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Storia economica secondo parziale

Introduzione alla crisi del '29

La prima idea è che dalla crisi del '29 si uscirà solo nel 1944-1945 con gli accordi di Bretton Woods e il nuovo ordine economico mondiale, con il modello dell’economia mista secondo l’impostazione keynesiana. Inoltre, alcuni storici hanno affermato che l’uscita concreta dalla crisi del '29 iniziò con la Seconda Guerra Mondiale.

Politiche economiche negli anni '30

Gran Bretagna

Per quanto riguarda la Gran Bretagna, attuò una politica depressiva o negativa tramite l’abbandono del Gold Standard nel 1931 con una politica monetaria espansiva che riduce la disoccupazione ma non permette una ripresa. La ragione è molto semplice, perché nel settembre del 1931 l’abbandono del Gold Standard serve a contrastare la crescente disoccupazione ma non interviene sui fattori strutturali (cioè sulla domanda). Inoltre, l’Inghilterra è uno di quei casi che gli storici segnalano perché la politica di riarmo per la Seconda Guerra Mondiale (in risposta al riarmo tedesco) fu particolarmente utile per uscire dalla crisi.

Germania

Germania (pagg.216-220)

Premessa storica

L’affermazione del nazismo e di Hitler avviene dal 1930 (è in corso il piano Dawes e il piano Young, che è una rimodulazione del piano Dawes). Alle elezioni del Reichstag i nazisti ottengono un ottimo risultato (i voti passano dal 810.000 ai 6 milioni e mezzo). È un successo rapido, esponenziale, legato agli effetti delle riparazioni della Prima Guerra Mondiale. A causa dell’instabilità della repubblica di Weimar si ritorna a votare nel 1932, quando ottengono il 37% dei seggi (con elezioni democratiche sono il partito di maggioranza relativa).

Ascesa al potere di Hitler

Nel frattempo, il partito nazionalsocialista avvia una campagna politica di coercizione e violenza (nel 1930 le camicie nere della S.A. ammontavano a 6000 membri, come se fosse un esercito privato di Hitler; alla fine del 1932 ammonteranno a 500.000). Nel 1932, dopo le elezioni, si avvia un processo di contrattazione per formare il governo e il partito nazionalsocialista ha come obiettivo primario dichiarato esplicito l’idea di rovesciare la repubblica di Weimar e abrogare la democrazia parlamentare. Ciononostante, nel gennaio 1933, gli altri partiti accettano di nominare cancelliere Adolf Hitler, con l’intento di poterlo manovrare. I conservatori speravano di poter manovrare Hitler, ma dal momento in cui presta giuramento inizia invece un cammino verso la dittatura.

Politica economica nazista

Fascismo e nazismo sono arrivati al potere per via parlamentare, sfruttando il malcontento politico, sociale ed economico dettato dalle conseguenze negative della Prima Guerra Mondiale e dagli effetti della crisi del '29. Ambedue queste formazioni politiche distruggono la democrazia con l’idea di garantire un nuovo sviluppo economico, una nuova crescita, un nuovo modello economico.

La repubblica di Weimar, al di là della questione delle riparazioni e del Renten Mark, aveva attuato una politica classica, deflazionistica (legata al Gold Standard) con un aumento molto alto delle imposte e sui tassi d’interesse. Man mano la disoccupazione saliva, i consensi ai partiti estremi si allargavano. Quando arrivano al potere, Hitler e i nazisti hanno dietro di sé una forte disoccupazione, una mancata riduzione dell’inflazione (con un fenomeno di iperinflazione), una difficile riconversione produttiva, quindi fondamentalmente arrivano al potere con un’economia tedesca destabilizzata.

La colpa non è solo della repubblica di Weimar, ma è colpa sia del trattato di Versailles, sia all’inefficienza del modello della società delle nazioni unite, sia all’incapacità di trovare un modello alternativo al Gold Standard e l’economia di mercato classica. Una volta al potere, Hitler non si dedica immediatamente al riarmo. La prima strada che mette in campo è quella di una politica di investimenti nel settore edilizio e dei trasporti. Quasi tutte le città tedesche vennero ricostruite, potenziate, abbellite ispirandosi al modello della Grecia e dell’Impero Romano dal nazi-fascismo degli anni '30. Vengono costruite strade e create case automobilistiche (Volkswagen, macchina del popolo).

