Lezione 02
Cos'è una costituzione? Quali sono i contenuti fondamentali delle costituzioni moderne?
La Costituzione è un insieme di regole fondamentali che caratterizzano un determinato stato in un determinato momento storico. La Costituzione può essere scritta, come quasi tutte le costituzioni contemporanee, o non scritta, come nel caso del Regno Unito; corta o lunga. La Costituzione italiana è una costituzione scritta, lunga e rigida.
Le costituzioni moderne vengono scritte per fissare limiti al potere di chi comanda e per riconoscere i diritti degli individui nei confronti delle autorità. Esse hanno quindi due contenuti fondamentali: il riconoscimento dei diritti e la divisione dei poteri (come strumento per garantire i diritti).
Cos'è un ordinamento costituzionale?
L’ordinamento costituzionale di un Paese è il complesso delle norme fondamentali, scritte e non scritte, che caratterizzano l’ordinamento giuridico e ne rappresentano il codice genetico. L’ordinamento costituzionale di un Paese non si identifica necessariamente con le sole norme formalmente costituzionali. Allo stesso modo, non è detto che le norme di una Costituzione esauriscano i contenuti di un ordinamento costituzionale. L’ordinamento costituzionale è il complesso dei principi e delle norme costituzionali, sia formalmente sia materialmente.
Cos'è una costituzione? Che differenza c'è tra costituzione rigida e costituzione flessibile?
La Costituzione è un insieme di regole fondamentali che caratterizzano un determinato stato in un determinato momento storico. La Costituzione può essere scritta, come quasi tutte le costituzioni contemporanee, o non scritta, come nel caso del Regno Unito; corta o lunga. La Costituzione italiana è una costituzione scritta, lunga e rigida.
È rigida se può essere modificata solo attraverso un procedimento di revisione aggravato e se vi è un organo cui sia attribuito il compito di controllarne il rispetto. È flessibile se può essere modificata o derogata con legge ordinaria e non c’è un organo chiamato a controllarne il rispetto.
Spiegare la distinzione tra disposizioni e norme
Le disposizioni sono gli enunciati linguistici nei quali si articola un testo normativo, mere formulazioni linguistiche potenzialmente suscettibili di diverse interpretazioni.
Le norme sono il significato di quegli enunciati, che si ricava a seguito di un'operazione di interpretazione, operata sulla base di più criteri (letterale, teleologico, logico-sistematico).
Che differenza c'è tra ordinamenti di Civil Law e ordinamenti di Common Law?
Civil Law: modello di ordinamento giuridico derivante dal diritto romano, sviluppatosi nell’Europa continentale e poi diffusosi a livello mondiale, nel quale è prevalente l’importanza delle norme scritte (leggi, codici, ecc). Il giudice interpreta ed applica le norme contenute nei testi normativi, non crea diritto.
Common Law: modello di ordinamento giuridico tipico dei Paesi anglosassoni, nei quali le norme derivano prevalentemente dalla regolarità dei comportamenti dei consociati, accertati e verificati dai giudici. Gli ordinamenti di Common Law sono basati sui precedenti giurisprudenziali, che sono vincolanti, più che sulle norme scritte. Il giudice ha una funzione creativa di diritto.
Lezione 03
Come si ottiene la cittadinanza italiana?
La disciplina del 1992 utilizza quale principio fondamentale per l’attribuzione della cittadinanza quello del “diritto del sangue” (ius sanguinis), contemperato tuttavia con il principio del diritto del territorio dove si nasce (ius soli) e con quelli del diritto di scelta (ius electionis) e della comunicabilità del diritto di cittadinanza di un membro della famiglia all’altro (iuris communicatio).
È cittadino italiano per nascita:
- Il figlio, anche adottivo, di padre o di madre cittadini italiani, ovunque sia nato (ius sanguinis).
- Chi è nato in Italia da genitori entrambi ignoti o apolidi, o che non comunicano la loro cittadinanza al figlio secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono (ius soli).
