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Concetti Chiave

  • Giovanni Pascoli nacque nel 1855 a Forlì e visse un'infanzia segnata dalla tragica morte del padre, avvenuta quando aveva solo dodici anni.
  • Si laureò in lettere e scrisse la celebre raccolta di poesie "Myricae", affrontando temi come affetti familiari, natura e ricordi d'infanzia.
  • La metafora del "fanciullino" è centrale nella sua opera, suggerendo che le piccole cose possono nascondere significati profondi se osservate con occhi curiosi.
  • La poesia di Pascoli è caratterizzata da una struttura formale precisa, evidenziata da schemi rimici e un uso attento delle cesure.
  • Le figure retoriche, come allitterazioni e paronomasie, sono utilizzate per evocare suoni e sensazioni, creando un contrasto tra la potenza del tuono e il dolce canto di una madre.

Infanzia e tragedia di Giovanni Pascoli

Giovanni Pascoli nacque nel 1855 a Forlì, in Emilia Romagna. Quando egli aveva dodici anni, suo padre venne ucciso a colpi di fucile mentre stava rincasando. Il ragazzino rimase traumatizzato da questo fatto.

Carriera e temi poetici di Pascoli

Negli anni successivi proseguì i suoi studi e si laureò in lettere. Scrisse una raccolta di poesie intitolata "Myricae". Morì a Bologna nel 1912.

I temi fondamentali delle sue poesie sono tre:

    -il valore degli affetti familiari

    -la bellezza della natura

    -i ricordi d'infanzia

Metafora del fanciullino e poesia

A quest'autore si associa la metafora del "fanciullino" poiché le sue poesie che trattano delle "piccole cose" contengono molteplici significati profondi e bisogna guardarle con gli occhi curiosi di un bambino.

La poesia è una ballata piccola. L'opera è composta da sette versi tutti endecasillabi, suddivisi in due parti separate da una cesura. Schema rimico: ABCBCCA

Dal titolo della poesia si può già intuire che nella composizione prevalgono delle sensazionoi uditive.

I versi ritraggono una scena che avviene di notte: il suono rimbombante di un tuono si contrappone al canto dolce di una mamma che consola il suo bimbo. Viene pertanto ripreso il tema degli affetti familiari.

E nella notte nera come il nulla,

a un tratto, col fragor d'arduo dirupo

che frana, il tuono rimbombò di schianto:

rimbombò, rimbalzò, rotolò cupo,

e tacque, e poi rimareggiò rinfranto,

e poi vanì. Soave allora un canto

s'udì di madre, e il moto di una culla.

Analisi della poesia e figure retoriche

Nel primo verso della poesia è presente una paronomasia tra "nella" e "nulla". Inoltre i termini "nera" e "nulla" richiamano il buio profondo della notte (sensazione visiva).

In quasi tutta la poesia compaiono allitterazioni della "r", ma anche di altri gruppi consonantici caratterizzati dal timbro aspro allo scopo di rendere l'idea del suono rimbombante del tuono.

La prima parte della poesia ha un ritmo accellerato e si conclude al penultimo verso. La cesura tra le due parti della ballata è resa dal punto. Negli ultimi due versi della poesia il ritmo rallenta, quasi come se accompagnasse il canto della madre. Le vocali aperte e le allitterazioni della "l" e della "m" contribuiscono a dare l'idea di un suono melodioso e dolce.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della figura del "fanciullino" nella poesia di Pascoli?
  2. La metafora del "fanciullino" rappresenta la capacità di vedere le "piccole cose" con occhi curiosi e innocenti, rivelando significati profondi nelle sue poesie, come evidenziato nel testo.

  3. Quali sono i temi fondamentali delle poesie di Giovanni Pascoli?
  4. I temi principali delle sue opere includono il valore degli affetti familiari, la bellezza della natura e i ricordi d'infanzia, come descritto nel testo.

  5. Come si struttura la poesia analizzata nel testo?
  6. La poesia è composta da sette versi endecasillabi, suddivisi in due parti da una cesura, con uno schema rimico ABCBCCA, e presenta un contrasto tra suoni rimbombanti e melodiosi, come indicato nell'analisi.

Domande e risposte

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