Concetti Chiave
- Aldo Palazzeschi, pseudonimo di Aldo Giurlani, nasce a Firenze nel 1885 e si lega inizialmente al Crepuscolarismo prima di avvicinarsi al Futurismo con opere originali.
- La poesia "La fontana malata" di Palazzeschi è una parodia ironica del canto poetico tradizionale, rappresentato da una fontana malata che tossisce.
- Il componimento gioca sull'antropomorfizzazione della fontana, unendo dettagli realistici a immagini ironiche per criticare i modelli poetici convenzionali.
- Palazzeschi utilizza una metrica di versi brevi, prevalentemente trisillabi, con elementi onomatopeici che contribuiscono a un tono comico e teatrale.
- Con "La fontana malata", Palazzeschi prende bonariamente in giro i poeti crepuscolari e il loro stile dimesso, parodiando anche "La pioggia del pineto" di D'Annunzio.
Palazzeschi - Biografia e opera
Aldo Palazzeschi (1885-1974), pseudonimo di Aldo Giurlani, nasce a Firenze da un’agiata famiglia borghese. Le sue prime poesie, contenute nella raccolta I cavalli bianchi (1905), sono legate al Crepuscolarismo. È apprezzato da Marinetti, il fondatore del Futurismo, che lo invita a collaborare con la rivista Poesia. Negli anni successivi produce alcuni dei testi futuristi più liberi e originali, tra cui la raccolta poetica L’Incendiario (1910) e il romanzo Il codice di Perelà (1911). Si allontana dal Futurismo alla vigilia della prima guerra mondiale perché contrario alle posizioni interventiste. Nell’estate del 1916 è chiamato alle armi. Nel dopoguerra conduce una vita appartata e solitaria, rimanendo estraneo al fascismo e scrivendo soprattutto romanzi.
Proposta poetica
La fontana malata
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchete,
chchch…
È giù,
nel cortile ,
la povera
fontana
malata;
che spasimo!
sentirla
tossire.
Tossisce,
tossisce,
un poco
si tace...
di nuovo.
Tossisce.
Mia povera
fontana,
il male
che hai
il cuore
mi preme.
Si tace,
non getta
più nulla.
Si tace,
non s'ode
romore
di sorta,
che forse...
che forse
sia morta?
Orrore!
Ah! no
Rieccola,
ancora
tossisce.
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchete,
chchch....
La tisi
l'uccide.
Dio santo,
quel suo
eterno
tossire
mi fa
morire,
un poco
va bene,
ma tanto...
Che lagno!
Ma Habel!
Vittoria 9!
Andate,
correte,
chiudete
la fonte,
mi uccide
quel suo
eterno
tossire!
Andate,
mettete
qualcosa
per farla
finire,
magari...
magari
morire.
Madonna!
Gesù!
Non più!
Non più!
Mia povera
fontana,
col male
che hai,
finisci
vedrai,
che uccidi
me pure.
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchete,
chchch…
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchete,
chchch…
Si trova giù
nel cortile
la povera
fontana
rotta;
che tormento!
ascoltarla
fare rumori simili a colpi di tosse.
Tossisce e
tossisce,
per un po’
sta in silenzio…
poi ancora
riprende a tossire.
Mia povera
fontana,
il tuo
guasto
mi strazia
il cuore.
Non fa più rumore
non fa uscire
più acqua.
Sta in silenzio,
non fa più
rumori
di nessun tipo,
forse che…
forse che
sia completamente rotta?
Che orrore!
Ah! no.
Eccola,
di nuovo
a mandare rumori simili a colpi di tosse.
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchete,
chchch…
Questa specie di tubercolosi
la fa morire di sofferenza.
Dio santo,
quel suo
continuo
rumore intermittente
mi
esaspera tanto da farmi morire,
un pochino
si può sopportare,
ma così a lungo…
Che lamento!
Ma Habel!
Vittoria!
Andate,
di corsa,
chiudete
la fontana,
mi esaspera
quel suo
continuo
rumore intermittente!
Andate,
usate
qualcosa
per fare in modo
che la smetta,
magari…
magari
che la pianti del tutto.
Madonna!
Gesù!
Non di nuovo!
Non di nuovo!
Mia povera
fontana,
con il guasto
che hai,
finisci
vedrai,
per uccidere
anche me [per esasperazione].
Clof, clop, cloch,
cloffete,
cloppete,
clocchete,
chchch…
Pubblicata per la prima volta in Poemi(1909), La fontana malata è probabilmente uno dei componimenti più conosciuti di Aldo Palazzeschi (1885-1974), insieme con Chi sono? e con E lasciatemi divertire.
