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Concetti Chiave

  • La poetica di Pascoli unisce tradizione e innovazione, cercando il sublime nel quotidiano, influenzata dall'assassinio del padre che segna la sua vita e poetica.
  • Pascoli funge da ponte tra l'ottocento e il primo Novecento, con una poetica caratterizzata da un dualismo tra linguaggio alto e basso, privilegio e umiltà.
  • La poesia, per Pascoli, ha un'importanza sociale e morale, agendo come consolazione e garantendo la stabilità sociale.
  • Nei Canti, Pascoli esplora i temi della continuità delle stagioni e della morte, quest'ultima fortemente legata alla perdita del padre.
  • Myricae riflette una continuità poetica e un linguaggio innovativo, concentrandosi su dettagli concreti e piccole impressioni, esprimendo una soggettività profonda.

La poetica di Pascoli

La sua poetica risente di una solida formazione classica, ma al tempo stesso ne risulta una poetica innovativa e originale, grazie alla tendenza al sublime, che il poeta ricerca nel basso, nel quotidiano. Pascoli si mantiene entro i confini tradizionali della poetica ottocentesca. L'evento che lo segnerà per tutta la vita è l'assassinio del padre, il 10 agosto 1867, che porterà Pascoli a essere il capofamiglia, dimostrando un affanno per ricostruire l'ambiente famigliare a lui caro, il suo nido. Pascoli interviene nella vita culturale in maniera tradizionale, frequentando ambienti universitari e collaborando con riviste prestigiose del periodo, riguardo temi letterari. Solamente poco prima della morte rivela il suo interesse politico, promuovendo l'impresa coloniale in Libia, dimostrando il suo orientamento conservatore – giolittiano. Infatti la sua idea di nido, viene trasposta in un'immagine più grande, dove la famiglia diventa l'Italia, della quale lui vuole essere il protettore.

Il dualismo nella poetica

Pascoli rappresenta il ponte tra poetica ottocentesca e quella del primo Novecento. Il dualismo sarà onnipresente nella sua poetica, nella quale si associano linguaggio basso e alto, privilegio e umiltà, sublime ottocentesco e linguaggio “democratico” del Novecento. Pascoli rappresenta una rottura ma anche un'unione tra i due secoli, trasportando questa dualità nella sua poetica.

Il ruolo sociale della poesia

La poesia per Pascoli ha ancora un'utilità sociale e morale: la poesia è consolazione e pacificazione dell'anima e degli animi. Alla poesia spetta il ruolo di garante per la stabilità sociale.

Il Fanciullino → Il poeta coincide con il fanciullino, cioè con la parte infantile repressa dalla razionalità dell'adulto. Il poeta è in grado di far emergere il fanciullino, grazie al quale riesce a cogliere i simboli irrazionali e inconsueti all'occhio razionale dell'adulto. È dunque il fanciullino la chiave di accesso appartenente al poeta. La poesia è il luogo dove il fanciullino trova libera espressione. Pascoli spiega la figura del fanciullino nella prosa omonima nel 1897.

Myricae e la continuità

Nella raccolta poetica si avverte la continuità con Myricae (1900), anche se si nota già dal titolo una ripresa dei Canti leopardiani, sottintendendo il recupero del tema della ricordanza e del rapporto uomo-natura. Qui, si cerca una liricità più distesa, con una ripresa della metrica classica, accostata però a sperimentazioni come l'alternanza di parisillabi e imparisillabi, ripresa del verso novenario, che confluiscono musicalità e continuità alla poesia.

Temi principali nei Canti

Nei Canti, Pascoli si concentra su due temi principali, contrastanti tra loro: la continuità delle stagioni, che seguono il corso della natura, e quello della morte, con il quale si allude sempre alla morte del padre, azione che determina qualcosa di innaturale.

