Concetti Chiave
- La "linea degli Affetti" nella poesia del novecento si concentra sull'esplorazione dei legami familiari, con poeti che abbandonano il proprio stile per esprimere emozioni profonde verso figure come il padre e la madre.
- Il successo di Pasolini è controverso; pur essendo disapprovato pubblicamente, vende molte copie grazie alla sua trasgressione, evidenziando un contrasto con la morale borghese.
- Il Movimento del '68 segna un momento cruciale di conflitto generazionale, con gli studenti che lottano contro la morale borghese e chiedono riforme significative nel sistema educativo e sociale.
- Le riforme democratiche degli anni '70 nascono in risposta alle lotte giovanili, includendo lo statuto dei lavoratori e la riforma della scuola, per affrontare le problematiche sociali emergenti.
- Pasolini critica la gioventù degli anni '70 per la sua omologazione ai valori borghesi, sostenendo che questa aspirazione rappresenta un ostacolo alla rigenerazione ideale della società.
La Linea degli Affetti
C'è una linea di poesia del novecento chiamata la linea degli Affetti. Tutti i poeti si dimenticano il proprio stile, sia da sperimentali sia quando non lo sono, e dedicano moltissime poesia al padre, alla madre, alla sorella. Questa linea poetica va dal crepuscolarismo alla neoavanguardia. Questa è quella che si avvicina di più a Pasolini. Il verso è in realtà creato dallo spazio bianco per mettere in evidenza alcune parole, la parola padre, paura, piccola figlia; per dire che il padre aveva un cuore fanciullo come i figli e per questo se anche non fosse stato suo padre lo avrebbe amato.
Il Successo di Pasolini
Intanto arrivò un successo mostruoso/spaventoso. Pier Paolo Pasolini non piaceva pubblicamente ma, poiché tutti amavano la trasgressione, veniva letto come se fosse una rivista scandalistica, per cui vendeva moltissime copie. I suoi visti veniva sequestrati e quindi diventavano successi di cassetta, botteghino (Uccellacci uccellini con Totò premiato a Cannes). Dalla morale borghese il passaggio ad un nuovo obiettivo polemico, il consumismo borghese, l’omologazione borghese.
Il Movimento del '68
Siamo nel 68 e in questo periodo la battaglia di Valle Giulia è uno dei momenti più importanti, gli studenti occupano le università in Italia come stava succedendo in Francia, e scoppia il conflitto che possiamo definire come generazionale, che assume la forma di una battaglia fortemente ideologizzata nei confronti della morale borghese, nei confronti della società selettiva. Le battaglie si svolgono perciò all’università perché gli studenti chiedono il 6 politico, un diverso rapporto con la cultura e con la società.
Gli studenti si affiancano agli operari nelle battaglie proletarie, leggono prevalentemente Marx, Trotsky e qualcuno Mao, si cominciano a dividere in Maoisti, Marxisti e Trotskisti, e questa divisione era una caratteristica della sinistra. Poi inizia una battaglia tra gioventù che si riconosce nel fascismo e gioventù che si riconosce in comunismo. Il 68 è stato considerato insieme alla resistenza uno dei momenti più rivoluzionari del novecento perché indubitabile che dopo nulla è più come prima, dopo il 68 nel rapporto tra genitore e figli, tra scuola e società, tra università e interlocutori nulla è più come prima.
Le Riforme Democratiche
Il 68 apre alle grandi riforme democratiche degli anni 70 per tenere sotto controllo le lotte dei giovani vengono fatte grandi riforme. Negli anni tra il 68 e il 78 abbiamo:
• “Lo statuto dei lavoratori”
• “Riforma della scuola"
• “ Decreti delegati"
• “Riforma universitaria"
• “Legge Basaglia"
Un ciclo di riforme democratiche.
Per Pasolini questi ragazzi tendono ad omologarsi a valori borghesi.
La Critica di Pasolini
L'obbiettivo della sua lotta è cambiato, prima voleva occuparsi dei poveri, degli sfruttai, sottoproletari, rivelare la loro umanità con una battaglia civile per i loro diritti. Adesso dice che non serve perché anche loro voglio diventare borghesi, quindi il nemico non è la loro povertà, lo sfruttamento, ma l’omologazione, che rende tutti identici, che impedisce la rigenerazione ideale della società. In tutto questo lui salva un solo posto da questa analisi, una sola città, Napoli, perché dice che è una città plebea, resistente all’omologazione consumistica.
Tutta la fine della vita è apocalittica, sono delle così dette “Lettere Luterane", degli scritti corsali, due raccolte dal 73 al 75 in cui ci sono tutte le sue prese di posizione.
• Contro il fascismo;
• Contro i capelli lunghi;
• I giovani infelici, destinati alla forca;
• Le due modeste proposte per eliminare la criminalità in Italia;
• Abolire la scuola media dell’obbligo e la televisione.
Non c'è passo della modernità contemporanea che lui non metta sotto accusa. Queste accuse furono ritenute detestabili dai suoi amici, che non lo capivano perché lui era antagonistico.
Domande da interrogazione
- Qual è il significato della "linea degli Affetti" nella poesia del novecento?
- Come si è evoluto il successo di Pasolini nel contesto della sua epoca?
- Quali sono le caratteristiche principali del Movimento del '68 in Italia?
- Quali riforme democratiche sono state introdotte in Italia dopo il '68?
- Qual è la critica di Pasolini nei confronti della società contemporanea?
La "linea degli Affetti" rappresenta una corrente poetica in cui i poeti si distaccano dal proprio stile per dedicarsi a temi familiari, come il padre e la madre, evidenziando emozioni profonde attraverso l'uso dello spazio bianco nei versi (come descritto nel testo).
Pasolini ha ottenuto un successo controverso, venendo letto come una figura scandalistica, il che ha portato a un aumento delle vendite, nonostante la sua disapprovazione da parte della società borghese (come evidenziato nel testo).
Il Movimento del '68 è caratterizzato da una forte contestazione generazionale, con studenti che occupano le università e chiedono riforme, come il 6 politico, in opposizione alla morale borghese e alla società selettiva (come descritto nel testo).
Tra le riforme democratiche degli anni '70, si annoverano lo Statuto dei lavoratori, la riforma della scuola, i decreti delegati, la riforma universitaria e la Legge Basaglia, tutte mirate a gestire le lotte giovanili (come indicato nel testo).
Pasolini critica l'omologazione dei valori borghesi, sostenendo che anche i poveri e gli sfruttati aspirano a diventare borghesi, il che rappresenta un pericolo per la rigenerazione ideale della società, con Napoli come unica eccezione (come evidenziato nel testo).