proprietà, come indicato nell'articolo 1372.
I contratti possono essere classificati in consensuali a effetti reali, come la compravendita, o reali a effetti reali, come il mutuo. I contratti che non trasferiscono la proprietà, come il comodato, producono effetti obbligatori.