Il gelsomino notturno (pp. 380-81)

L'ultima raccolta poetica

L'ultima raccolta comprende 156 poesie, ordinate in modo da dare una maggiore chiarezza del disegno complessivo. Il titolo è la ripresa di un luogo delle Bucoliche di Virgilio. Myricae significa “tamerici”, piccole piante, non maestose. È proprio questo che indica la volontà dell'autore di esprimere una poetica dal basso, cioè del comune, del quotidiano, del quale però non tutti sono in grado di coglierne la bellezza e l'essenza. Tuttavia se da una parte si riprende il tema della semplicità e del quotidiano, dall'altra si nota la tendenza di ricerca del sostenuto (titolo in latino), riproponendo ancora una volta l'ambivalenza pascoliana.

Le poesie sono raccolte secondo un ordine più che semantico, retorico-formale, vale a dire che ciascuna sezione (15 in totale) è caratterizzata da un principio metrico ricorrente. Anche le sezioni sono collegate a loro volta attraverso un ordine semantico in opposizione (Le pene del poeta – Le gioie del poeta / Ricordi – Pensieri), ma risultano distanziate l'una dall'altra per via di testi isolati (15 come le sezioni più il testo introduttivo Il giorno dei morti).

Prefazione e temi centrali

Nella Prefazione, III edizione (1894), Pascoli introduce i due temi centrali, su cui si sviluppa Myricae: la morte, legata alla morte rimasta invendicata del padre, e la natura come elemento di consolazione. Nella raccolta si noterà sempre l'ambivalenza tra i due temi, tra i quali però risulterà essere la morte la vincitrice sul poeta. Questi però vuole protendersi verso la vita, quindi cerca di dare senso alla propria esistenza così da essere in contrasto con il mondo dei morti; dall'altra parte però il poeta tende a confondersi col destino della dimensione dei morti, regredendo alla sua vita di infanzia – negando la realtà – o addirittura al momento della pre-nascita – negando la vita. La tensione tra le due dimensioni è sempre presente nell'opera.

Elementi cardine di Myricae

Gli elementi cardine della poesia pascoliana trovano espressione soprattutto in Myricae. Qui è possibile notare la ripresa della tradizione da un lato, con le forme metriche chiuse (quindi non verso libero) e un uso contiguo del novenario, e un uso del tutto inedito del linguaggio. Il lessico ha la funzione di rappresentare la realtà, e quindi bisogna affidarsi ai nomi concreti delle cose, come quando si fa riferimento alla flora e alla fauna. La ricerca della verità non va però scambiata per realismo, visto che Pascoli valorizza la frammentazione dell'insieme per concentrarsi su piccoli particolari, così da perdere l'immagine complessiva. Bisogna concentrarsi sulle piccolezze degli elementi e sulle impressioni che ciò suscitano. Quindi la poesia risulterà del tutto soggettiva, che nasconde una certa angoscia dello stesso soggetto.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'evento che ha segnato profondamente la vita e la poetica di Pascoli?
  2. L'assassinio del padre, avvenuto il 10 agosto 1867, ha segnato Pascoli, portandolo a diventare capofamiglia e a ricercare un ambiente familiare che rappresentasse il suo "nido".

  3. In che modo Pascoli rappresenta il dualismo nella sua poetica?
  4. Pascoli funge da ponte tra la poetica ottocentesca e quella del primo Novecento, associando linguaggio alto e basso, privilegio e umiltà, creando una rottura ma anche un'unione tra i due secoli.

  5. Qual è il ruolo sociale della poesia secondo Pascoli?
  6. La poesia ha un'utilità sociale e morale, fungendo da consolazione e pacificazione dell'anima, e garantendo la stabilità sociale.

  7. Cosa rappresenta il "fanciullino" nella poetica di Pascoli?
  8. Il "fanciullino" rappresenta la parte infantile e irrazionale dell'individuo, che il poeta riesce a far emergere, permettendo una libera espressione attraverso la poesia.

  9. Quali sono i temi centrali di Myricae e come si manifestano?
  10. In Myricae, i temi centrali sono la morte e la natura, con una tensione ambivalente tra i due, dove la morte prevale, ma il poeta cerca di dare senso alla vita, oscillando tra la dimensione dei vivi e quella dei morti.

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