Il nazismo investe per sostenere l’occupazione e quindi la domanda, il consumo. Tale risultato fu ottenuto attraverso un aumento sostanziale della spesa pubblica, che passò dal 15 al 33% del 1938. La classe dirigente nazista non è aderente inizialmente al partito nazionalsocialista, Hitler utilizza tecnici che intervengono sul lato degli investimenti superando il meccanismo della bilancia dei pagamenti. L’esempio è quello dei certificati di credito tedeschi, in questo modo si evitava che la nuova moneta potesse essere utilizzata per i consumi e si superava e aggirava la rigidità del Gold Standard, creando moneta senza inflazione.

In più ci fu una politica di riarmo nel 1936 con un piano quadriennale. L’idea finale è che il nazismo (una dittatura violenta, un totalitarismo, la più grande macchia politica e sociale dell’occidente) ha a che fare con l’economia perché è una sorta di economia mista. Accetta per primo l’idea di trasferire una parte delle risorse sotto il controllo diretto dello Stato, è il superamento dell’economia classica. Da una parte il nazismo è un’economia mista, dall’altro attua un modello di pianificazione quadriennale, molto simile a quello sovietico. Attuerà politiche di Welfare, ma è anche vicino al modello massimale perché utilizza la pianificazione. È un tentativo di rispondere sull’emergenza alla crisi del '29.

Uscita dalla crisi degli Stati Uniti – New Deal

Il New Deal è il programma economico messo in atto dall’amministrazione democratica di Franklin Delano Roosevelt nel gennaio 1933. Roosevelt vinse contro Hoover, repubblicano ancorato al modello dell’ortodossia di bilancio. Nel discorso della Nomination del proprio partito, egli si impegnò per il New Deal (era lo slogan), con cui far uscire l’economia USA dalla depressione. Le elite americane accettano il fallimento del modello del capitalismo liberale, Gold Standard e ortodossia di bilancia. Le prime misure che adottò dopo l’elezione furono finalizzate a stimolare la ripresa finanziaria e ridurre la disoccupazione.

Misure economiche del New Deal

Il New Deal si compone di due parti:

  • Glass-Steagall Act

    L’amministrazione Roosevelt riforma il sistema bancario finanziario limitando le banche miste (che avevano prestato denaro per la speculazione) e introducendo un sistema di controllo sulla borsa di Wall Street (SEC). Le banche miste o universali potevano esercitare solo il credito a breve termine, credito al consumo (non potevano più finanziare le imprese comprandone azioni). Le Merchant Banks invece potevano entrare in borsa ma non avere depositi. Vengono introdotti una serie di controlli sul sistema borsistico, con l’inserimento di un’assicurazione sui depositi. Vengono allargati i poteri della Fed come banca che controlla le altre banche. Viene introdotta un’agenzia di controllo sulla borsa (Security Exchange Commission). L’idea è rompere il rapporto fra risparmiatori, banche e borsa (speculazione del '29). Introdurre un controllo pubblico sul sistema economico e finanziario, con tutela dei risparmi, controllo della borsa e delle altre banche. Dal New Deal in poi nasce l’idea che le banche non possono fare tutto, si devono specializzare. Si opera sulla borsa ma non con i soldi dei risparmiatori. E in più c’è l’idea del controllo. Il Glass-Steagall Act sarà in vigore fino agli anni '80, fino all’amministrazione Reagan (dal 1933 al 1982-83).

  • Occupazione e lavoro: National Recovery Administration, Agriculture Adjustment Administration, Public Work Administration

    Sono tre organizzazioni che hanno tre obiettivi:

    • Fare investimenti in infrastrutture (strade e elettricità). Nascono le Route e l’esempio per eccellenza di uso dell’elettricità è Las Vegas, città costruita ex novo nel deserto. L’idea era di sostenere l’occupazione e il reddito.
    • Sostenere il settore agricolo (esempio è la valle del Tennessee, che pagò un grande prezzo nella crisi del '29). L’idea era di sostenere l’occupazione e il reddito. È una forma di stato a economia mista.

