Concetti Chiave
- L'arte del parrucchiere nel Settecento era considerata una forma d'arte, con i parrucchieri francesi molto stimati per le loro abilità.
- La cipria era utilizzata per imbiancare i capelli, seguendo le tendenze della moda del XVIII secolo e creando un aspetto elegante.
- I parrucchieri lavoravano in spazi appositamente dedicati per garantire un'applicazione uniforme della cipria sui capelli.
- Il racconto mitologico evidenzia l'uso della cipria non solo sui giovani, ma anche per ravvivare il colore delle guance degli anziani.
- Il litigio nella corte di Amore mette in luce il contrasto tra giovani e anziani, con Amore che interviene per mantenere l'armonia.
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L'arte del parrucchiere nel Settecento
7845-748 Giunta al suo termine è l’opera dotta del pettine. L’elegante maestro spande tutt’intorno, scuotendo la mano, una polverosa nuvola di cipria affinché i tuoi capelli sembrino bianchi prima del tempo (come voleva la moda del XVIII secolo).
[ Il parrucchiere era per lo più francese e nel Settecento era molto stimato, quasi come fosse un artista. La cipria veniva diffusa in un apposito stanzino al fine di ottenere un’imbiancatura uniforme della chioma del Giovin Signore]
[A questo punto inizia il racconto mitologico sull’uso di imbiancarsi di cipria i capelli per i giovani e di ravvivare il colore delle guance per i vecchi]
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Il litigio nella corte di Amore
749-771 Ad un tratto tutta la corte del dio Amore si sentì risuonare di un orribile litigio. I vecchi tardi nei movimenti e rugosi in volto osarono disputare con i giovani nipoti sull’ordine di precedenza dinnanzi al trono del Dio. I giovani freschi e baldanzosi scoppiarono in una risata fragorosa e con parole aspre e pungenti prese in giro l’audacia dei vecchi. Nacque un gran tumulto; se non che Amore che vuole tutti ugualmente soggetti alla sua legge, intervenne per
[Terminato il racconto mitologico sull’origine della cipria, il Parini riprende il tono satirico]
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Il coraggio del Giovin Signore
772-778 Ora tu, o Signor mio [di cui il Parini era precettore], tu che sei il primo onore e il primo ornamento del regno dell’ Amore, affronta nell’apposito stanzino la bianca polvere. Ecco che dopo essere stata sparsa da una mano provvidenziale, contrasta con l’aria nella quale trova un ostacolo a causa della sua leggerezza, e delle sue particelle ricopre ogni cosa.
[Secondo l’usanza del tempo, per indicare le particelle della cipria, Parini usa il termine atomo, rifacendosi così all’atomismo di Newton. Infatti nel XVIII secolo era molto frequente l’uso nella poesia, anche in quella più classicheggiante, il ricorso a vocaboli strettamente scientifici.]
vv. 779-780 Ora, fatti coraggio e slanciati, pieno di coraggio, in mezzo a quella vorticosa nebbia di cipria. Bravo! Così! Sei forte.
[In questi versi Parini raggiunge il punto culminante dell’ironia. Passare nello stanzino della cipria e lasciarsi ricoprire i capelli diventa un atto di eroismo e di forte coraggio degno di suscitare il plauso del precettore. L’ironia diventa più incisiva nei versi successivi]
vv. 781-797 Uguale a te il tuo grande antenato, si gettò tra il fuoco orribile di Marte, infuriando quando difese i trepidanti dei della patria (=i Lari) e sconfisse mettendoli in fuga il nemico feroce. Identico è l’ardire del Giovin Signore a quello del suo antenato e tuttavia quanto è diverso il loro aspetto!. L’antenato uscì dalla battaglia con il volto annerito dal fumo e cosparso di sangue nero e di sudore e con i capelli strappati e scompigliati, uno spettacolo fiero per i cittadini medesimi che la sua mano aveva salvato. Mentre tu, assai più dolce e leggiadro a vedersi, coperto di bianco, uscirai tra poco ad allietare gli occhi della cara tua patria, alla quale il forte braccio dell’antenato e il viso divino del nipote erano destinati a portare salvezza. La patria ti attende con impazienza ed il tuo ritardo di poche ore le sembra lungo quanto mille anni.
[Nei due versi finali si può notare un tocco di malizia perché non è la patria che attender il Giovin Signore, bensì la dama per le cerimonie cortesi della giornata]
Domande da interrogazione
- Qual era il ruolo del parrucchiere nel Settecento?
- Come veniva utilizzata la cipria dai parrucchieri dell'epoca?
- Qual è il tema centrale del litigio nella corte di Amore?
Nel Settecento, il parrucchiere, spesso di origine francese, era considerato un artista e svolgeva un ruolo fondamentale nella moda, utilizzando la cipria per imbiancare i capelli e creare un aspetto elegante, come descritto nel testo.
La cipria veniva diffusa in un apposito stanzino per ottenere un'imbiancatura uniforme dei capelli, seguendo le tendenze della moda del XVIII secolo, come evidenziato nel racconto.
Il litigio nella corte di Amore mette in evidenza il conflitto tra giovani e vecchi riguardo all'ordine di precedenza, sottolineando la tensione generazionale e l'intervento di Amore per mantenere l'armonia tra le parti, come riportato nel testo.