Concetti Chiave
- Parini, nato nel 1729 in Brianza, dimostrò sin da giovane una forte volontà di partecipare al progresso e alle riforme civili della sua regione, affrontando difficoltà economiche legate alle sue umili origini.
- Trasferitosi a Milano a nove anni, sostenne gli studi dando lezioni private e ricopiando documenti, prima di essere accolto nell'Accademia dei Trasformati, che difendeva la tradizione letteraria italiana.
- Il suo coinvolgimento in un episodio di ingiustizia lo portò a un periodo di difficoltà economiche, ma la pubblicazione del "Giorno" gli permise di ottenere ruoli significativi, come la redazione della Gazzetta di Milano.
- Incoraggiato dalle idee repubblicane di Bonaparte, Parini inizialmente si unì alle municipalità, ma si distaccò rapidamente, ritenendo che la libertà giacobina fosse degenerata in disordine.
- Negli ultimi anni della sua vita, Parini affrontò la reazione austriaca, mentre la sua salute peggiorava, culminando nella sua morte nel 1799.
Qual è l'infanzia e la formazione di Parini?
La vita del Parini è caratterizzata da quella qualità di saggezza, di equilibrio, di dignità senza enfasi e da quella tenace volontà di collaborazione al progresso e alle riforme civili, economiche, sociali della patria lombarda. A quella cultura e a quel moto riformatore di Parini vi si avvicinò lentamente durante la sua difficile e povera adolescenza e gioventù, piena di difficoltà economiche a causa della sua umile origine popolare.
Carriera e sfide economiche
Infatti, era nato in Brianza nel 1729. Fu inviato a nove anni a Milano, presso una zia, per attendere gli studi: frequentò il ginnasio Arcimboldi, ma per poter vivere dava lezioni private e ricopiava carte forensi. Poco più che ventenne fu presentato all’Accademia dei Trasformati, accademia milanese che si proponeva di difendere la tradizione linguistica e letteraria italiana. Nel 1754 fu ordinato prete più per poter attendere in pace gli studi che per vera vocazione, come dimostrano le Odi. Nello stesso anno entrava come precettore in casa dei duchi Serbelloni e vi rimase per otto anni.
Contributi letterari e politici
Nel 1762 avendo la duchessa preso a schiaffi la figlia del proprio maestro di musica Sommartini, il Parini sdegnato prese le difese della ragazza, accompagnandola in città, ma venne poi licenziato. Iniziò allora per il Parini un periodo di disagi e di angustie economiche. Ma la pubblicazione del Giorno gli procurò la protezione del Conte di Firmion: ebbe la redazione della Gazzetta di Milano; fu nominato professore di eloquenza nelle scuole Palatine dove poté bandire i suoi principi di letteratura e di critica.
Ultimi anni e riflessioni finali
Nel 1796 scendeva in Italia l’esercito repubblicano del Bonaparte; il Parini, che aveva accolto con entusiasmo le nuove idee, venne chiamato a far parte delle municipalità, ma ben presto si persuase che la libertà giacobina si risolveva in disordinata licenza, ed assunse un atteggiamento ostile che gli procurò dopo soli tre mesi l’allontanamento dall’ufficio. In quello stesso tempo trovava conforto nell’amicizia col giovane Foscolo. Nel 1799 tornavano a Milano gli austriaci, che iniziavano una reazione feroce, minacciando anche di togliere la cattedra al poeta ormai vecchio. Ma questi, già travagliato da una cataratta all’occhio e da idropisia alle gambe, moriva proprio in quell’anno.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali sfide economiche affrontate da Parini durante la sua gioventù?
- Come influenzò la carriera di Parini la sua esperienza come precettore presso i duchi Serbelloni?
- Qual è stata l'evoluzione del pensiero politico di Parini durante gli eventi del 1796?
Parini, nato in Brianza nel 1729, visse una difficile adolescenza caratterizzata da difficoltà economiche a causa della sua umile origine popolare. Per sostenersi, dava lezioni private e ricopiava documenti legali mentre studiava a Milano (Infanzia e formazione di Parini).
L'esperienza di Parini come precettore in casa dei duchi Serbelloni, durata otto anni, fu cruciale per la sua carriera, poiché gli permise di entrare in contatto con ambienti culturali e di pubblicare opere significative, come il "Giorno", che gli procurò importanti opportunità professionali (Carriera e sfide economiche).
Inizialmente entusiasta delle idee repubblicane portate da Bonaparte, Parini si rese conto che la libertà giacobina si traduceva in disordine e assunse un atteggiamento ostile, che portò al suo allontanamento dall'ufficio dopo soli tre mesi (Ultimi anni e riflessioni finali).