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Concetti Chiave

  • L'articolo 80 della Costituzione italiana assegna al parlamento il compito di autorizzare la ratifica di vari tipi di accordi internazionali, inclusi quelli che modificano leggi nazionali e oneri finanziari.
  • La procedura decisionale per la ratifica degli accordi internazionali è caratterizzata da tempistiche lunghe e costi elevati.
  • Il Trattato di Lisbona, in vigore dal 2009, ha riformato il funzionamento dell'Unione europea, conferendo nuove prerogative al parlamento europeo.
  • Dal 1958, il parlamento europeo ha evoluto i propri poteri, passando da una semplice assemblea a un organo con crescente autorità decisionale.
  • Nel 1975, l'assemblea parlamentare dell'UE ha ricevuto poteri decisionali simili a quelli del Consiglio dei ministri, enfatizzando il suo ruolo nell'approvazione del bilancio dell'Unione.

Ruolo del parlamento italiano

L’art. 80 della Costituzione italiana demanda al parlamento il compito di autorizzare la ratifica di cinque diverse tipologie di accordo internazionale: accordi che apportano modificazioni a leggi nazionali; accordi che hanno natura politica; che prevedono arbitrati giudiziali; che apportano modifiche territoriali od oneri finanziari. La procedura decisionale prevista ex art. 80 richiede tempistiche estremamente dilazionate e costi molto ingenti.

Evoluzione del parlamento europeo

Nelle democrazie liberali, la conclusione solenne degli accordi internazionali è simile a quella prevista all’interno dell’ordinamento giuridico italiano. La costituzione dell’Ue è stata delineata tramite la stipulazione del Trattato di Lisbona, il quale consta di due pilastri: il trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUe) e il trattato sull’Unione europea (Tue). Il trattato di Lisbona, in vigore dal 1 dicembre del 2009, ha attribuito specifiche prerogative al parlamento europea. A partire dal 1958, anno in cui fu stipulato il trattato sulla comunità economica europea, infatti, non esisteva un parlamento europeo con propri poteri, bensì una semplice assemblea parlamentare con la quale cooperavano i parlamenti nazionali. Il trattato prevedeva la formazione della commissione europea, formata da commissari indipendenti, e il consiglio dei ministri, dove sedevano i rappresentanti degli stati. Solo nel 1978 fu approvato il suffragio universale per le votazioni relative all’assemblea paralmentare, la quale per questo motivo a cominciato ad acquisire poteri decisionali sempre più ampi. Nel 1975 è stato stabilito che l’assemblea parlamentare Ue avrebbe dovuto esercitare poteri decisionali paragonabili a quelli propri del Consiglio dei ministri solo al fine di stabilire e approvare il bilancio dell’Ue; oggi, i poteri attribuiti al parlamento UE possono essere paragonati, sotto diversi punti di vista, alle prerogative del Consiglio dei ministri dell’Unione europea.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo del parlamento italiano nella ratifica degli accordi internazionali?
  2. Il parlamento italiano, secondo l’art. 80 della Costituzione, è responsabile dell’autorizzazione alla ratifica di vari tipi di accordi internazionali, inclusi quelli che modificano leggi nazionali e quelli con oneri finanziari, seguendo una procedura che richiede tempi e costi significativi.

  3. Come è evoluto il parlamento europeo nel corso degli anni?
  4. Il parlamento europeo ha subito un'evoluzione significativa dal 1958, passando da una semplice assemblea parlamentare a un'istituzione con poteri decisionali, specialmente dopo l'approvazione del suffragio universale nel 1978 e l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona nel 2009, che ha ampliato le sue prerogative.

  5. Quali sono i principali cambiamenti introdotti dal Trattato di Lisbona riguardo al parlamento europeo?
  6. Il Trattato di Lisbona ha conferito al parlamento europeo specifiche prerogative e poteri decisionali simili a quelli del Consiglio dei ministri, permettendo una maggiore influenza nelle decisioni relative al bilancio dell'Unione europea e in altre aree chiave.

Domande e risposte

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