La fontana malata rispecchia l’originalità delle posizioni culturali e stilistiche di Palazzeschi. Il tema è decisamente legato al crepuscolaresimo: tutta la poesia è costruita sull’immagine della fontana,metafora parodica del canto poetico.
Analisi
Fin dall’antichità l’ispirazione poetica è associata all’immagine di una sorgente: sul Parnaso, il monte dove secondo la mitologia greca risiedono le Muse, si trova una fonte sacra capace di infondere l’ispirazione in chi beva le sue acque. Palazzeschi, riflettendo sul ruolo del poeta e della poesia nel mondo contemporaneo gioca su una ben più prosaica e concreta fontana, per di più “malata”: qui l’antropomorfizzazione dell’oggetto inanimato aggiunge ironia. Infatti, la fontana tossisce come farebbe un malato di raffreddore: l’acqua non scende in un flusso continuo, ma a “singhiozzi”, come da un rubinetto otturato. Il dettaglio realistico dell’otturazione idraulica si fonde con quello analogico del raffreddore. Ne risulta un’immagine comica e giocosa, con cui Palazzeschi vuole attaccare i modelli ingessati e retorici della poesia tradizionale.
Il testo di Palazzeschi propone una parodia consapevole de La pioggia del pineto di D’Annunzio, compiuta per via metrica, oltre che attraverso un’allusione diretta dal v. 26 in poi. La poesia non è un canto trionfale, alla maniera dannunziana, ma un singhiozzo rotto e lamentoso.
Ne La fontana malata Palazzeschi prende bonariamente in giro anche i poeti crepuscolari e la loro vena dimessa e piangevole. I crepuscolari amavano cantare le cose umili, i sentimenti malinconici, il grigiore della vita quotidiana.
Nella parte finale del componimento (vv. 58-75) l’io poetico giunge al limite della sopportazione e supplica in modo decisamente teatrale due personaggi femminili di far smettere la fontana.La teatralizzazione è un’altra importante caratteristica della poesia di Palazzeschi, che aveva studiato recitazione insieme a Marino Moretti nella Firenze d’inizio Novecento.
Metrica: 92 versi brevi con prevalenza pressoché totale di trisillabi, in maggioranza piani. Fanno eccezione i versi onomatopeici, alcuni bisillabi(ad esempio, v. 52: “mi fa”; oppure v. 77: “Gesù”) e un quadrisillabo(v. 7: “nel cortile”, però riconducibile a un trisillabo se legato adeguatamente al verso precedente).
Domande da interrogazione
- Chi era Aldo Palazzeschi e quale fu il suo contributo al Futurismo?
- Qual è il tema centrale della poesia "La fontana malata" di Palazzeschi?
- In che modo Palazzeschi parodia la poesia tradizionale ne "La fontana malata"?
- Quali elementi stilistici caratterizzano "La fontana malata"?
- Come si relaziona "La fontana malata" con il Crepuscolarismo?
Aldo Palazzeschi, pseudonimo di Aldo Giurlani, era un poeta e scrittore italiano nato a Firenze nel 1885. Inizialmente legato al Crepuscolarismo, fu apprezzato da Marinetti e contribuì al Futurismo con opere originali come "L’Incendiario" e "Il codice di Perelà". Tuttavia, si allontanò dal movimento alla vigilia della prima guerra mondiale.
"La fontana malata" di Palazzeschi utilizza l'immagine di una fontana malata come metafora parodica del canto poetico. La poesia riflette sull'ispirazione poetica in modo ironico, contrapponendo la fontana malata a una fonte sacra, simbolo tradizionale di ispirazione.
Palazzeschi parodia la poesia tradizionale attraverso l'uso di una fontana che tossisce, simbolo di un canto poetico interrotto e lamentoso. La poesia è una parodia consapevole de "La pioggia del pineto" di D’Annunzio, con un tono comico e giocoso che critica i modelli poetici ingessati.
"La fontana malata" è caratterizzata da versi brevi, prevalentemente trisillabi, e da un uso teatrale del linguaggio. L'onomatopea e l'antropomorfizzazione della fontana aggiungono ironia e teatralità, riflettendo l'influenza degli studi di recitazione di Palazzeschi.
"La fontana malata" si relaziona con il Crepuscolarismo attraverso la sua vena ironica e la parodia dei poeti crepuscolari, che cantavano sentimenti malinconici e la quotidianità. Palazzeschi prende bonariamente in giro questa tendenza, utilizzando una fontana malata come simbolo di un canto poetico dimesso.