Può acquistare la cittadinanza italiana:
- Lo straniero o l’apolide, del quale il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado siano stati cittadini per nascita, a certe condizioni (se presta effettivo servizio militare per lo Stato italiano o assume pubblico impiego alle dipendenze dello Stato, anche all’estero, e, in entrambi i casi, dichiara preventivamente di voler acquistare la cittadinanza italiana; se, al raggiungimento della maggiore età, risieda legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica e dichiari, entro un anno dal raggiungimento, di voler acquistare la cittadinanza italiana) (ius electionis).
- Lo straniero nato in Italia, che vi abbia risieduto legalmente senza interruzione fino al raggiungimento della maggiore età, se dichiara di voler acquistare la cittadinanza italiana entro un anno dalla suddetta data (ius electionis).
- Il coniuge, straniero o apolide, di cittadino italiano quando, dopo il matrimonio, risieda legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica, oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio se residente all’estero, salvo casi di preclusione per subite condanne o per comprovati motivi di sicurezza, e qualora, al momento dell’adozione del decreto che concede la cittadinanza, non sia intervenuto lo scioglimento, l’annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e non sussista la separazione personale dei coniugi (iuris communicatio).
Elencare e descrivere gli elementi che compongono lo Stato
Per aversi uno Stato occorre che siano presenti tutti e tre i seguenti elementi:
- Un popolo: Comunità di persone legate da un vincolo riconosciuto e istituzionalizzato, che fanno parte dello Stato in quanto ne hanno la cittadinanza. Il popolo è quindi il complesso dei cittadini (non solo le persone fisiche, ma anche le associazioni e le persone giuridiche aventi la nazionalità).
- Un territorio: Spazio sul quale il popolo vive e su cui si esercita la sovranità dello Stato, costituito da:
- Una superficie di terraferma (delimitata dalle frontiere dello Stato),
- Acque interne comprese entro i confini,
- Mare territoriale (fascia di mare che circonda le terre emerse, fissata da quasi tutti gli Stati, Italia compresa, in 12 miglia marine),
- Spazio aereo sovrastante e corrispondente sottosuolo,
- Piattaforma continentale (parte del fondo marino di profondità costante che circonda le terre emerse).
- Un governo sovrano: Organizzazione dei centri di potere: struttura, organizzazione stabile che viene data al potere politico.
Lezione 04
Come è avvenuta l'adesione dell'Italia alle comunità europee? Quali norme della Costituzione italiana sono state utilizzate per consentire tale adesione?
L’Italia è stata tra i sei Paesi fondatori delle Comunità europee. Aderendo alle Comunità europee, l’Italia ha accettato le condizioni di appartenenza fissate dai Trattati istitutivi (tra cui la diretta applicabilità di alcune norme europee nell’ordinamento interno e la prevalenza del diritto europeo su quello nazionale). Ha quindi accettato un’importante limitazione, anche se parziale, della propria sovranità nazionale.
Come è avvenuta l’adesione alle Comunità europee, che ha comportato tale limitazione di sovranità? Attraverso leggi ordinarie: in particolare, attraverso le leggi di ratifica del Trattato di Roma del 1957 e di tutti i Trattati successivi, leggi contenenti il c.d. ordine di esecuzione. Ci si è chiesti se le leggi di esecuzione dei Trattati (quindi fonti di rango primario) potessero bastare a disporre una tale cessione di sovranità. In quasi tutti gli Stati europei, infatti, si era ritenuta necessaria una riforma costituzionale, mentre l’adesione italiana è avvenuta a Costituzione invariata.
Le norme della Costituzione italiana che sono state utilizzate per consentire tale adesione sono:
- L’art. 11 Cost. era stato pensato dai Costituenti per consentire all’Italia di partecipare all’Organizzazione delle Nazioni Unite. Tuttavia, la Corte costituzionale italiana ha letto nell’art. 11 Cost. anche un’autorizzazione a «cedere» parte della sovranità nazionale per aderire, «in condizioni di parità con gli altri Stati», alle Comunità europee. L’art. 11 Cost. autorizza le limitazioni della sovranità nazionale.
- L’art. 117, comma 1, Cost. prevede infatti che «La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali». L’art. 117, comma 1, Cost. riconosce quelle limitazioni, offrendo una «giustificazione costituzionale» alle conseguenze derivanti dalle limitazioni di sovranità a favore dell’ordinamento europeo.
