Estratto del documento

Paleopatologia

La paleopatologia studia le lesioni patologiche presenti sui reperti umani antichi al fine di ricostruire contesti di vita del passato. Dal loro studio è possibile trarre indicazioni sulle abitudini alimentari, sulla qualità della vita, sulle attività lavorative, sullo stato di salute e malattia, su alcuni comportamenti culturali dei popoli antichi. Gli inumati costituiscono la «ragione d’essere» del raggruppamento funerario, gli elementi centrali attorno ai quali e in funzione dei quali si sono susseguiti i gesti funerari. Sono un archivio di informazioni sulla ritualità funeraria. Inoltre, i reperti umani antichi, essendo le vestigia dell’uomo del passato, rappresentano un archivio biologico di informazioni indispensabili ai fini dello studio “naturalistico” dell’Uomo.

Codice dei beni culturali e del paesaggio

“Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato (…) che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico (…) sono comprese (…) le cose che interessano la paleontologia, la preistoria e le primitive civiltà”.

Codice etico ICOM per i musei

“Materiali culturalmente sensibili”.

Apparato locomotore

  • Sistema scheletrico = ossa + cartilagini + articolazioni
  • Sistema muscolare = muscoli + tendini

Cartilagini, articolazioni e sistema muscolare non si conservano, ma si conserva indirettamente come impronta. Entrambi i sistemi però presentano delle funzioni: il primo ha funzione di sostegno e protezione, inserzione ai muscoli, emopoiesi, deposito di sali minerali. Mentre il secondo ha funzione di locomozione, attività motoria degli organi interni, mimica, protezione, producono calore.

Posizione anatomica del cadavere

La posizione ovviamente è differente rispetto a quella di ritrovamento, ed è una posizione standard in cui il corpo è supino con gli arti allineati e i palmi rivolti verso l’esterno; quest’ultimo concetto è molto importante perché dà ordine alla posizione di radio ed ulna, in questa maniera il radio ha sempre posizione esterna mentre l’ulna sempre posizione interna.

Classificazione delle ossa

  • Forma
    • Lunghe (es: omero, radio, ulna, metacarpi/tarsi, falangi, femore, tibia, perone)
    • Corte (es: vertebre, ossa del carpo, ossa del tarso)
    • Piatte (es: scapola, anca, sterno, coste, ossa della volta del cranio/parietale)
    • Irregolari
    • Pneumatiche (es: etmoide = osso dietro al naso, mascellare)
  • Posizione
    • Sesamoidi = ossa extra nelle mani e nei piedi
    • Suturali = in corrispondenza delle suture craniche
  • Numero
    • Pari → simmetriche
    • Dispari → asimmetriche

Caratteristiche delle ossa

Per quanto riguarda le ossa lunghe, presentano un'anatomia caratteristica; in particolare sono composte da due epifisi esterne, una prossimale (vicina alla parte centrale del corpo) e distale, ed una diafisi centrale che presenta al suo interno il canale midollare partendo dal centro, poi sostanza spugnosa con midollo emopoietico e infine più esternamente sostanza compatta o corticale o lamellare. Le ossa piatte invece non presentano canali all'interno ma solamente tessuto spugnoso (Diploë) inglobato in due strati di tessuto compatto definiti come tavolato (interno ed esterno). Le ossa corte sono costituite esternamente da osso compatto ed internamente da osso spugnoso e mostrano dal punto di vista dimensionale le 3 dimensioni larghezza, lunghezza e spessore più o meno uguali. Le ossa pneumatiche sono ossa cave contenenti numerose cellette aeree.

Differenze funzionali tra osso compatto ed osso spugnoso

  • Osso spugnoso: si trova in zone in cui le ossa non subiscono forti sollecitazioni, ma queste vengono da diverse direzioni; l’osso spugnoso rende lo scheletro più leggero e permette ai muscoli di muovere le ossa più agevolmente. In particolare, ha lamelle ossee a strati concentrici attorno a microscopici canali a formare colonne parallele all’asse maggiore dell’osso.
  • Osso compatto: è più spesso e si trova in regioni molto sollecitate ma da poche direzioni. Qui le lamelle sono disposte in modo irregolare, strutture ramificate definite ‘spicole’; all’esame ottico appare come una massa spugnosa ricca di cavità intercomunicanti contenenti midollo osseo.

Quando il tessuto spugnoso si vede è perché si è degradato quello compatto; gli ossi sono diversi perché hanno risposte diverse alle sollecitazioni meccaniche.

Formazione delle ossa

  • Nell’embrione, verso il secondo mese di gravidanza, tutte le ossa prendono forma da un modello di cartilagine, che comincia a trasformarsi in osso.
  • Successivamente la cartilagine comincia a ossificarsi a partire dalla zona centrale. La cartilagine viene invasa dalle cellule che costruiscono l’osso, gli osteoblasti, dai vasi sanguigni e dalle fibre nervose.
  • Dopo la nascita, l’accrescimento continua e si formano centri di ossidazione secondari alle estremità dell’osso.
  • L’ossificazione completa si ha solo verso i 20 anni, quando termina la crescita del corpo.
Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 15
Paleopatologia Pag. 1 Paleopatologia Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 15.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Paleopatologia Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 15.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Paleopatologia Pag. 11
1 su 15
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze della terra GEO/01 Paleontologia e paleoecologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher RoriV di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Paleopatologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Boano Rosa.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community