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Lezione 00001

Il secolo trascorso e i maestri dell'educazione

Il secolo trascorso è stato caratterizzato fin dai primi anni da illustri maestri dell'educazione. In questo modo, se ne prenda in considerazione uno, determinandone, in né più né meno di sette righe, l'apporto offerto all'epistemologia pedagogica. Il metodo educativo delle sorelle Agazzi, assieme al metodo montessoriano, inaugura l'era dell'attivismo italiano: al centro dell'apprendimento c'è l'esperienza e il bambino diventa attore del processo formativo.

Il metodo intuitivo diviene il percorso principale dell'apprendimento e identifica l'insegnamento come un metodo per favorire le esperienze, in cui i bambini apprendono direttamente e spontaneamente con il loro fare e osservare, crescendo in un ambiente familiare, semplice, che stimoli la sua creatività, e mantengono un continuo dialogo con l'adulto. I principi cardine sono quelli dell'ordine, dell'igiene personale e del rigore, attraverso i quali è possibile esercitare la libertà senza traumi, obblighi e affanni. Il colloquio, il gioco, l'ascolto, il fare e l'osservazione, sono indispensabili per un'educazione che abbia come fondamenti il rispetto reciproco e la collaborazione.

Macroargomenti del corso

Molti sono stati gli argomenti che sono stati affrontati all'interno del corso e tutti apparentemente di uguale importanza. Di certo, però, alcuni hanno colpito di più e risultati maggiormente interessanti. Tralasciando una possibile gerarchia, si rifletta, in né più né meno di sette righe, su uno di questi macroargomenti, determinando le motivazioni scientifiche che hanno determinato tale scelta.

Da principio le neuroscienze aprono una controversia di notevole importanza epistemologica nel discorso pedagogico ed educativo: esprimono l'importanza che il buon funzionamento cerebrale assume per la corretta maturazione del soggetto, per la sua acquisizione e sviluppo di funzioni cognitive, prassiche, percettive ecc. La persona è vista come un ente poliedrico, in cui il gioco degli elementi culturali, psicologici, sociali e filosofici vengono armonizzati dalla componente biologica e fisiologica del cervello, la cui struttura biologica, specialmente il suo organigramma neuronale e connettivo, influisce in maniera determinante nell'apprendimento. I nostri comportamenti, infatti, sono originati dall'attività del cervello, che guida e indirizza le nostre scelte e le nostre azioni.

La conoscenza di come funziona il cervello, la possibilità di individuare la presenza di deficit, consente di improntare il percorso formativo in base alle necessità dell'individuo. La didattica e la pedagogia hanno trovato nelle neuroscienze un valido contributo per incrementare il loro grado di efficacia formativa, così da poter ottimizzare la comprensione del processo educativo.

Legittimazione epistemologica e operatività della pedagogia

A livello generale il corso è possibile distinguerlo in due macro-argomenti: il primo caratterizzato da una legittimazione epistemologica della pedagogia e l'altro dalla sua operatività. Si scelga un argomento dell'uno e dell'altro aspetto ed in maniera sintetica, cioè in né più né meno di sette righe, si rifletta sulla relazione che intercorre tra gli argomenti scelti.

La pedagogia può essere considerata tra le scienze naturali di quella metafora piagetiana che la colloca all'interno del "circle de sciences", in cui ogni disciplina è portatrice di una dignità scientifica. Bisogna codificare le informazioni derivanti da una vigilanza epistemologica, dove ogni soggetto è in grado di tradurre i dati sociali in cambiamenti significativi. Comte e Durkheim definiscono la pedagogia come "la scienza dell'educazione", in cui si medita sull'educazione e sulla valenza sociale.

Solitamente ogni azione educativa e formativa avviene per mezzo di una relazione gruppale, espressione delle più alte dinamiche di socializzazione, nella quale sono richiesti partecipazione, confronto, cooperazione. È nel gruppo che l'individuo si forma e si sviluppa, attraverso il perseguimento di un obiettivo comune, e tende verso una relativa coesione delle manifestazioni sociali.

Valorizzazione delle potenzialità umane

L'educazione è sempre più una urgenza sociale planetaria. Si rifletta, in né più né meno di sette righe, sul valore che oggi assume lo sviluppo delle potenzialità che ognuno di noi custodisce e della necessità di una costante valorizzazione dell'essere umano.