Che tipo di organizzazione è l'Unione europea? Quali sono i caratteri dell'ordinamento dell'Unione europea?
L’Unione europea è un’organizzazione del tutto peculiare, sia per il modo in cui è sorta e per il processo di sviluppo che ha avuto, sia per il fatto che essa è al tempo stesso una «unione di Stati» e una «unione di popoli». È definita come un’«organizzazione sovranazionale», per l’integrazione particolarmente intensa con gli Stati membri: gli atti adottati dalle istituzioni dell’UE possono produrre effetti giuridici non solo nei confronti degli Stati membri, ma anche dei loro cittadini (che sono anche cittadini dell’UE); è istituito un organo giurisdizionale con il compito di vigilare sul rispetto dei trattati.
I caratteri dell'ordinamento dell'Unione europea sono:
- L’Unione europea (UE) si fonda su Trattati, cioè atti di diritto internazionale, che tuttavia oggi contengono quasi tutto quello che contengono le moderne carte costituzionali (affermazione di valori, principi e obiettivi; disposizioni istituzionali e quadro istituzionale; compiuto sistema delle fonti; carta dei diritti fondamentali).
- I Trattati danno vita ad un diritto derivato: l’ordinamento dell’UE possiede autonomi meccanismi per la produzione di norme, le quali prevalgono sul diritto dei singoli Stati e hanno come destinatari tutti i soggetti degli Stati membri (a partire dai giudici, che le devono applicare); l’unico interprete legittimo delle norme europee è la Corte di Giustizia dell’UE.
- L’UE è aperta all’adesione di altri Stati europei, purché rispettino i suoi valori.
- Vi è una cittadinanza europea «integrativa» rispetto a quella nazionale.
L’Unione europea è un organismo sui generis alle cui istituzioni gli Stati membri delegano parte della propria sovranità nazionale.
Lezione 05
Descrivere la forma di Stato dell'Italia
La Repubblica italiana è uno Stato sociale che si ispira al costituzionalismo liberaldemocratico e ha le caratteristiche dello Stato costituzionale. È, inoltre, uno Stato regionale. La dottrina parla di forme di Stato per indicare i diversi modi attraverso i quali si combinano i tre elementi costitutivi dello Stato: popolo, territorio e governo sovrano.
In quest’ottica, si distinguono due diversi profili, a cui corrispondono due diverse classificazioni delle forme di Stato:
- Distinzione delle forme di Stato con riguardo al rapporto tra governo e popolo (governanti e governati) e ai fini perseguiti dall’ordinamento.
- Distinzione delle forme di Stato con riguardo al rapporto tra territorio e governo.
Cosa si intende per «forma di Stato»? Come vengono classificate le forme di Stato?
Le forme di Stato descrivono il tipo di rapporto che sussiste fra il potere politico e la società civile, ossia il rapporto tra “governanti” e “governati”, nonché l’insieme dei principi e dei valori cui lo Stato ispira la sua azione e il modo attraverso il quale vengono perseguiti i fini dell’ordinamento.
La dottrina parla di forme di Stato per indicare i diversi modi attraverso i quali si combinano i tre elementi costitutivi dello Stato: popolo, territorio e governo sovrano.
In quest’ottica, si distinguono due diversi profili, a cui corrispondono due diverse classificazioni delle forme di Stato:
- Distinzione delle forme di Stato con riguardo al rapporto tra governo e popolo (governanti e governati) e ai fini perseguiti dall’ordinamento.
- Distinzione delle forme di Stato con riguardo al rapporto tra territorio e governo.
Lo Stato è un ordinamento giuridico a fini generali, nel senso che può assumere come proprio qualsiasi fine. A seconda della finalità prevalente che lo Stato persegue (e delle conseguenti ripercussioni sui rapporti con la popolazione), si distinguono diverse forme di Stato:
- Stato assoluto: è la prima forma dello Stato moderno, che si afferma in Europa tra il XV e il XVII secolo a seguito della dissoluzione dell’ordinamento feudale. Lo Stato assoluto è caratterizzato dall’accentramento in capo al sovrano di tutto il potere pubblico, senza separazione tra le diverse funzioni.