Il New Deal (Roosevelt, 1932) è l’intervento dello stato americano per uscire dalla crisi. Oltre a quella del Glass-Steagall Act (trattata nella lezione del 16/11). Un’altra importante riforma è quella dello stimolo in opere pubbliche e infrastrutturali con la Federal Emergency Relief Administration comunemente conosciuta come FERA (pag. 227): lo Stato americano investe nella costruzione di strade, nell’elettrificazione del paese, di dighe e opere infrastrutturali. Questo per creare occupazioni e quindi consumo. Un altro intervento è l’Agriculture Adjustment Administration (comunemente conosciuta come AAA) che interviene attraverso un sussidio, un contributo dello stato a mantenere alti (a rialzare i prezzi) dei prodotti agricoli caduti dopo la crisi del '29 a livelli molto bassi. La stessa procedura (cioè lo stato sostiene con sussidi) verrà applicata per l’industria con la National Recovery Administration (con la NRA). L’idea essenziale è che lo stato crea un’agenzia (una per l’agricoltura e una per l’industria) a sostegno dell’agricoltura e dell’industria, ovvero lo Stato entra direttamente nel sistema economico.

Nel secondo mandato di Roosevelt a queste politiche (politiche di riforme del sistema bancario-finanziario e politiche a sostegno dell’industria e dell’agricoltura) si aggiungono politiche sociali per migliorare la distribuzione del reddito (Wagner Act e Social Security Act). Con il Wagner Act del 1935 viene creato il National Labor Relations Act, con il riconoscimento quindi dei sindacati e il riconoscimento dei contratti collettivi di lavoro (contratti non individuali ma “per categoria”). Il contratto collettivo è un accordo tra il sindacato di categoria e l’associazione di categoria degli industriali (di solito riassunte nella confederazione che in Italia prende il nome di Confindustria) per stabilire norme generali e collettive (ovvero che valgono per tutti i lavoratori di un settore).

Nel 1938 viene approvato il Fair Labor Standards Act che stabiliva:

  • Salario minimo,
  • Orario massimo di lavoro (8 ore),
  • Introduceva il concetto di sicurezza sociale (sanità e pensioni).

Il Social Security Act riordinava il sistema pensionistico, le assicurazioni contro la dissociazione e introduceva elementi di finanziamento al sistema sanitario (recuperando il Wagner Act e il Social Security Act). Introduce l’idea che lo Stato si fa carico di costi individuali ovvero: se il lavoratore deve pagare l’assicurazione sulla sanità, la retta scolastica e l’assicurazione sulla vita per avere la pensione sono dei costi individuali che riducono il reddito e quindi riducono il consumo. Il costo della pensione, della sanità e dell’istruzione viene spostato dall’individuo alla collettività e quindi il singolo individuo ha sulla carta più risorse da consumare nel breve periodo (politica sociale per sostenere i consumi). Però questa politica sociale dallo Stato può essere finanziata dalle tasse, da debito pubblico e la stampa di carta moneta che sono però valutati negativamente. La politica sociale del New Deal fu finanziata da un incremento della tassazione soprattutto sui redditi medio-alti. Il New Deal tenderà a dividere la tassazione per finanziare le politiche sociali tra lavoratori e datori di lavoro. È un sistema contributivo, finanziato sia dagli imprenditori (con il costo del lavoro, una tassazione apposta), sia dai lavoratori con un prelievo in busta paga (pagano una quota per finanziare la politica sociale). Tutte queste politiche (sia economiche sia sociali) è un modello che si diffuse da lì per tutto il ‘900.

In sintesi: il New Deal ha introdotto una serie di elementi di politica economica e di sicurezza sociale (caratteristica di tutto il ‘900). E con il New Deal matura l’idea che lo stato deve intervenire in economia per sostenere il ciclo economico. Interviene sui consumi e sul lavoro.

Seconda Guerra Mondiale

Guerra distruttiva

Se la Prima Guerra Mondiale aveva visto la mobilitazione delle risorse (utilizzo delle finanze pubbliche per sostenere la guerra) la Seconda Guerra Mondiale è primariamente una guerra economica. Secondo molti storici la guerra viene persa dai nazisti non solo e non primariamente per alcuni errori strategici militari di Hitler (cioè invadere la Russia, andare contro l’Inghilterra e perdere battaglie legate essenzialmente all’area del Pacifico). La Germania nazista perde la guerra perché gli USA sono sul piano economico molto più efficienti (l’economia di guerra americana è in grado di produrre armamenti, tecnologia e risorse molto di più e in modo molto più efficiente della Germania nazista).

