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Concetti Chiave

  • Pascoli visse un'infanzia segnata dalla tragedia con l'omicidio del padre nel 1867, evento che influenzò profondamente la sua poetica.
  • Nel saggio "Il Fanciullino", Pascoli esplora la curiosità innata presente in ogni individuo, che si perde con la crescita, ma rimane viva nel poeta.
  • La poesia "10 Agosto" esprime il dolore per la morte del padre, paragonando le stelle cadenti a un pianto del cielo.
  • La struttura della poesia è composta da 6 quartine di decasillabi e novenari, con rime alternate, riflettendo un'intensa musicalità.
  • Pascoli utilizza figure retoriche come anafora, similitudine e sinestesia per esprimere il profondo mistero e il dolore legati alla morte.

Infanzia e Trauma Familiare

Nacque nel 1855 a San Mauro di Romagna, visse in campagna con i genitori e due sorelle. Nel 1867 suo padre fu ucciso mentre tornò a casa dai campi. Fu un evento traumatico per Pascoli, il quale non riuscì più a dimenticare il dolore e questo si rispecchiò nella sua poetica. Egli rimase attaccato a quell’unità familiare perduta.

Pascoli visse una vita caratterizzata dal senso di mistero, dalla morte e da tutti gli elementi della natura.

La Poetica del Fanciullino

Nel 1897 scrisse un saggio sulla sua poetica “Il Fanciullino”, chiamato così perché in ognuno di noi c’è un fanciullino che ha bisogno di chiamare le cose con il proprio nome preciso perché è curioso e le vuole conoscere e dunque si stupisce. Man mano che noi cresciamo smettiamo di ascoltarlo e non ci stupiamo più, solo il poeta continua a dargli voce. Tutto questo si ripercuote sul linguaggio di Pascoli, il quale si divide in 3 livelli:

1.Pre-grammaticale = parole onomatopee e onomatopeiche;

2.Grammaticale = parole di uso comune;

3.Post-grammaticale = parole scientifiche di piante, animali e cose;

Analisi della Poesia "10 Agosto"

Poesia pubblicata nel 1896 che fa parte della raccolta Myricae. Parla della morte di suo padre, avvenuta il 10 agosto, la notte delle stelle cadenti, le quali sono per lui un pianto del cielo.

Nella prima strofa si rivolge a San Lorenzo dicendogli che sa perché tante stelle cadono nell’aria tranquilla, perché un pianto così grande risplende nel cielo.

La 2° e la 4° strofa sono collegate perché Pascoli fa un paragone tra una rondine, che è stata uccisa mentre tornava al suo nido per portare del cibo ai suoi piccoli, e un uomo, che è stato ucciso mentre tornava a casa portando in dono due bambole alle figlie.

La 3° e la 5° strofa sono collegate perché entrambi furono uccisi all’improvviso e caddero a terra con le braccia aperte guardando il cielo come volergli chiedere il motivo della loro morte.

Nell’ultima strofa Pascoli si rivolge al Cielo, cioè il mistero che c’è sopra di noi, infinito e immortale, il quale non può fare altro che inondare con un pianto di stelle la Terra, definita come atomo opaco del Male perché è piccola, nasconde un senso di mistero e in lei è presente la morte.

6 quartine di decasillabi e novenari alternati, le rime sono alternate (ABAB).

Le figure retoriche principali sono:

1.Anafora = Ora è la;

2.Similitudine = come in croce;

3.Sinestesia = restò negli occhi aperti un grido;

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'impatto del trauma familiare sulla poetica di Pascoli?
  2. Il trauma della morte del padre nel 1867 ha segnato profondamente Pascoli, influenzando la sua poetica e il suo attaccamento all'unità familiare perduta, come evidenziato nel testo.

  3. Cosa rappresenta il "Fanciullino" nella poetica di Pascoli?
  4. Il "Fanciullino" rappresenta la curiosità e la capacità di meravigliarsi che ogni individuo possiede, ma che tende a perdere crescendo; solo il poeta riesce a dare voce a questa parte interiore, come descritto nel saggio del 1897.

  5. Qual è il tema centrale della poesia "10 Agosto"?
  6. La poesia "10 Agosto" affronta il tema della morte del padre di Pascoli, paragonando il pianto delle stelle cadenti a un lutto profondo, come spiegato nel testo.

  7. Quali sono le principali figure retoriche utilizzate da Pascoli nella sua poesia?
  8. Nella poesia "10 Agosto", Pascoli utilizza figure retoriche come l'anafora, la similitudine e la sinestesia, che arricchiscono il suo linguaggio e la sua espressione poetica, come indicato nel testo.

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