- Stato liberale: nasce tra il XVIII e il XIX secolo a seguito della crisi e del superamento dello Stato assoluto. La finalità prevalente dello Stato liberale è quella di garantire l’autonomia e la libertà dell’individuo. Al fine di garantire meglio i diritti individuali, il potere politico è suddiviso tra soggetti istituzionali diversi, che si controllano reciprocamente (separazione dei poteri). Lo Stato liberale ha una base sociale ristretta ad una sola classe, la classe borghese, cioè ai soggetti con un certo livello di reddito e di istruzione, ai quali è riservato il diritto di voto (Stato monoclasse).
- Stato democratico-costituzionale: lo Stato democratico (o liberaldemocratico) si sviluppa come evoluzione dello Stato liberale e comincia ad affermarsi agli inizi del Novecento, quando l’estensione del suffragio ai ceti in precedenza esclusi determina l’allargamento della sua base sociale. Si tratta dunque di uno Stato pluriclasse, in cui è garantito ampiamente il pluralismo. La tutela dei diritti civili, politici e anche sociali viene fissata in Costituzioni rigide (si parla dunque di Stato costituzionale e di Stato sociale).
A seconda dei rapporti tra territorio e governo, si distingue tra:
- Stati unitari: pur rispettando le autonomie locali, conservano una rigorosa centralizzazione delle funzioni. Il potere sovrano appartiene ad un unico “ente” e gli organi costituzionali rappresentativi sono solo centrali. Esempio: lo Stato italiano prima dell’entrata in vigore della Costituzione repubblicana.
- Stati federali: composti dalla riunione di più Stati, i quali conservano parte della propria sovranità ma affidano il resto dei loro poteri ad un governo federale, distinto dal governo dei singoli Stati, a capo del quale vi è un presidente federale. Esempio: Stati Uniti d’America.
- Stati regionali: intermedi tra lo Stato unitario e lo Stato federale. Si hanno quando uno Stato unitario amplia la sfera delle autonomie locali, che sono titolari di una propria potestà legislativa, di competenze amministrative e di autonomia finanziaria. Esempio: Italia.
Quali sono le caratteristiche dello Stato democratico-costituzionale?
Stato democratico-costituzionale: lo Stato democratico (o liberaldemocratico) si sviluppa come evoluzione dello Stato liberale e comincia ad affermarsi agli inizi del Novecento, quando l’estensione del suffragio ai ceti in precedenza esclusi determina l’allargamento della sua base sociale. Si tratta dunque di uno Stato pluriclasse, in cui è garantito ampiamente il pluralismo. La tutela dei diritti civili, politici e anche sociali viene fissata in Costituzioni rigide (si parla dunque di Stato costituzionale e di Stato sociale).
Le caratteristiche:
- Si basa sul suffragio universale, la segretezza e libertà del voto, le elezioni periodiche, il pluralismo e il pluripartitismo.
- L’ordinamento si fonda su una Costituzione rigida (in genere scritta), alla quale è sottoposto lo stesso potere sovrano.
- I diritti dell’uomo hanno il primato su ogni altro valore (nello Stato sociale, peraltro, alla tutela dei diritti civili e politici si aggiunge quella dei diritti sociali).
- È garantito il rispetto del principio di uguaglianza formale e sostanziale.
- La sovranità appartiene al popolo: il diritto e lo Stato trovano il loro fondamento nella volontà dei consociati.
- La principale tecnica di adozione delle decisioni politiche è il principio di maggioranza.
- È realizzata la separazione dei poteri.
- Il potere legislativo è attribuito ad Assemblee rappresentative (elettive).
- I diritti dei cittadini sono garantiti dall’attività di giudici indipendenti.
- È previsto il controllo di costituzionalità delle leggi ad opera dei giudici (controllo diffuso) oppure di appositi tribunali costituzionali (controllo accentrato).
- Vige il principio di laicità: la sfera politica è autonoma da quella religiosa, lo Stato non privilegia alcuna confessione ma le rispetta tutte.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Paniere risposte aperte istituzioni di diritto pubblico corretto
-
Paniere nuovo completo di Istituzioni di diritto pubblico
-
Paniere Istituzioni diritto pubblico - Multiple e Aperte
-
Paniere Istituzioni di diritto pubblico - risposte aperte (versione 2022)