La società odierna è, come afferma Bauman, "liquida". Ai nostri giorni ogni aspetto della vita può venir rimodellato artificialmente; nulla ha contorni nitidi, definiti e fissati e ciò non può che influire sulle relazioni umane, divenute ormai precarie in quanto non ci si vuole sentire ingabbiati. Partendo da tale affermazione la situazione educativa è influenzata dall'instabilità e dal divenire sempre più frenetico e incontrollato.

L'ambiente sicuramente è capace di esperienza, ma da solo non può essere capace di educare. Affinché l'esperienza educativa si compia, è necessario che l'ambiente venga vissuto con criterio, opera dell'educazione. Occorre sempre più che "l'agire educativo" sia guidato da una continua e infinita ricerca di senso e orientato verso obiettivi precisi e funzionali all'epoca che stiamo vivendo.

Salvaguardia delle diversità

L'educazione è prima di tutto salvaguardia delle diversità e tutela delle potenzialità che ognuno di noi custodisce e che non aspettano altro che essere espresse. Si rifletta, in né più né meno di sette righe, su tale principio.

L'educazione permette di superare concretamente "la paura del negativo", "del diverso", ciò è una grande risorsa che riesce a cancellare il potenziale negativo nascosto nella nostra tradizione dell'io, supera il rischio che l'individuo si isoli, pensando di proteggersi dalla diversità che invece rappresenta, nel campo dell'educazione, un arricchimento, un miglioramento, un momento di crescita collettivo.

Insegna che il bisogno di interiorità non esclude la socialità dell'uomo. La relazione educativa dimostra il significato profondo del continuo bisogno di conoscersi e lavorare su se stessi, ma allo stesso tempo, dimostra che è altrettanto necessaria la conoscenza dell'altro. L'io nell'aprirsi all'incontro e al confronto con l'altro deve trovare la propria soggettività.

Lezione 00108

La pedagogia come disciplina autonoma

La pedagogia come disciplina a sé stante viene costantemente esaminata e criticata a seconda delle prospettive scientifiche, assiologiche e deontologiche. Ma quando la pedagogia diventa scienza, cosa si intende esattamente?

Con pedagogia si cominciò a intendere l'insieme di tutte quelle pratiche che i pedagoghi, cioè i servi a cui erano stati affidati da seguire con attenzione i rampolli di casa almeno fino all'efebia, mettevano in atto per portare a compimento il loro dovere. Con il passare del tempo la sua vera natura si è andata affermando, e oggi possiamo descriverla come scienza a sostegno di ogni soggetto che vuole maturare ed esprimere le proprie potenzialità indipendentemente dalla fase di vita e dalla propria educazione.

È una scienza autonoma all'interno delle scienze dell'educazione alla quale offre il suo "pensoso" aspetto critico e disciplinare; Si configura in quanto tale poiché ogni intervento progettato per educare non può essere soggettivamente deciso e determinato o affidato alla genialità dell'insegnante, ma esige una riflessione e una legittimazione, in grado di assicurare il successo educativo evitando che l'insegnante, che possiede la conoscenza, prevarichi sull'alunno e faccia ciò che vuole a proprio estro e discrezione.

Il contributo del Vescovo Comenio

Qual è l'apporto del Vescovo Comenio alla pedagogia?

Comenio, teorico e formidabile realizzatore, il cui contributo letterario principale è rappresentato dalla "Didattica Magna", (un manuale fondamentale per chiunque si voglia accostare all'insegnamento, perché aiuta a comprendere come già nel lontano passato si è tentato di proporre l'innovazione del delicato campo dell'educazione dei fanciulli) fu uno dei più grandi uomini nella storia della pedagogia.

Aveva convinzioni etico-religiose che gli indicavano l'educazione come principale strumento di rigenerazione sociale dell'umanità. Il suo pensiero si concentra sulle opportunità del singolo soggetto nel formarsi, nell'aumentare il suo livello culturale e intellettivo attraverso il "fare" e per mezzo della "ragione". Interviene introducendo un ideale "pansofico", dove ogni soggetto è ritenuto custode di possibilità educative da far accrescere attraverso una formazione aperta a tutti, e non come prima destinata ad una elite delle classi più benestanti.

Definizione di pedagogia

Si definisca cosa è giusto intendere con il termine pedagogia?

