Concetti Chiave
- Pascoli e D'Annunzio sono i principali esponenti del decadentismo italiano, vivendo un periodo di profondi cambiamenti sociali tra Ottocento e Novecento.
- D'Annunzio reagisce ai cambiamenti isolandosi inizialmente nella sua vita di lusso, ma successivamente si identifica con la figura del superuomo, assumendo il ruolo di educatore delle masse.
- Pascoli, al contrario, si rifugia nell'infanzia e nel nido familiare, cercando un mondo di pace e serenità lontano dalle brutture della società, diventando un poeta "veggente".
- Il simbolismo è centrale nella poesia di Pascoli, mentre D'Annunzio utilizza uno stile retorico e sontuoso, caratterizzato da una ricerca di grandezza espressiva.
- Le differenze stilistiche tra i due poeti riflettono le loro diverse visioni del mondo, con D'Annunzio che abbraccia l'arte ricercata e Pascoli che predilige la semplicità e la profondità simbolica.
Decadentismo e Cambiamenti Sociali
Pascoli e D'Annunzio sono i principali esponenti del decadentismo italiano e i capostipiti della poesia italiana del Novecento. Entrambi subiscono il trauma di una società in cambiamento. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio, infatti, del Novecento, con il pieno sviluppo della seconda rivoluzione industriale, avvengono tutti quei processi che cambieranno irrimediabilmente il volto della società: lo sviluppo capitalistico, la crescente urbanizzazione, la crescita delle industrie, la concentrazione monopolistica. Questi sono tutti processi che tendono ad annullare l'individuo, mettono in crisi la nozione borghese di uomo e tendono a porre ai margini della società gli intellettuali che subiscono una declassazione e che sono costretti ad adeguarsi alle esigenze di un mercato letterario di consumo.
Reazioni di D'Annunzio ai Cambiamenti
Entrambi i poeti subiscono questi cambiamenti sociali traumatizzanti, ma vi rispondono in modo diverso. D'Annunzio, inizialmente, reagisce isolandosi dalla realtà meschina della società borghese, vivendo tra lussi sfrenati e circondandosi di arte (figura dell'esteta). Successivamente grazie all'elaborazione della figura del superuomo (derivante dalla filosofia di Nietzsche) si ha in D'Annunzio un rovesciamento immaginario dell'impotenza in sogno di onnipotenza, attraverso atteggiamenti vitalistici ed aggressivi. D'Annunzio, infatti, è il cosiddetto poeta "vate", ovvero quel poeta che sente di avere il ruolo di educatore delle masse, sentendosi al di sopra di esse e guidandole.
Pascoli e il Rifugio nell'Infanzia
Pascoli, invece, è una personalità timida, problematica, ritrosa, che tende ad isolarsi dalla società in cambiamento, rifugiandosi nel mondo edenico e incorrotto dell'infanzia e nella calda e accogliente presenza del nido familiare: si rifugia quindi in un mondo che si sottrae alle brutture della società, dove non esiste la violenza ma solo un'illusoria pace e serenità. Così Pascoli diventa interprete della figura del poeta "veggente" (figura che si riallaccia al parnassianesimo e alla poesia simbolista francese) che è colui che sa intravedere nella realtà dei significati più profondi che sfuggono agli uomini comuni. Di qui deriva il simbolismo tanto presente nella poesia di Pascoli che lo rende il più degno interprete del decadentismo europeo, poiché il decadentismo è proprio quel movimento che, in seguito alla crisi del positivismo, insegue tutto ciò che sfugge alla ragione, tutto ciò che è di difficile interpretazione.
Contrasti Stilistici tra i Poeti
Anche il linguaggio di Pascoli è agli antipodi di quello dannunziano, poiché mentre lo stile di D'Annunzio è gonfio di retorica, è ricercato e sontuoso, la poetica pascoliana è improntata alla semplicità.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali reazioni di D'Annunzio ai cambiamenti sociali del suo tempo?
- Come si differenzia l'approccio di Pascoli rispetto a quello di D'Annunzio?
- Qual è il contrasto stilistico tra Pascoli e D'Annunzio?
D'Annunzio reagisce isolandosi dalla società borghese, vivendo nel lusso e circondandosi di arte. Con l'elaborazione della figura del superuomo, trasforma l'impotenza in un sogno di onnipotenza, assumendo un ruolo di educatore delle masse (come descritto nel testo).
Pascoli, a differenza di D'Annunzio, si rifugia nel mondo dell'infanzia e della famiglia, cercando un'illusoria pace lontano dalle brutture della società. La sua poetica è caratterizzata da simbolismo e semplicità, rendendolo un interprete del decadentismo europeo (come evidenziato nel testo).
Il linguaggio di Pascoli è semplice e diretto, mentre quello di D'Annunzio è ricercato e gonfio di retorica. Questa differenza stilistica riflette le loro diverse visioni e reazioni ai cambiamenti sociali (come sottolineato nel testo).