Pedagogia sperimentale
Libri di riferimento
I libri di riferimento integrati con gli appunti sono:
- Progettare la ricerca empirica in educazione, C. Coggi, 2005.
- La ricerca sul campo dell'educazione: i metodi qualitativi, Bruno Mondadori, 1998/2006.
Materiale del corso: lezioni, slide e altro materiale disponibile su Moodle.
Esame
L'esame consiste nella media di tre esercitazioni, la media dei lavori del laboratorio e un questionario finale di 11 domande.
"È ricerca ogni azione che raccoglie dati per conoscere e descrivere un dato fenomeno."
Ricerca
Parlo di ricerca quando individuo un fenomeno, lo esploro e trovo un problema. Inizio a definire la domanda, formulo delle ipotesi in base alle informazioni, costruisco un piano di ricerca adeguato al caso, raccolgo ed analizzo i dati. A questo punto posso trasmettere i risultati della ricerca effettuata.
La ricerca è composta da:
- Un oggetto di ricerca, che deve essere individuabile.
- Le domande che utilizzo mi orientano la ricerca (cosa voglio sapere di questo problema?).
Domanda = cuore della ricerca. Gli obiettivi di ricerca, ovvero la finalità della ricerca, circoscrivono il campo. L’obiettivo e l’oggetto di ricerca compongono il piano di ricerca, la progettazione della mia ricerca, l’individuazione del problema, la formulazione della giusta domanda e la definizione degli obiettivi che si vogliono raggiungere.
Tipi di ricerca
Un tipo di ricerca è quella scientifica, caratterizzata da:
- Trasparenza delle procedure
- Possibilità di controllo
- Risultati validi
- Processi replicabili
Come può essere la ricerca:
- Empirica (si compone di ricerche qualitative e quantitative / ricerche osservative e con intervento / ricerche educative)
- Teoretico-argomentativa
- Storica
Competenze di ricerca
La ricerca serve per migliorare i metodi di insegnamento, è definita trasformativa: in continuo aggiornamento ed adattamento per mettere in pratica i metodi più adatti. Mi avvalgo della ricerca e devo essere in grado di fare ricerca evidenze.
Capacità di intervento nella ricerca
Come azioni: analisi (raccolgo dati su soggetti in cui intervengo), monitoraggio (osservo, controllo in corso d’opera), valutazione.
Come oggetto: individuo il contesto (soggetto/soggetti), organizzazione delle procedure (forme organizzative differenti per varie situazioni).
L’educatore è un professionista, ha le competenze per intervenire e progettare azioni funzionali alle situazioni, costruire/sviluppare le proprie conoscenze e capacità per avere una formazione continua.
Le competenze di ricerca dell'educatore
Capacità di analisi ed interpretazione di un fenomeno per la realizzazione dell’azione educativa. Un educatore deve saper individuare la centralità dei problemi (focus) deve avere capacità trasformative dei metodi, collaborazione con colleghi/equipe, saper affrontare i problemi nei loro contesti specifici e capacità valutativa, seguendo l’andamento degli interventi -> metodi multi e mixed.
Ricerca empirica
Basata sul metodo empirico: come lavoro sulla realtà, partendo dall’osservazione dei fenomeni. Nella ricerca empirica troviamo:
- La ricerca osservativa: studia il fenomeno senza influirne l’andamento naturale. Vengono presi in esame fenomeni impossibili da riprodurre (impossibile o immorale). Possono riguardare gruppi più o meno ampi, con differenti strumenti e livelli.
Le forme della ricerca osservativa:
- Osservazione sistematica
- Studio di caso
- Inchiesta (con analisi dell’intervista)
- Ricerca valutativa
- Ricerca etnografica: osservazione partecipante (antropologia), osservazioni a lunga durata, con complessa elaborazione dei dati.
La ricerca con intervento: a differenza della ricerca osservativa, in questo tipo di ricerca si analizzano i fenomeni per intervenire. Composta da:
- Esperimenti
- Semi-esperimenti
- Casi singoli
- Ricerca azione
Dall’altra parte nella ricerca empirica troviamo: ricerca qualitativa/quantitativa. L’osservazione sistematica serve per raccogliere più elementi possibili di quel dato fenomeno. Tutti i dati vengono rielaborati in una rete di senso.
Guardare con intensità e concertazione critica. Quindi l’osservazione è già in sé ricerca di qualcosa, quando si fa osservazione si segue un procedimento selettivo sulla base di un’ipotesi. Osservare è anche sapersi auto-osservare. Tutte le ricerche hanno come primo passaggio la ricerca osservativa; quindi, è un metodo singolo ma anche un metodo preliminare ad altri.