Genovesi afferma: "con pedagogia si cominciò ad intendere l'insieme di tutte quelle pratiche che i pedagoghi, cioè i servi a cui erano stati affidati da seguire con attenzione i rampolli di casa almeno fino all'efebia, mettevano in atto per portare a compimento il loro dovere". Con il passare del tempo la sua vera natura si è andata affermando, e oggi possiamo descriverla come scienza a sostegno di ogni soggetto che vuole maturare ed esprimere le proprie potenzialità indipendentemente dalla fase di vita e dalla propria educazione.

È una scienza autonoma all'interno delle scienze dell'educazione alla quale offre il suo "pensoso" aspetto critico e disciplinare. Si configura come scienza in quanto Ogni intervento progettato per educare non può essere soggettivamente deciso e determinato o affidato alla genialità dell'insegnante, ma esige una riflessione e una legittimazione, in grado di assicurare il successo educativo evitando che l'insegnante, che possiede la conoscenza, prevarichi sull'alunno, che ancora non sa ma che desidera apprendere, e faccia ciò che vuole a proprio estro e discrezione.

Il ruolo della pedagogia nel liberare potenzialità

Tutti i soggetti sono dotati di potenzialità interiori profonde che devono poi essere liberate ed espresse. Quale valore assume in questo processo la pedagogia?

La pedagogia, in questo processo, non può essere e non deve essere riconosciuta come la scienza dell'educazione. La pedagogia è una scienza autonoma all'interno delle scienze dell'educazione alla quale offre il suo "pensoso" aspetto critico e disciplinare. Ha il grande dovere di riflettere sul significato e sull'importanza sociale che ha l'educazione, sollecitando criticamente ogni aspetto ad esso appartenente. È una pedagogia che postula una continua relazione tra chi educa e chi viene educato.

La molteplicità delle pedagogie

Come mai sempre più spesso si parla di "Pedagogie" piuttosto che di "Pedagogia", a cosa è dovuta questa molteplicità?

La pedagogia è la disciplina umanistica che studia l'educazione e la formazione dell'essere umano nella sua interezza, ovvero lungo il suo intero ciclo di vita; si occupa dei diversi approcci educativi che coinvolgono l'individuo nei diversi momenti e situazioni dello sviluppo; non solo quindi l'età infantile ma tipicamente anche l'adolescenza, l'età adulta, la vecchiaia (o terza età), la condizione di disabilità e i bisogni educativi speciali.

Insieme alle altre scienze umane, la pedagogia si rivolge a tutti i contesti nei quali si ambienta il processo di formazione della persona. Da un punto di vista pratico, la pedagogia trova la sua solida base scientifica nella programmazione e nella sua declinazione, nella sua progettazione, realizzazione e valutazione.

La pedagogia generale oggi si distingue dalle altre pedagogie sperimentali, speciali e sociali, specificazioni settoriali che approfondiscono determinati problemi e tematiche. In tal senso possiamo individuare diversi tipi di pedagogia:

  • Pedagogia speciale: educazione dei disabili, destinata a combattere il disagio
  • Pedagogia sperimentale, che sperimenta tecniche e metodi
  • Pedagogia comparata: differenzia il modo di educare nei vari paesi
  • Pedagogia sociale: analizza gli aspetti del vivere comune e dell'impatto dell'educazione nella società

L'efficacia della pedagogia è rappresentata dalla sua triplice applicazione: all'infanzia (riguarda il bambino, dalla scuola dell'infanzia alla scuola primaria), alla pedagogia della scuola (che affronta i problemi propri della scolarizzazione del bambino fino al diploma), all'età adulta (con la formazione post-scolastica, l'avviamento e l'esercizio della professione, la chiamiamo formazione permanente).

Lezione 00209

La pedagogia come arte e scienza

Secondo quale principio la pedagogia deve essere un'arte e non solo una scienza?

La pedagogia può essere definita "la scienza e l'arte dell'insegnamento"; è scienza poiché ogni intervento che sia stato progettato per educare non può essere soggettivamente deciso e determinato, esigendo, invece, una legittimazione in grado di assicurare il successo educativo evitando che l'insegnante, che possiede la conoscenza, prevarichi sull'alunno, che ancora non sa ma che desidera apprendere, e faccia ciò che vuole a proprio estro e discrezione. Viene definita anche arte, però, in quanto la sensibilità dell'insegnante, il suo amore nei confronti dell'allievo, la sua genialità creativa, la sua passione per l'insegnamento, sono di fondamentale importanza nel processo educativo.

