Concetti Chiave
- Pasternak ambienta la nascita di Gesù in un paesaggio russo invernale, creando un'atmosfera fredda e fiabesca.
- La scena è caratterizzata da una tradizione che collega la nascita di Gesù a una festa pagana, celebrata a dicembre.
- La poesia presenta una descrizione dettagliata dell'ambiente, arricchita da aggettivi che riflettono l'idealizzazione dell'autore.
- La presenza degli angeli è evocata come invisibile, ma le loro impronte lasciano tracce tangibili nella scena.
- Solo i Magi vengono accolti da Maria nella grotta, mentre la folla aspetta all'esterno, enfatizzando un senso di esclusività.
C’era l’inverno.
Soffiava il vento dalla steppa.
E freddo aveva il neonato nella tana
sul pendio del colle.
L’alito del bue lo riscaldava.
Animali domestici
stavano nella grotta,
sulla culla vagava un tiepido vapore.
La notte di gelo somigliava a una fiaba
e, dalla nevosa catena dei monti,
nella tormenta, qualcuno
per tutto il tempo scese invisibile tra loro.
Per quella stessa strada, per quegli stessi luoghi,
alcuni angeli andavano in mezzo alla folla.
L'incorporeità li rendeva invisibili,
ma a ogni passo lasciavano l'impronta d'un piede.
Una folla di popolo si raccoglieva presso la rupe.
Albeggiava. Si delineavano i tronchi dei cedri.
“E voi chi siete?” domandò Maria.
“Noi stirpe di pastori e messaggeri del cielo,
siamo accorsi a cantar lode a voi due”.
“Non si può tutti insieme, aspettate alla porta”.
Nella foschia di cenere, che precede il mattino,
battevano i piedi mulattieri e allevatori.
Gli appiedati imprecavano contro quelli a cavallo;
e accanto al tronco cavo dell'abbeverata
mugliavano i cammelli, scalciavano gli asini.
Albeggiava.
Dalla volta celeste l'alba spazzava,
come granelli di cenere, le ultime stelle.
E della innumerevole folla solo i Magi
Maria lasciò entrare nella cavità della roccia.
Lui dormiva, tutto splendente, in una culla di quercia,
come un raggio di luna dentro il cavo di un tronco.
Invece di pelli di pecora
le labbra di un asino e le nari di un bue.
Ad un tratto qualcuno, un po’ a sinistra nell’oscurità,
con la mano scansò dalla culla uno dei Magi
e quello si voltò. Dalla soglia la Vergine Maria
guardava come un ospite la stella di Natale.
La scena della nascita
In questa poesia Pasternak vuole guidarci nella scena della nascita del Bambino Gesù.
Il paesaggio russo di Pasternak
Il paesaggio, come si nota già tra i primi versi, non è quello tipico della Palestina, ma della Russia, patria di Pasternak. Il paesaggio si presenta, come da tradizione, freddo essendo celebrata a Dicembre.
La tradizione e l'inverno
La nascita di Gesù viene festeggiata a dicembre in coincidenza di un’antica festa pagana, la festa della luce. Per questo, la tradizione e, di conseguenza Pasternak, immagina la scena ambientata in pieno inverno.
Descrizione dettagliata dell'ambiente
La descrizione dell’ambiente è molto curata e ci fa capire perfettamente l’idealizzazione del Pasternak. Gli aggettivi arricchiscono molto questa poesia.
Domande da interrogazione
- Qual è l'ambientazione della nascita di Gesù secondo Pasternak?
- Come viene descritta la scena della nascita nella poesia?
- Qual è il significato della presenza degli angeli e dei Magi nella poesia?
Pasternak colloca la nascita di Gesù in un paesaggio russo, caratterizzato dal freddo invernale, piuttosto che in quello tipico della Palestina, evidenziando così la sua origine e la tradizione legata alla festa della luce celebrata a dicembre.
La scena della nascita è descritta con grande attenzione ai dettagli, con immagini evocative come il neonato riscaldato dall'alito del bue e la culla di quercia, che contribuiscono a creare un'atmosfera magica e idealizzata.
Gli angeli, invisibili ma presenti, simboleggiano la connessione divina, mentre i Magi, che Maria lascia entrare, rappresentano il riconoscimento e l'adorazione del Bambino, sottolineando l'importanza della nascita e il suo significato universale.