Quindi la Seconda Guerra Mondiale si combatte anche sul fronte economico (è una grande mobilitazione di risorse); il 50% del Pil finisce in spese militari. Questa moltiplicazione di risorse investite è resa possibile dal superamento della grande depressione degli anni ’30. La Seconda Guerra Mondiale è da una parte una grande mobilitazione di risorse (è l’idea che anche il lavoro femminile venga impiegato nella fabbrica per produrre e quindi c’è un grande sviluppo dell’industria bellica) e dall’altra una grande distruzione di risorse (soprattutto in Europa): i bombardamenti, la guerra totale e l’annientamento della popolazione. Quindi si porrà un problema di ricostruzione (a differenza della prima in cui c’era un problema di riconversione).

Ci fu anche una distruzione da un punto di vista del capitale umano: ci furono 40 milioni di morti e 15 milioni di feriti (di cui il 40% civili). La più grande contribuzione di morti riguarda l’URSS e la Cina. La seconda guerra mondiale non è solo una distruzione di vita umana ma c’è un grande spostamento di popolazione (a partire dalla Shoah fino ai trasferimenti forzati di ebrei in Palestina, Polacchi,…).

La distruzione riguarda per la prima volta non solo gli eserciti, gli armamenti,… ma riguarda anche l’industria, i trasporti e l’agricoltura (bisogna quindi ricostruire il sistema dei trasporti, dell’industria e dell’agricoltura). Si bombardano le fabbriche, i campi, le ferrovie, le strade e le città. Per esempio, l’esercito tedesco in fuga (dopo l’8 settembre del 1943) oltre a commettere stragi e atti violenti in tutta Italia si porterà via fisicamente l’impianto siderurgico di Cornigliano (gli alti forni vennero trasferiti da Cornigliano in Baviera).

La distruzione unita alla morte genera una caduta dei redditi. Bisogna ricostruire anche il reddito. L’Europa (ma anche tutta l’area asiatica, il Sud America e l’Africa) ha un problema di carestie e di povertà. I paesi neutrali (come la Svizzera) stanno bene (ma sono pochi). Avere una caduta dei redditi rilevanti vuol dire avere una caduta della domanda e quindi del commercio.

Mutamenti nel commercio

I mutamenti nel commercio sono dati da:

  • Interruzioni delle relazioni tra i paesi in conflitto.
  • Interferenza tedesca nei commerci dei paesi occupati.
  • Vantaggi per i paesi neutrali.

Solo gli Stati Uniti sono cresciuti (ha avuto un grande sviluppo economico-industriale). L’Inghilterra ormai non c’è più.

L’economia di guerra

La seconda guerra mondiale è una guerra economica: mobilitazione delle risorse, distruzione delle risorse (anche la popolazione) con importanti ricadute. Le ricadute della seconda guerra mondiale sono che:

  • La guerra ha un costo che deve essere coperto.
  • Genera una caduta dei redditi.
  • Totale blocco del commercio.
  • Affermazione degli Stati Uniti come potenza economica.
  • Tema di riorganizzazione del mercato del lavoro.
  • La seconda guerra mondiale è anche una grande occasione di innovazione tecnologica: energia nucleare come nuova fonte energetica, sistema dell’aviazione e ricerca spaziale. Qualcuno inoltre sostiene che la tecnologia informatica oggi utilizzata derivi dalle scoperte dell’IBM durante la seconda guerra mondiale per controllare i flussi di informazioni e di risorse.

La guerra fredda

La seconda guerra mondiale come evento economico, l’affermazione degli Stati Uniti come potenza economica e al termine del conflitto (1945) viene definito un nuovo ordine mondiale. Le conferenze (Potsdam e Jalta) definiscono un nuovo assetto politico così come aveva fatto il trattato di Versailles.

Ci sono due cose importanti da notare:

  • Il mondo viene diviso in due blocchi: i paesi che stanno con gli Stati Uniti e i paesi che stanno con l’URSS.
  • La divisione politica in due blocchi corrisponde a una divisione economica: da una parte il blocco sovietico con economia pianificata (stato massimale), dall’altra gli Stati Uniti con il capitalismo manageriale.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giadaboccuzzi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Locatelli Andrea Maria.
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