La genesi e lo sviluppo della pedagogia

La pedagogia si delinea come scienza fondando le sue radici nel rinascimento, più precisamente, in quella inquietudine scientifico culturale che si è espressa nell'Italia fiorentina nel XVI secolo. Nel XX secolo attraverso l'affermarsi dello spiritualismo e del neoidealismo, la pedagogia ha cercato di connotarsi come scienza in continuo divenire, capace di conformarsi ai rapidi cambiamenti imposti dalla società moderna. Tutto ciò è indicatore dell'intenzione da parte della pedagogia di assumere un ruolo fondamentale nell'esistenza della persona al fine non solo di formare caste privilegiate, quanto, di maturare ogni soggetto in modo equilibrato e totale.

Lo sviluppo storico della pedagogia

Da un punto di vista storico, come si sviluppa la pedagogia?

Il termine pedagogia compare per la prima volta sul finire del V secolo a.C., in particolare nelle lettere di Euripide risalenti al 408. In questo periodo storico il significato semantico di pedagogia viene ad essere ricondotto esclusivamente all'allevamento della prole, al trasmettere conoscenze ed abilità spendibili nel quotidiano.

Si delinea come scienza fondando le sue radici nel rinascimento, più precisamente, in quella inquietudine scientifico-culturale che si è espressa nell'Italia fiorentina nel XVI secolo. Nel XX secolo attraverso l'affermarsi dello spiritualismo e del neoidealismo, la pedagogia ha cercato di connotarsi come scienza in continuo divenire, capace di conformarsi ai rapidi cambiamenti imposti dalla società moderna.

Tutto ciò è indicatore dell'intenzione da parte della pedagogia di assumere un ruolo fondamentale nell'esistenza della persona al fine non solo di formare caste privilegiate, quanto, di maturare ogni soggetto in modo equilibrato e totale. La pedagogia, nel corso del tempo, ha assunto numerose sfaccettature ed ha richiesto una rivendicazione come scienza che studia la formazione del bambino. Con il passare del tempo però si è andata affermando la sua vera natura, infatti ad oggi possiamo affermare che la pedagogia è la scienza a sostegno di ogni soggetto che vuole maturare, evolvere ed esprimere le proprie potenzialità, indipendentemente dalla fase di vita e dal contesto educativo.

Prospettive di sviluppo personale

Secondo quali prospettive/orientamenti la persona sviluppa il proprio essere?

La persona umana è dotata di potenzialità interiori che chiedono di essere espresse, esse si orientano sul piano: dell'esistenzialità: cura della persona fisica, psichica e mentale; l'essenzialità: che può essere definita come la dimensione trascendentale o verticale che conduce alla valorizzazione dello spirito.

Pedagogia come arte e scienza

La pedagogia è l'arte e la scienza dell'insegnamento. Si definisca, in né più né meno di 7 righe in quali termini è considerabile arte e in quali scienza.

La pedagogia può essere definita "la scienza e l'arte dell'insegnamento"; è scienza poiché ogni intervento che sia stato progettato per educare non può essere soggettivamente deciso e determinato, esigendo, invece, una legittimazione in grado di assicurare il successo educativo evitando che l'insegnante, che possiede la conoscenza, prevarichi sull'alunno, che ancora non sa ma che desidera apprendere, e faccia ciò che vuole a proprio estro e discrezione. Viene definita anche arte, però, in quanto la sensibilità dell'insegnante, il suo amore nei confronti dell'allievo, la sua genialità creativa, la sua passione per l'insegnamento, sono di fondamentale importanza nel processo educativo.

Evoluzione del concetto di pedagogia

Come si è evoluto il concetto di pedagogia?

Origine del termine "pedagogia"

Da dove deriva il termine "pedagogia"?

Pedagogia deriva dalle parole greche páis, che significa fanciullo, e agoghé, termine usato per indicare una determinata condotta sia in riferimento all'educatore, sia al discente. Nell'insieme il termine può essere inteso come il dover guidare il soggetto in apprendimento verso la realizzazione dei propri obiettivi di vita. La scienza si occupa anche dell'educazione scolastica e dell'apprendimento dei soggetti, ma non solo. Il fine euristico della pedagogia è l'Uomo che si relaziona con l'altro da sé (educazione) e che si relaziona.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jessika-je2022 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Mancini Riccardo.
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