Classificazione dell'osservazione
Grado di partecipazione:
- Documentaria (livello più basso di partecipazione, molte info ottimizzando tempi e costi. Possono essere raccolti per mezzo di video/audio, sono indirette)
- Indipendente (raccolgo dati senza interferire nella situazione)
- Partecipante (partecipazione diretta dell’osservatore)
- Diretta: l’osservatore partecipa attivamente
- Indiretta: l’osservatore è presente ma non interviene (deve avvalersi di empatia/distacco equilibrio)
Ambiente:
- Naturalistico (l’evento viene osservato senza alcun intervento)
- In condizioni controllate: l’osservatore può controllare delle variabili ma non la variabile indipendente (quella che si ipotizza produca l’effetto osservato)
- In ambiente artificiale (si crea un setting strutturato)
Grado di strutturazione:
- Sistematica
- Con descrizione narrativa
Grado di strutturazione dell'osservazione
Condurre un'osservazione sistematica con alto grado di strutturazione: rivolgere l’attenzione al comportamento, registra le informazioni, opera in contemporanea con lo svolgimento dei fatti, coglie le dinamiche all’interno del contesto considerato. Sistematica perché: ha più obiettivi precisi definiti a priori, una definizione del campo di indagine (soggetti, ambiente, tempistiche), un sistema preventivo pianificato di raccolta dati (strumenti), un sistema pianificato di classificazione delle informazioni e l’analisi e l’interpretazione dei dati attraverso l’applicazione di tecniche statistiche o di analisi del contenuto.
Le tappe preliminari all’osservazione sono determinanti.
- Pertinenza: dell’oggetto/fenomeno sotto osservazione rispetto all’obiettivo di ricerca.
- Validità: dei dati rappresentativi dell’oggetto/fenomeno in osservazione.
- Affidabilità: delle fonti utilizzate per la ricerca.
- Trasferibilità: dei risultati ottenuti a seguito di un’osservazione sistematica. Sono raccolte di dati pre-stabiliti, prevedibili e generalizzabili in altri contesti (in grande scala) si utilizza la tecnica della “taratura” ovvero si delinea in modo preciso il campo di studio.
Strumenti dell’osservazione strutturata
- Videoregistrazioni
- Strumenti strutturati: Check-list/ griglie di controllo: liste promemoria, dove si elencano comportamenti per rilevare in modo ordinato la presenza-assenza e frequenza (ad esempio da 1 a 10) di un determinato comportamento in un intervallo di tempo stabilito (dai 15 minuti ad un max di 2 ore). La checklist prevede momenti di osservazione, seguiti da registrazione e catalogazione dei dati raccolti. Questo strumento è usato prevalentemente in setting naturali. Sono dette anche griglie di controllo perché possono prevedere una lista di comportamenti che avverranno.
Sistemi di codifica
- Sistemi di segni: liste di comportamenti che possono verificarsi, usata nella fase esplorativa dell’osservazione. Può essere necessario modificare la lista poiché sono sorti nuovi comportamenti non previsti inizialmente. Consente di rilevare presenza, frequenza e durata di un limitato numero di comportamenti.
- Sistemi di categorie: comportamenti divisi in unità di analisi (quello che delimito per studiarlo) per registrare presenza/assenza e frequenza, chiedendo sempre una codifica, si differenziano dalle checklist poiché prevedono un successivo approfondimento delle annotazioni prese al momento. Sono più numerose le categorie rispetto ai sistemi di segni.
- Sistemi di codifica integrativi: prevedono la rivelazione dell’interazione tra più persone attraverso la codifica di comportamenti in unità di analisi a cui viene attribuito un codice. (Me lo creo in autonomia in base a cosa ho bisogno). Possono essere precedute da un’osservazione a basso grado con checklist.
Griglia di osservazione
Osservo un singolo nel contesto, prevede dei comportamenti bersaglio per focalizzare l’osservazione prestabiliti. La dimensione delle categorie è variabile (analitica o globale) e la scelta delle categorie dipende dall’obiettivo dell’osservazione (solitamente usata la dimensione analitica). Una griglia deve prevedere la codifica di tutte le dimensioni per poterle rilevare rispetto ad un determinato fenomeno o situazione. Viene utilizzata sia per codificare materiale osservativo registrato in precedenza sia per annotare comportamenti nel momento della loro messa in atto in contemporanea. (Può essere a basso o alto grado di osservazione).
Scale di valutazione
Rilevano la frequenza o l’intensità di un fenomeno, va oltre la presenza/assenza (delle checklist) e comprendono il livello di valutazione associato. Utilizzano una scala di valutazione per stimare intensità e frequenza.